L' Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo governo" è un affresco murario del 1339 di Ambrogio Lorenzetti che aveva, quando lo realizzò, meno di 40 anni. Fu chiamato dal Governo dei 9 a Siena per dipingere nella sala dove essi si riunivano un’opera che fosse anche un compendio di scienze politiche, così come spiega Quentin Skinner in un bellissimo volume stampato in Italia per i tipi de il Mulino. Possiamo senza ombra di dubbio direvche Ambrogio era un writer. Un writer che firmava le sue opere e si taggava. La tag che usò per il Buon Governo è incompleta ma si legge bene: “Ambrosius Laurentii de Senis hic pinxit utrinque…”. L 'Italia è piena di opere mirabili di grandi writer chiamati dai governanti di tutti i tempi - re, signori, papi e mercanti - ad abbellire o comunque a migliorare spazi urbani ed opere architettoniche. Mi pare che i governanti di un tempo fossero più lungimiranti ed intelligenti. O comunque capivano le tendenze e individuavano i tipi più cool e con le crew o "ballotte" più forti e li chiamavano presso di se. Lettura la mia originale che sicuramente darà fastidio ai puristi ed ai benpensanti e tutori e guardiani del decoro pubblico. Serve però solo a farvi capire che i "ragazzini" che imbrattano i muri con scritte - si chiamano tag - non sono writer. Dietro le tag, che leggiamo su tanti muri, ci sono storie complesse e realtà che comunque raccontano un disagio o un malessere accompagnata da poca educazione e senso civico. Certo noi adulti non siamo proprio l’esempio del civismo e mi viene da dire - come sono banale - chi semina vento raccoglie tempesta. I writer sono altri - in Italia molti conosceranno Blu - e sono artisti di spessore che non girano a taggarsi sui muri ma a fare vere opere d’arte. Quindi iniziamo ad essere più precisi nelle nostre analisi su fb: purtroppo a Siena vedo pochi writer e molte tag che rispondono a logiche di branco o di sfida al mondo adulto. Malessere vero di una generazione - quella tra i 12 e i 18 anni - che mi pare poco ascoltata e capita. Forse dovremmo davvero ospitare e chiamare a Siena qualche writer a realuzzare magari una nuova opera capace di rimanere nel tempo e che possa essere di esempio ai selvaggi taggatori. Contestualmente bisogna provare a capire come mai questo moltiplicarsi di tag. Ma per farlo davvero è necessario lasciare le nostre comode case e andare per strada, non a fare le ronde ma, a parlare, così come dicemmo un po di tempo fa con MicheleVittori con queste generazioni. La strada è anche il terreno su cui come Santa Chiara Lab stiamo lavorando con i nostri studenti per costruire un decalogo su come si vive la notte e ci si diverte in modo sano perchè le strade vanno abitate, vissute e animate. Solo che lo stiamo facendo a tempo di rap e usando il linguaggio dell’hip hop con il maestro Marco Zatarra Ottavi .Anche questo non piacerà a molti ma sulla strada devi parlare il linguaggio della strada. Le banalità come le mie le lasciamo su feisbuk serve altro per capire la "confusione di un guaglione".