La pirateria come strumento di marketing editoriale


Nonostante il rischio pirateria sia una delle preoccupazioni principali suscitate dalla diffusione degli ebook, il fenomeno è più complesso e sfaccettato di quanto siano portati a pensare coloro che si limitano a tacciarla come un’attività illegale tra le altre, quando non lo è. Come spiega il giurista Guido Rossi nel suo Il gioco delle regole, Adelphi 2006:

Da un punto di vista legale occorre innanzitutto capire se la pirateria, che potrebbe essere parificata al furto, debba essere valutata diversamente a seconda che il bene aggredito sia materiale o immateriale. La masterizzazione di un cd non comporta alcuna sottrazione degli esemplari destinati alla vendita, mentre il furto sì.

La differenza è sostanziale: la pirateria digitale non sottrae materialmente copie alla vendita, bensì allarga il mercato. Lo ha capito bene Bill Gates quando si è reso conto che sul vastissimo mercato cinese circolavano sempre più copie pirata di Windows e, diversamente dalla prassi abituale, non ha chiesto l’intervento del governo americano.

La pirateria, consentendo una rapida diffusione del sistema operativo, instaurava un circolo virtuoso: più persone usavano Microsoft, più questo si imponeva come standard, più persone avrebbero utilizzato Microsoft. La conseguenza? Un aumento delle vendite. Paragonando la pirateria al furto non si può cogliere quello che è un punto fondamentale: non è detto che a un ebook piratato corrisponda sempre un ebook invenduto.

Finora, in Italia, si parla di pirateria principalmente discutendo dell’adozione, da parte dei grandi editori, dell’Adobe DRM come forma di protezione dei diritti, discussione che ha recentemente coinvolto anche un hacker in prima persona. Ma il follow-up del Secondo Congresso Internacional CBL do Livro Digital, tenutosi a San Paolo a fine Luglio, ha stimolato interventi particolarmente innovativi sul tema della pirateria nel dibattito editoriale internazionale di Agosto, che ormai non possono non avere risonanza anche in Italia.

L’osservazione di partenza, emersa dal panel brasiliano, è rivoluzionaria nella sua ovvietà: la pirateria dimostra, quanto meno, che esiste la domanda di un prodotto, il libro piratato, che non viene soddisfatta dal mercato. Si tratta di un segnale che non può essere ignorato dall’editore, perché anche quel tipo di attenzione sul titolo potrebbe essere capitalizzata. Tale considerazione, riportata da Edward Nawotka su Publishing Perspectives, è ricca di spunti di riflessione e di conseguenze disruptive: e se la pirateria aiutasse a vendere libri? Il modo in cui Nawotka lancia la sua provocazione non lascia dubbi: “È meglio vendere 100 copie senza che nessuna venga piratata o venderne 1000 con altre 9000 copie pirata in circolazione?”. In Italia, il primo a riconoscere una certa logica in quello che possiamo divertirci a definire “hackerting”, dalla crasi di hacker e marketing, è stato Giuseppe Granieri, che su La Stampa ha osservato:

Negli Stati Uniti il mantra recita che «il tuo nemico è l’oscurità», e per far uscire un libro dall’oscurità serve farlo circolare. Nell’ambiente ci sono da tempo rumors di autori anche famosi che piratano da soli il loro libro per farlo conoscere. Non ci sono dati, ovviamente, ma almeno in teoria la cosa ha un senso. E spiega la logica della domanda inziale di Ed Nawotka.

Se alcuni autori decidono di diffondere la versione piratata del proprio libro, allora non si tratta soltanto di una potenziale fonte di informazione per scovare una domanda latente: la pirateria potrebbe davvero essere sfruttata come un vero e proprio strumento di marketing. Se volessimo raccogliere questa provocazione, potremmo iniziare ad approfondire il tema attraverso la classifica dei cinque libri più piratati, proposta da Nate Hoffelder su ebooknewser e aggiornata ogni giovedì. Ovviamente riguarda il mercato anglofono, non essendoci per ora dati sulla pirateria degli ebook in Italia, ma non per questo è meno interessante. (Se vi state chiedendo come fa Nate a raccogliere queste informazioni, la fonte citata è The Pirate Bay, un sito che dall’Italia risulta bloccato dalla Guardia di Finanza). Ecco i titoli che stanno dominando le classifiche settimanali di Agosto: 1. Never Be Lied to Again: How to Get the Truth In 5 Minutes Or Less 2. How to Win Every Argument : The Use and Abuse of Logic 3. Men’s Fitness — 12 Minute Workout 4. 101 Small Business Ideas for Under $5000 5. The 200 Best Home Businesses: Easy To Start, Fun To Run Quali conclusioni possiamo trarre da questa top five? Un lettore di ebooknewser commenta:

Tutti i titoli piratati della classifica attrarrebbero solo le persone tagliate fuori, volenti o nolenti, dalla realtà: 1. Non puoi ottenere sempre la verità, tanto meno in cinque minuti 2. Non puoi avere la meglio in ogni discussione 3. 12 minuti non sono abbastanza per un vero allenamento 4. Non puoi avviare una piccola azienda decente con meno di 5000 dollari 5. Un home businesses, come ogni altro business, richiede un sacco di lavoro, è difficile da promuovere, e, per quanto emotivamente gratificante, non è per niente “fun to run”.

Un’altra lettrice colpisce al cuore: “Come lettrice e bibliotecaria attenta al mondo degli ebook, credo che questa classifica ci porti direttamente a una conclusione: i pirati sono maschi”. Battute a parte, quello che l’indagine di Nate mette in luce è una costante presenza nella top five di guide e manuali tecnici. La narrativa, il genere che domina le classifiche ufficiali, è completamente assente. La prima conclusione che si può trarre dai titoli degli ebook più piratati è forse la seguente:

Sembra che la narrativa, la categoria di ebook più venduta in assoluto, sia anche la meno piratata.

Che rapporto c’è tra i titoli più piratati e i titoli più venduti? E quale tra copie vendute e copie piratate dello stesso titolo? I segnali che arrivano dal sottobosco illegale lasciano aperta una nuova sfida per gli editori: la possibilità di instaurare un circolo virtuoso tra numero di copie illegali e numero di copie vendute.

Originally published at www.bookrepublic.it on August 22, 2011.