Luoghi “rumorosi”.

Poi ti svegli con un’inspiegabile voglia di Africa. Forse cerchi solo un luogo poco “rumoroso” dove ogni tanto trovare ristoro, come quando nel 2010 andammo in Algeria con alcune vecchie Citroen 2cv, attraversando la Tunisia e tutta l’Algeria fino a Tamanrasset al confine con il Niger.

Ricordo che spaccammo l’albero motore a 1.150 km a sud di Algeri, mangiammo scatolette di tonno per 20 giorni, dormimmo in auto nei sacchi a pelo, poi trovammo — al rientro — la guerra civile in Tunisia.

Appena salpammo con la lave, fu incendiato il porto e ci furono degli scontri. Il presidente Ben Ali scappò e successe il fini mondo. Il fini mondo. Altro che ristoro per l’anima…

Però, nonostante questo, non c’era tutto questo “rumore” che trovo qua. In realtà non c’era niente: c’era uno cielo stellato che ti toglieva il fiato e non avevi altro da fare che guardarlo. C’erano delle dune a perdita d’occhio, immense che ti facevano sentire piccolo piccolo nel tempo e nello spazio. Quasi inutile.

C’era un incrocio di culture, visi, persone, storie al mercato di Tamanrasset. Poi a ripensarci, non c’era altro. Però quel poco era più che sufficiente a riempirti le giornate, le teste, gli occhi ed il cuore.

Chissà, magari Luca escogita qualcosa e ci “spedisce” a consegnare personalmente i soldi che stiamo raccogliendo con Lo Studio Visionary Agency per Bambini nel Deserto con le nostre magliette. Inshallah.