X motivi per ascoltare Marracash

Sono un leader, non sono un boss

I. Perché è nato a Nicosia, un piccolo paese siciliano in provincia di Enna, da madre bidella e padre camionista, ma ciononostante è riuscito ad affermarsi come uno dei più conosciuti e importanti rapper (ma non solo) italiani, essendo ormai identificato con la città di Milano — un panorama che offre una notorietà certamente maggiore rispetto a quella meridionale — e in particolare con la Barona — un quartiere tutt’altro che benestante.

II. Perché nel 2012 ha annunciato, e poi nel 2013 ha fondato, insieme al produttore Shablo, l’etichetta discografica indipendente Roccia Music, con l’obiettivo di gestire in maniera manageriale progetti musicali e di comunicazione, coinvolgendo figure differenti come beatmakers, disc jockey, nuove leve del rap, stylist. Una scelta che non l’ha portato ad abbandonare la major che pubblica i suoi album, la Universal Music Group, ma ad affiancare i due percorsi.

III. Perché, come afferma Virginia W su noisey, l’Italia è un Paese per vecchi.

Anzi,

Siamo un Paese troppo piccolo per non sentire con dolore le connessioni strette tra major e media, che non possono essere combattute con dichiarazioni a vanvera su Internet, perché esistono a livello molto più radicato di quanto ci immaginiamo.

E allora, fa bene Marracash a ospitare, nei suoi singoli e nei suoi album, artisti meno o poco conosciuti, da un lato — è vero — provando a dare una spinta al suo roster, ma dall’altro proponendo al pubblico suoni e voci creative, giovani, nuove: Achille Lauro, Nitro (membro, in realtà, della Machete Crew di Salmo), Sfera Ebbasta.

IV. Perché, nonostante le accuse di maschilismo e sessismo — rivolte più o meno al 90% dei rapper di tutto il mondo, inclusi quelli italiani — a causa della maggior parte dei suoi testi, riesce a sfornare pezzi come Niente canzoni d’amore, in cui duetta con Federica Abbate. Chi è costei? Appunto: nonostante si tratti di un brano confezionato per diventare una hit, anziché puntare su una partner già celebre nel panorama nazionale, Marra sceglie un’autrice e compositrice milanese di soli 24 anni.

V. Perché ha una manager come Paola Zukar, che da vent’anni si dedica al mondo del rap e dell’hip hop di qualità: generi di cui ne sa molto più di tanti presunti MC di quartiere e rapstar da televisione. Fra le altre cose, considera la moda solo una parte, comunque importante, della musica. Ha anche difeso Fabri Fibra dagli ormai famosi attacchi dei sindacati in occasione del concertone romano del Primo Maggio nel 2013.

VI. Perché, sin dalla sua nascita nel 2004, ha fatto parte del collettivo Dogo Gang, fondato dai milanesissimi Club Dogo e da altri personaggi come Vincenzo da Via Anfossi. Al suo interno, ovviamente, il peso specifico di Marracash è andato gradualmente rafforzandosi: a questi tempi era un giovane artista che sperimentava su se stesso (lui stessa l’ha definita “una palestra per capire cosa dovevo fare e come dovevo farlo”), ma col tempo ha trovato la sua strada, diventando — come si è auto definito in maniera un po’ tronfia — il primo rapper dei quartieri nei quartieri alti.

VII. Perché, a dispetto della fama raggiunta da molti suoi brani, ha sempre sminuito il ruolo del rap all’interno della società, in particolare deridendo la tendenza a entrare troppo nel ruolo di gangster (ben più accentuata negli Stati Uniti d’America, ma in parte presente anche nel nostro Paese). In Rapper/Criminale, ad esempio, afferma con un linguaggio piuttosto diretto:

Per tutti quelli che vogliono fare i criminali al microfono / La strada si fa in strada / Questa è musica / Conta la musica, zio / Non è una gara a chi fa più brutto / Non è una gara a chi è più duro / Sinceramente non ce ne fotte un cazzo.

Leggi il testo su: Rapper/Criminale — Marracash Testi Hip Hop Italiani http://www.raptxt.it/testi/marracash/rapper_criminale_12158.html#ixzz3y0SCwpII

VIII. Perché ha inciso un brano intitolato Sanremo Freestyle che, a dispetto di quanto possa sembrare, non è un semplice divertissement. Vale la pena ascoltarlo soprattutto perché esprime in maniera difficilmente riassumibile altrimenti la posizione di Marracash nei confronti del cosiddetto “mercato”: da un lato il rifiuto per i canali di comunicazione mainstream, dall’altro la consapevolezza che un artista non può essere completo senza diffondere il proprio messaggio, facendolo arrivare a più persone possibile.

IX. Perché ha risposto per le rime — è proprio il caso di dirlo — a Giuseppe Povia, quando l’autore di i Bambini fanno ooh ebbe la brillante idea di coniare il neologismo rappaminkia. Un vero e proprio dissing, quello fra i due cantanti, visto che la vicenda ebbe inizio addirittura nel 2010 quando, in Rivincita, Marra inserisce un “meglio povero che Povia”. Da allora la battaglia, combattuta non proprio in punta di fioretto, è proseguita.

X. Perché nel suo video Vita Da Star, in featuring con un altro mostro sacro del rap italiano come Fabri Fibra, c’è mezzo mondo. Davvero.