L’indimenticabile fantasaggistica di Ken Liu


L’uomo che mise fine alla storia di Ken Liu è un capolavoro. Non lo penso solo io, dato che è finalista sia al Premio Hugo che al Nebula 2012.

L’uomo che mise fine alla storia di Ken Liu è uno di quei libri che non si dimenticano.

A me capita di dimenticare qualsiasi cosa, anche le mie letture. Se non catalogo bene tutto scrivendo almeno qualche riga di commento per ciascun titolo, rischio spesso di confondere un autore con un altro, i personaggi saltano nella mia testa da una libro all’altro, gli episodi si confondono. Addirittura a volte non so se qualcosa che ho in mente è successo davvero o è accaduto in un libro. Questo è un problema mio, mi rendo conto, ma forse anche di altri lettori accaniti.

L’uomo che mise fine alla storia di Ken Lui è uno di quei libri che non potrei dimenticare neanche volendo.

Curioso che sia proprio questo il primo commento che mi sorge spontaneo, trattandosi di un libro che si muove attorno al paradosso di una volontà determinata a conservare il passato fino al punto di riviverlo, quando proprio il fatto di riviverlo lo cancella in quanto passato.

“Nel momento in cui appare ai nostri occhi, il passato si consuma.”

Doppiamente curioso anche che, a fine lettura, tanto ero scioccata dalla mia completa ignoranza sulle vicende dell’Unità 731, da non riuscire a capire se si trattasse di un saggio o di un’opera di narrativa: non sapevo se i fatti di Pingfang riportati nel libro fossero davvero eventi storici o invenzioni letterarie.

Il mio dubbio da un lato testimonia che il tema del viaggio nel tempo è perfettamente integrato al resto della vicenda e il lettore viene talmente assorbito dalla narrazione che si finisce per sospendere tranquillamente l’incredulità in merito a un viaggio spazio-temporale, ma si resta invece del tutto increduli nei confronti del nefasto episodio della Storia cino-giapponese.

D’altro lato, proprio la dialettica tra Storia e Narrazione è un’altra crux cordis del racconto di Ken Lui.

“Ma adesso abbiamo messo fine alla Storia. Ciò che io e mia moglie abbiamo fatto è sbarazzarci della narrazione, dando a tutti l’opportunità di assistere al passato in prima persona. Invece della memoria, oggi disponiamo di prove incontrovertibili. Invece di sfruttare i morti, dobbiamo guardare in faccia i moribondi. Io ho visto quei crimini con i miei occhi. Questo lei non può negarlo.”

Eppure, quell’ Io ho visto quei crimini con i miei occhi. Questo lei non può negarlo è da capo una narrazione.

“La nostra specie ama i racconti, ma ci è stato anche insegnato a diffidare da un unico narratore. (…) Ma solo per il fatto che ogni narrazione è una costruzione, non significa che siano tutte lontane dalla verità allo stesso modo.”

Quella di Ken Liu è per me una grandiosa forma di fantasaggistica: una fantascienza dettagliata, scrupolosa, in stile documentario, che non fa altro che restituire in modo magistrale la Storia come Narrazione. Perché “ogni narrazione è soggettiva senza alternativa e portatrice di una sua verità”.


Originally published at www.filodaria.it, Cross-Post: 40k.it

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