Titolo? Trìtolo!

Come il bombarolo di De Andrè dovrebbero esserci il desiderio di far esplodere qualcosa, le idee e le parole nella mia testa, nel mio caso, ma non succede. A meno che io non iniziassi a scrivere regolarmente, senza procrastinare e lasciare il tutto incompleto.

Il problema è che mi ritrovo con un’abbronzatura da schermo del computer e le mani sulla tastiera che fremono per muoversi e picchiettare affinchè uscisse qualcosa di buono, non sgrammaticato ed addirittura originale! Tse, l’originalità probabilmente si è estinta come e CON i dinosauri o il buon senso. Riuscire a scrivere è già complicato di suo, non può sembrare credibile ma è la verità: appena ho iniziato a scrivere le prime tre righe BOOM! ricevo una visita. Come posso entrare nella “zone” alla Michael Jordan se vengo (subisco è il termine adatto) interruzioni, appena inizio questo ballo, con le dita sulla mia tastiera polverosa e sorpresa di trovarmi a scrivere? E per di più dovrei essere anche originale e di tendenza? Che?

I signor nessuno come me hanno sempre la testa fra le nuvole, a pensare su qualunque cosa e siamo quel ristretto numero di persone che potrebbe cadere in un tombino aperto (poteva mai trattarsi di un numero ristretto di persone con qualità? No!). Per di più abbiamo perennemente il “blocco dello scrittore” che per noi può semplicemente chiamarsi routine visto che non puoi avere un blocco se non scrivi mai (probabilmente qualcun’altro lo avrà già detto, figuriamoci). Adesso però mi sorge un dubbio, visto che tutti ci riteniamo unici e speciali, se io fossi unico e speciale nel verso sbagliato? Tutti vorremmo essere unici, speciali e bla bla bla ma dipende in cosa. Io vorrei essere me ma non me, cioè un pò me ma meno in qualcosa e più in altro. Dovrei fare quei corsi di training qualcosa dove devi sempre sorridere e crearti castelli di carta igienica dove alla prima difficoltà sei una mummia di rotoloni Regina? (senza virgole così si legge tutto di un fiato, un’apnea di lamento)

C’è chi scoppia di salute, chi di felicità e chi di tritolo, io voglio esplodere di parole.