NO!

Una volta ad un convegno mi presentai senza slide e cominciai a parlare a braccio. Prima di me aveva parlato qualcuno che aveva lasciato il computer sintonizzato sulla sua ultima slide. Non ci feci caso.

Parlavo, parlavo, cercavo lo sguardo delle persone sedute, per interagire, per capire se quello che dicevo aveva un senso per loro e così via. Ma facevo fatica a creare “contatto visivo”, guardavano fissi quella slide. Senonché, evidentemente ad un certo punto era passato il tempo oltre il quale Windows si preoccupa di salvaguardare i pixel dello schermo e fa partire, appunto, il “salvaschermo”. Nel medesimo…


ovvero come far fallire l’uso degli smartphone e dispositivi personali a scuola

frontespizio del “decalogo” del MIUR che disciplina l’uso del cellulare a scuola

Dopo l’uscita da parte del MIUR del “decalogo” sull’uso dei device personali a scuola, da molti riassunto come “il cellulare a scuola”, si è scatenata la fiera del “signora mia, dove andremo a finire”.

Ne hanno parlato un po’ tutti, alcuni a proposito, molti altri a sproposito.

Mi ci sono messo anch’io, telefonando alla trasmissione radiofonica “Prima Pagina” di Radio3, tra le mie preferite:

Sinceramente, mi riesce davvero difficile capire come essere contrari all’uso a scuola di dispositivi con: accelerometro, giroscopio, gps, connessione wifi e/o 4G, telecamera…


Legge meglio così o così?

L’ennesimo articolo sull’inutile confronto tra lettura digitale e lettura cartacea.

Dopo aver letto l’ultimo articolo, segnalato provocatoriamente sui giri Facebook da Roberto Maragliano, ormai mi sono convinto: un contenuto pensato per la carta, progettato per la carta, realizzato per la carta, si fa leggere meglio sulla carta che in digitale.

Se ne facciano una ragione i possessori di Kobo, Kindle, Sony, Apple, Samsung, eccetera. …


Ovvero: ma ‘ndò vai se la banda larga non ce l’hai?

C’è questo articolo di Riccardo Luna che sta girando parecchio nei giri social frequentati da insegnanti, animatori digitali e dirigenti scolastici, attorno al quale si raccolgono commenti e reazioni su come sia andato fino ad ora il Piano Nazionale Scuola Digitale, sulla scorta dei risultati pubblicati in quest’altro articolo.

Riccardo Luna è un po’ deluso dei risultati, tutto sommato scarsi.

Non sono d’accordo. Considerando infatti lo stato in cui versa mediamente (e sottolineo, rimarco, mediamente, perché per fortuna non è tutto così) la scuola italiana rispetto alle tecnologie ed…


Allestire un proprio sito web, integrato agli altri servizi di Google, per raccogliere e organizzare materiali e attività per gli studenti.

Creare un sito web personale con Google Sites è questione davvero di pochi clic. Provare per credere.

la lezione fa parte di una serie di videotutoriali dedicati a “G Suite per la didattica”

Lezione precedente: Google Moduli


Prove di verifica, simulazioni INVALSI, sondaggi, nessun problema, con Google Moduli.

Ecco l’applicazione Google con la quale potete costruire moduli con i quali raccogliere dati da utenti o proporre test di verifica.

Tutti i dati vengono automaticamente archiviati, resi in modo puntuale o statisticamente aggregato e rappresentato da grafici, esportabile su Foglio di Calcolo o in Excel per successive elaborazioni.

la lezione fa parte di una serie di videotutoriali dedicati a “G Suite per la didattica”

Lezione precedente: Google Drive

Lezione successiva: Google Sites


Ecco come approfittare di un brutto fatto di cronaca per raccogliere click - e dunque soldi - in particolare da insegnanti indignati e preoccupati.

Mercoledì, 4 ottobre 2017, presso un istituto alberghiero di Monserrato, in Sardegna, un’insegnante viene aggredita da un alunno dopo che questi aveva subìto un rimprovero e la richiesta di consegnare il cellulare.

Il riferimento al cellulare ha ovviamente riattizzato tutti coloro che si erano scandalizzati alla notizia dell’uso didattico dello smartphone. Ma non è di questo che voglio parlare, lasciamo perdere. Chi sta in classe ogni giorno sa bene che ragazzi “difficili” di quel tipo possono…


Basta con le penne usb, basta con MS Office, tutto online, anche in condivisione.

Google Drive è forse tra i migliori motivi per adottare una soluzione “cloud” per la scuola. A patto ovviamente che sia garantita una connessione efficiente.

Google Drive può essere usato alla stregua di una “penna usb” online. Ma grazie alle applicazioni di “Documenti”, “Fogli”, “Presentazioni” e altro, può essere considerata anche una validissima alternativa ai blasonati Microsoft Office e simili, senza dover installare nulla sul proprio computer.

Le opzioni di condivisione, inoltre, consentono di allestire un’area ad accesso riservato per i propri studenti, nella quale organizzare materiali di lezione, appunti, raccogliere compiti ed elaborati, e così via.

Insomma, Google Drive vale davvero la pena. Ecco il videotutoriale che ne spiega le funzioni principali.

la lezione fa parte di una serie di videotutoriali dedicati a “G Suite per la didattica”

Lezione precedente: Google Calendar

Lezione successiva: Google Moduli


In realtà, oggi, no. Password criptiche non necessariamente significano password più sicure.

Ho tentato di accedere via SPID ad un servizio online del sito del MIUR.

Dopo il login, essendo secondo lui passato troppo tempo da quando ho cambiato la password, mi ha obbligato a cambiarla.

aiuto! ricorderò mai la nuova password?

La nuova password deve però soddisfare una serie di requisiti che mentre complicano (e di molto) la vita a me, a malapena scalfiscono coloro che sono interessati a sgamarla. Dunque, perché complicarci inutilmente l’anima?

Gli algoritmi e sistemi di brute-force attack non sono infatti molto sensibili a quanto criptica e complessa sia la password…


Basta con lenzuoloni e fogli di carta con orari scolastici, orari d’uso dei laboratori, eccetera.

Con Google Calendar la scuola ha uno strumento formidabile con il quale comunicare a studenti, famiglie e docenti appuntamenti, eventi, riunioni, collegi, attività, e ogni altra informazione che coinvolge persone+luogo+tempo.

Se un insegnante, ad esempio, volesse sapere se alla terza ora può andare in laboratorio di informatica, non ha bisogno di mandare uno studente a controllare il foglio appiccicato dietro alla porta del laboratorio. Apre sul suo cellulare Google Calendar, mostra il calendario del laboratorio (che deve essergli stato condiviso) e verifica la disponibilità.

Questo videotutoriale spiega in dettaglio come fare.

la lezione fa parte di una serie di videotutoriali dedicati a “G Suite per la didattica”

Lezione precedente: Google Gruppi

Lezione successiva: Google Drive

Francesco Leonetti

Esperto in tecnologie web e nell'uso didattico del web. Autore e sviluppatore di www.epubeditor.it (sito personale: www.francescoleonetti.it)

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