5 motivi per cui

io sto con Barbarella

(Il fatto: Il presidente dell’Odg Enzo Iacopino ha presentato un esposto contro la conduttrice che, sebbene non sia iscritta all’albo, “compie un’attività specifica della professione senza rispettare le regole” e “con negative ripercussioni sull’immagine di quest’ordine”)


Io sto con Barbarella. Tra l’Ordine dei Giornalisti di cui faccio parte e la conduttrice televisiva dalla quale mi sento più lontano intellettualmente, io sto con la seconda. Per almeno 5 buoni motivi.

1. IL REATO E’ RIDICOLO

L’«esercizio abusivo della professione giornalistica» è un reato ridicolo, che sfiora i limiti costituzionali (art. 21). Come ha detto Alessandro Gilioli, nel caso non ci piacesse Barbara D’Urso, ricordiamoci che è lo stesso reato per cui fu rinviato a giudizio un paio di volte Pino Maniaci, il mitico giornalista antimafia di TeleJato.


2. IL RICORSO E’ PRETESTUOSO

Oltre che ridicolo il reato, ne è pretestuoso il ricorso. Da anni la D’Urso, conduttrice di uno dei programmi più seguiti della Tv, fa interviste a personaggi dell’attualità politica e della cronaca. Nessuno finora ha avuto qualcosa da ridire. Se si trovasse in Usa, l’Ordine dei giornalisti denuncerebbe David Lettermann?


3. IL CATTIVO GIORNALISMO E’ OVUNQUE

Il cattivo giornalismo imputato alla D’Urso, che violerebbe la privacy dei minori, è ampiamente diffuso su tutte le Tv e i giornali italiani. Se l’Ordine fosse stato folgorato da una maniacale attenzione alla correttezza dell’informazione, non possiamo che rallegrarcene. Nel frattempo possiamo suggerirgli un paio di indirizzi da cui può iniziare. O meglio, da cui avrebbe dovuto cominciare.


4. L’IMMAGINE DELL’ODG E’ SPORCATA DI SUO

Nella denuncia, l’Ordine accusa la D’Urso di sporcare l’immagine dell’Ordine stesso. L’Ordine, l’immagine se l’è già sporcata abbastanza, quando ha reintegrato un giornalista pagato dai servizi segreti come Renato Farina, o quando ha nominato membro della commissione d’esame Giovanni Lucianelli, già addetto stampa del politico Sergio De Gregorio, o quando ha offerto a destra e a manca tesserini a politici di Governo, neanche fossero titoli onorifici.


5. L’ODG E’ PIU’ TRISTE DELLA D’URSO

In conclusione, a me Barbara D’Urso proprio non piace. Allo stesso modo del Presidente dell’Ordine Enzo Iacopino, trovo triste il suo «occhio umido» e la sua (mal) «recitata partecipazione alle tragedie», quasi sempre accompagnata da uno spettacolare sguardo contrito. Ma trovo ancora più triste un Ordine antico e antiquato, che per cercare di risollevare la sua immagine compromessa attacca l’inattaccabile e lo fa appellandosi a una legge illiberale.

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