13 momenti che ricorderemo di Italia 5 Stelle

Il cibo bio, l’acqua alla spina, lo sbotto di Casaleggio, le minchiate di Grillo. 13 momenti del Circo Massimo che resteranno nella storia del Movimento 5 Stelle


1. LO SBOTTO DI CASALEGGIO

La notizia è che anche Gianroberto Casaleggio, ogni tanto, perde le staffe. Il mite e riservatissimo co-fondatore del Movimento è sbottato davanti ai giornalisti che lo stavano scortando durante il giro tra gli stand, impedendogli, questa la sua versione, di parlare con i militanti. All’ennesima domanda sulla democrazia interna al M5S, il «guru» non c’è l’ha fatta più:

«Levatevi dai cogl…i».

2. IL CIBO BIO

A Italia 5 Stelle non si potevano certo vedere le porchette delle feste della Lega o gli gnocchi fritti delle feste del Pd. Il cibo era tutto biologico e a km zero, venduto in confezioni di materiale ecosostenibile al prezzo di 6 euro cadauna. Tra i piatti offerti, l’insalata di riso, il farro freddo o il cous cous vegano. Il caffè? Proveniva dal commercio equo e solidale.

3. L’INVESTITURA DI DI MAIO

Se Italia 5 Stelle ha avuto un risultato politico, è stato quello di sancire la popolarità di Luigi Di Maio. Il 28enne vicepresidente della Camera è stato il soggetto più desiderato, fotografato e richiesto dagli attivisti di tutta Italia. Ha scambiato parole di cortesi con tutti, sorriso e sfilato tra gli stand con un codazzo di supporter da far impallidire lo stesso Grillo. Poi si è schernito davanti ai giornalisti che gli chiedevano della questione della leadership. Le sue quotazioni come candidato premier non sono mai state così alte.

4. IL COMIZIO PIU’ ALTO DEL MONDO

Al Circo Massimo Beppe Grillo ha stabilito il record mondiale per il comizio più alto del mondo: 70 metri, raggiunti facendosi imbracare e salendo su una gru.

5. LO SHOW DI PINO SCOTTO

La qualità dello spettacolo musicale del Circo Massimo è stata complessivamente bassa. Fatta eccezione per Edoardo Bennato, sul palco si sono alternate le band semisconosciute che hanno accolto l’invito di Grillo. Lo show è stato lontani anni luce da quello offerto al Woodstock 5 Stelle del 2010, quando sul palco si avvicendarono artisti come Stefano Bollani, Daniele Silvestri e Samuele Bersani. A Italia 5 Stelle il più grande trascinatore del pubblico è stato il rocker e predicatore online Pino Scotto, che ha aizzato la folla con i suoi monologhi a base di parolacce e insulti contro i politici tutti.

6. LE AGGRESSIONI AI GIORNALISTI

Il capitolo più triste di una manifestazione che si è svolta senza incidenti o tensioni di sorta. A scriverlo sono stati alcuni militanti che hanno insultato, strattonato e a volte spinto i cronisti e i fotografi che tentavano di intervistare Beppe Grillo. Le aggressioni fisiche sono solo la parte criminale di un’offensiva verbale continua, portata avanti per tre giorni dai leader Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. L’atteggiamento nei confronti della stampa da parte del Movimento, a Italia 5 Stelle come sul blog come per strada, rimane uno dei peggiori mai avuti da un partito politico dal secondo dopoguerra in poi.

7. ZERO RIFIUTI

Durante Italia 5 Stelle, le cartacce all’interno del Circo Massimo sono state più rare del cibo non biologico. Ogni rifiuto è stato differenziato, dalle palette del caffè alla plastica dei bicchieri di birra (a Woodstock il 91% dei rifiuti prodotti finì nel circolo del riciclo). E le poche cicche spente a terra sono state raccolte da decine di volontari, che per tutti i tre giorni hanno continuato a ripulire il Circo Massimo armati di bastoncini.

8. LE SPARATE DI GRILLO

Preso dall’entusiasmo della folla, il comico genovese ha perso leggermente il senso della misura durante i numerosi comizi dal palco del Circo Massimo. Tre frasi su tutte: «I grandi artisti non sono venuti qui. Li capisco. Rischierebbero la carriera»; «Un giornalista non dovrebbe criticarci. Dovrebbe commuoversi davanti al bellissimo lavoro che stiamo facendo per lui e per i suoi figli». E infine:

«Papa Francesco dovrebbe essere del Movimento 5 Stelle. Noi siamo più francescani di lui!».

9. LE POLEMICHE PIZZAROTTI-GRILLO

A Roma si è consumata la frattura tra il duo Grillo-Casaleggio e il primo sindaco del Movimento eletto in una città. Impossibile, e forse inutile, dire chi abbia cominciato. Pochi giorni prima di Italia 5 Stelle Pizzarotti ha auspicato un confronto sulla «leadership» nel M5S. Grillo ha replicato dal palco con una frecciatina: «Abbiamo decine di sindaci, più o meno buoni…». Fine di una storia. E forse inizio di una nuova: Pizzarotti starebbe lavorando per aizzare contro il comico una ventina di parlamentari insofferenti alle direttive provenienti dall’asse Milano-Genova.

10. LA LITE PER L’ACQUA

A Italia 5 Stelle l’acqua pubblica veniva offerta gratuitamente grazie ad alcuni distributori alla spina installati a lato del palco. Durante il comizio d’apertura di Grillo, alcuni attivisti hanno cercato di mandare via in malomodo degli ambulanti che vendevano bottigliette a 1 euro. Persino il comico è rimasto attonito per l’eccessiva rigidità dei suoi: «Lasciateli stare. Al massimo non comprate la loro acqua…». Quando si dice la democrazia liquida.

11. LE CONTESTAZIONI PUBBLICHE

Per la prima volta in una manifestazione a 5 Stelle, le contestazioni sono state aperte, organizzate, sventolate in piazza davanti ai giornalisti. L’imprevisto è avvenuto sabato pomeriggio, quando alcuni militanti hanno fatto irruzione sul palco e hanno chiesto più trasparenza sul conteggio dei voti in occasione delle consultazioni interne e sull’identità del famigerato «Staff» della Casaleggio Associati.

12. LE BUONE NOTIZIE

Sono quelle che riguardano le battaglie politiche e i risultati ottenuti dai vari eletti del Movimento negli enti locali. Ogni gruppo ne ha scelte 10 e le ha stampate su un foglio A4 da distribuire ai cittadini venuti al Circo Massimo: si va dalla «sala pubblica di commiato civile» da istituire a Belluno alla «zona Siae free» da creare a Bergamo, dalla «zona sgambamento cani» di Mascalucia fino al «defibrillatore consegnato alla Croce Rossa di Imperia acquistato con i gettoni di presenza dei consiglieri comunali».

13. IL REFERENDUM SULL’EURO

E’ una battaglia persa in partenza, ma è pur sempre una battaglia. E un nemico e un obiettivo comune sono proprio quello che serve per serrare i ranghi di un Movimento parzialmente allo sbando. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere almeno un milione di firme per una legge popolare, da presentare al Parlamento perché ne tenga conto e legiferi in materia. Impossibile. E inutile, visto che tra Palazzo Madama e Montecitorio ci sono già un centinaio di parlamentari pentastellati.