Disimparare, rompere gli schemi, entrare nella diversità ed infine (!) astrarre.

Recemente ho letto 3 interessanti articoli su Harvard Business Review che in parte hanno confermato alcune mie riflessioni. Ho avuto la sensazione che ci fosse un filo rosso che li unisse e riflettendoci, io l’ho individuato nella “diversità”, nella nostra capacità di accettarla, di farne parte, di viverla.

Il primo articolo parla della necessità di “unlearning”, di disimparare per risolvere nuovi problemi ed affrontare le sfide lavorative (e non solo) contemporanee. Ora il termine “unlearning” può sembrare fuorviante, in realtà si riferisce ad un “azzeramento” della nostra conoscenza e mind-set relativamente ad un certa modalità di affrontare un certo problema affinché si possa attingere in maniera più creativa a soluzioni nuove, senza il condizionamento di esperienza/opinioni pregresse a riguardo. Questa cosa mi ha colpito molto, probabilmente perché in parte già lo facciamo, ma cercare di farlo con metodo è un’altra cosa. Può spaventare, ma in fondo come dicevamo al TEDxSiena è fuori dalla nostra Confort Zone che accade qualcosa di magico.

Il secondo articolo riguarda la maggiore capacità e propensione per gli immigrati ad essere imprenditori. L’articolo fa riferimento a imprenditori di “eccezione” come Arianna Huffington (Huffington Post), Dietrich Mateschitz (Red Bull), Elon Musk (Tesla, SpaceX) e Sergey Brin (Google) per individuare poi tratti comuni e skill che questi hanno sviluppato nella loro vita lavorativa, trovavondi probabilmente già in una situazione di “unlearning” forzata e non avendo conoscenza approfondite degli usi, costumi e pre-concetti della comunità in cui andavano ad insediarsi.

Esperienze cross-culturali sono il loro bagaglio e questo permette agli immigrati di sviluppare capacità imprenditoriali più rivolte al risultato, di quanto lo facciano persone indigene del luogo/cultura/sistema. Una riflessione molto interessante, che probabilmente può aiutare tutti noi che facciamo impresa a mettere da parte i rigidi schemi che ci poniamo, spesso dettati dalla micro-società in cui viviamo. Dovremmo sforzarsi di vivere in modo più creativo la nostra vita, anche professionale.

L’ultimo articolo, che secondo me è la naturale chiusura del cerchio in questo (mio) immaginario percorso è la necessità di confrontarsi, mescolarsi e entrare nel diverso. L’articolo parla delle potenzialità di fare networking fuori dalle persone/colleghi che normalmente frequentiamo, per attingere a nuovi punti di vista, nuove prospettive, nuovi strumenti. Spesso — capita a tutti noi — incontri di networking vengono fatti quasi in modo autoreferenziale rispetto al settore in cui lavoriamo, conosciamo e ci confrontiamo con colleghi, che se pur bravi, attingono allo stesso bagaglio e agli stessi strumenti che facciamo noi. Provate a pensare quanto sarebbe stimolante ed utile per un marketers confrontarsi con un filosofo, un pittore, una mamma, un indiano e magari con un marziano (!) relativamente ad un determinato problema.

Se avete voglia (e coraggio) vi lascio i link degli articoli a cui faccio riferimento. Parlo di coraggio più che voglia perché spesso quando parliamo in modo astratto di questioni che riguardano la vita professionale e personale abbiamo difficoltà a comprenderne le potenzialità e le ricadute sulla vita di tutti i giorni. Io credo che si tratti solo di diversi livelli di approccio alla vita. Personalmente col tempo mi sono “affezionato” a vivere più astrattamente con tutte le difficoltà e conseguenze del caso.

Probabilmente è un’indole, quello di pensarci già morti nel lungo periodo come diceva Keynes e si, certo, di prendersela per le cose, ma non troppo. Avere una prospettiva di lungo periodo ti permette di tralasciare mille problemi che per la loro minuscola (rispetto all’eternità) natura risultano apparire improvvisamente irrilevanti. E forse si, avere un paio di obbiettivi nel lungo periodo, anziché 500 entro la fine del mese, aiuterebbe un po’ tutti noi.

Why the Problem with Learning Is Unlearning
https://hbr.org/2016/11/why-the-problem-with-learning-is-unlearning

Why Are Immigrants More Entrepreneurial?
https://hbr.org/2016/10/why-are-immigrants-more-entrepreneurial

Start Networking with People Outside Your Industry
https://hbr.org/2016/10/start-networking-with-people-outside-your-industry