Hello loneliness, my old friend

Cara Solitudine,

Non stupirti se ti scrivo, Solitudine, e non aggrottare la fronte se, dopo tanti anni passati insieme, ho deciso di prendermi un periodo di pausa.

Sono stato un bambino che legge, Solitudine, e libro dopo libro prese forma quella disgraziata e meravigliosa impresa che fu crearsi il proprio mondo. E non mi resi conto, amica mia, che l’unica persona che mi teneva per mano, tra i monti innevati e le verdi brughiere, eri tu. Perché lo sai, quando si legge, in fondo si è sempre soli.

Passarono gli anni, Solitudine, e nel mio cuore crebbe quel mondo che mi ero creato e credetti, folle com’ero, che non esistesse luogo migliore. E mi parve, amica mia, che quel mondo si popolasse di strane e meravigliose creature, compagne delle sere che a lungo attendevo. Ancora una volta non m’accorsi, folle com’ero, che, dietro ad ognuna di esse, si celavano i tuoi occhi di ghiaccio.

Imparai ad amarti, Solitudine, e facemmo l’amore, e sono certo che ricambiavi i miei sentimenti come nessuno aveva mai fatto fino ad allora.

Negli ultimi anni sei stata un’amante gelosa, Solitudine. Mi hai aspettato tutte le notti, vicino alla finestra della mia piccola stanza, dove ci siamo incontrati per la prima volta. Hai temuto di perdermi, amica mia, e tutti i tentativi di trovare qualcuno che colmasse quel vuoto che è la tua compagnia tu li hai resi vani. Hai voluto persuadermi che non ci fosse nessuno degno di sostituirti, Solitudine.

E ancora ti vedo attraverso gli specchi, e so che mi segui nei luoghi affollati, dove la gente crede che tu non possa raggiungerci, ma nessuno può sfuggirti, Solitudine.

Anche adesso sei con me, ora, mentre ti scrivo questa lettera, e potrei giurare di aver visto una lacrima scendere lungo il tuo viso, non ti avevo mai visto piangere, Solitudine. Lascia che sia io questa volta ad asciugarti le lacrime, amica cara, tu che tante volte hai asciugato le mie, e lascia che ti dica che ci incontreremo di nuovo, e ci ameremo ancora. Quando avrò la testa liscia e i baffi di neve, allora sarò il più tenero degli amanti, e mi sarà grata la tua compagnia, ma ora devi lasciarmi andare.

Lascia la mia mano, Solitudine, e tieni questa lettera come un caro ricordo, di cui parlare la prossima volta che ci incontreremo. So che riderai, amica cara, e so che mi sarà mancato quel tuo sorriso bianco e crudele, che rende belle tutte le cose.