M5S, 4 motivi per cui l’ennesima espulsione è illegittima


Mentre al Circo Massimo i militanti erano impegnati ad applaudire Grillo e Casaleggio, dal blog Beppegrillo.it veniva annunciata l’espulsione di Andrea Defranceschi, consigliere regionale dell’Emilia Romagna eletto nel 2010 assieme a Giovanni Favia.

Defranceschi non è mai stato gradito all’asse Milano-Genova. Già nel 2012 venne pubblicamente condannato con un post sul blog, per la sua battaglia in difesa dei lavoratori de L’Unità di Bologna. In seguito è stato, a torto, associato all’irrequietezza del collega Favia e alle ribellioni tutte interne all’ala emiliano-romagnola del Movimento. In ogni caso la sua espulsione è illegittima per almeno 4 motivi.


  1. PERCHE’ LA CONDANNA NON E’ DEFINITIVA
    Defranceschi è stato soltanto condannato in primo grado. Ha già annunciato che farà appello. Se viene assolto che si fa? Lo si riammette con tante scuse?
  2. PERCHE’ NON C’E’ CONDANNA PENALE
    Ma solo amministrativa. La procura sta ancora indagando. E non è dato sapere se DeFranceschi è indagato. Indagini — Richiesta giudizio — Processo 1 grado — Appello — Cassazione… Costa così tanto aspettare i tempi della giustizia? Che fretta c’è di mandarlo via così subito.
  3. PERCHE’ NON ESISTE LA REGOLA
    Nessuna regola scritta del Movimento vieta l’iscrizione al Movimento stesso a un cittadino italiano che ha riportato una condanna (persino se definitiva).
  4. PERCHE’ LA CONDANNA NON C’ENTRA NULLA
    Già da alcuni giorni DeFranceschi aveva annunciato che gli era stato revocato l’accesso al sito Regionale del Movimento 5 Stelle. Perché e con quale giustificazione, visto che non era arrivata nessuna condanna, lo staff della Casaleggio si era arrogato il diritto di inibire Defranceschi?
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