Abbiamo bisogno di credere nell’amore e che qualcosa di meraviglioso potrà sempre accadere.

A volte mi interrogo sul ruolo della creatività nelle nostre vite, non solo nel nostro lavoro, ma nel fare quotidiano, nel saltare da un giorno all’altro, nel risolvere l’imprevisto, nel distendersi per terra a leggere un libro, nel comprare un mantello da Superman, nel viaggiare con un auto di 40 anni, nel reinterpretare le regole, nello stare qua, nel fidarsi, nel pensare quello che accadrà tra 10 anni, nel pensare dove saremo tra 10 anni.

Spesso pensiamo alla creatività come un qualcosa associato all’arte: non pensiamo quanta creatività, coraggio e professionalità ci sia nel creare un nuovo prodotto, nell’organizzare un viaggio, una cena, o semplicemente apparecchiare la tavola.

Creatività è vivere secondo la propria energia interiore, è emozionarsi quando serve, pianificare se necessario, trovare soluzioni trasversali senza pensare a quello che è già stato fatto, senza porsi limiti. Creatività è scrivere una nuova pagina tutti giorni, fatta di relazioni, progetti, viaggi, caffè, sorrisi, sforzi, fallimenti, distrazioni, umori, rumori, disagi, musica e colori.

Attingiamo al mondo circostanze silenziosamente perché abbiamo bisogno di nuove soluzioni, abbiamo bisogno di coraggio e stimoli. Dobbiamo muoversi continuamente, spostarsi quasi border line rispetto ai nostri limiti intellettuali, dobbiamo per un attimo tuffarci in quel mare di conoscenza che non ci appartiene, dobbiamo immaginarsi di trasgredire, dobbiamo accettare costantemente il diverso, dobbiamo essere il diverso. Dobbiamo camminare a piedi nudi sotto la pioggia, immaginarci un pianoforte che suona, dobbiamo emozionarci per un alba, per un bambino che sorride, dobbiamo insistere nel cercare qualcosa, essere fiduciosi che tutto questo nostro cercare, impaziente, porti in qualche luogo, porti a qualche sensazione, a qualche emozione. Perché ci serve, ci serve per farci sentire vivi, ci serve per creare sempre qualcosa di nuovo, ci serve per scegliere un paio di calzini, scegliere la destinazione del prossimo viaggio, ci serve per lavorare, ci serve per trovare soluzioni creatività ai problemi dei nostri clienti, problemi contemporanei, complessi, dinamici e senza — per fortuna — soluzioni precofenzionate.

Abbiamo bisogno della musica, delle albe, delle persone, dei loro racconti, delle loro emozioni, delle incredibili storie di normalità che ci circondano, del sorriso della barista del bar che fa con amore il proprio lavoro. Abbiamo bisogno di credere nell’amore e che qualcosa di meraviglioso potrà sempre accadere, a noi, all’amico, al vicino, allo sconosciuto, in qualche parte del mondo. Abbiamo bisogno di credere che tutto andrà sempre per il meglio e che la conoscenza venga sempre condivisa e trasmessa: oggi dobbiamo preparare la presentazione per il TEDxSiena del prossimo sabato e si, la cosa ci emoziona un po’ — fortuna che c’è sempre Elena a mio fianco ;)