
Metti che una sera incontri Banksy….
Metti che una sera incontri Banksy che ti chiede di disegnare in maniera caotica il suono di un quadrato.
… !
Sì, è successo questo, seduta ai tavolini di un pub di Basingstoke, mi ritrovo a parlare con un uomo sui 40 che mi chiede in maniera molto gentile se può sedersi, mi stringe la mano e mi chiede di dove sono.
Poi mette di fronte a me un Moleskine nero bello vissuto..
..e mi chiede se ho voglia di fare una cosa per lui. Annuisco interessata. Allora comincia a spiegarmi che vorrebbe che io dal caos…RIdisegnassi…la forma di un quadrato…
Si interrompe, mi guarda, e mi dice: “sembri davvero interessata non mi prendi in giro.”
No che non ti prendo in giro, sono in Inghilterra, sono in vacanza e sto intensamente vivendo questa esperienza!

Quindi prosegue, apre il quaderno e cerca uno spazio libero. Questo richiede alcuni lunghi minuti perché il quaderno è veramente pieno, ma alla fine lo trova.
Mi mette in mano una penna da disegno nera a punta fine e si volta dall’altra parte con faccia da io-non-ne-so-niente.
Io perplessa comincio a disegnare, mentre disegno chiede se può avere un sorso della mia birra e io acconsento, e quando ho finito mi chiede di mettere la data, come se fosse la cosa più importante.
Fatto questo chiede al mio fiancè (che era rimasto ad osservare e a cui traduco cosa deve fare) di fare la stessa cosa. Lui lo fa. Mette la data. E gli riconsegnamo il quaderno.
Allora torna a prestare attenzione a noi, non guarda cosa abbiamo disegnato, chiude e mette via il quaderno. Torna a guardare me negli occhi e mi stringe la mano, mi ringrazia, e chiede se conosco Banksy, e il suo gruppo (c’è chi dice siano in tanti). Dico di sì (il ragazzo che lancia i fiori al posto della bomba è appiccicato sul mio mac e lancia la mela morsicata). Allora mi svela, sfiorando il dorso della mia mano in un baciamano d’altri tempi, che ne ho appena incontrato uno.
… !
e se ne va….
Vero o no (a me piace pensare sia vero) sono tornata da Londra con una storia da raccontare.
Originally published at www.beatriceferrarini.com.