Povera Sinistra. Politologi, opinionisti, comunicatori e chi più ne ha più ne metta, l’hanno data per morta e sepolta da tempo. Ed effettivamente non se la passa bene soprattutto nel nostro Paese. E però in questo inizio di campagna elettorale c’è grande interesse per la Sinistra. Tanti la vogliono rappresentare e tutti dicono di essere la “sinistra” e non una “sinistra”. A doverla disegnare verrebbe fuori un mostro con tante teste e, molte, davvero raccapriccianti. Non ha voti la Sinistra almeno quella attuale ma, su chi la deve “guidare”, stiamo assistendo a una guerra senza tregua. Quasi una di quelle battaglie tra poveri eredi di una azienda fallita dove non c’è più nulla ma tutti reclamano il marchio storico. Una battaglia del brand. Di contenuti nemmeno uno. Ma la Sinistra, dirà il mio unico lettore, si sa bene cosa vuole. Ho i miei dubbi. E forse la Sinistra è spopolata proprio perchè non ha una lettura seria del presente. Ecco ho scritto come uno di sinistra…Zero contenuti ma, tanto chiasso su chi la deve rappresentare. Anche a Siena, piccolo osservatorio, tanti mai stati di sinistra rispolverano parole desuete e, quasi quasi fra poco visto che l’inverno è arrivato, metteranno da parte il “Borsalino” — a poposito di brand — e si infileranno un bel colbacco russo in testa per passeggiare in Piazza del Campo e farsi i selfie sui social. Ad un tratto tutti sono diventati “antifascisti” …meglio tardi che mai mi si dirà. Peccato che l’antifa elettorale generalmente dura poco ed ha effetti molto positivi su chi si vuole osteggiare. Intanto un tempo si parlava di sinistra sociale oggi di sinistra e social. #malatemporacurrunt