La tigre di Anatolio

“Fin da piccolo, Anatolio era appassionato di tigri. La prima parola che disse fu “Tigre”.

Disegnava sempre grandi felini striati e, a volte, rispondeva con un ruggito.

Pensava alle tigri da mattina a sera. Quanto alla sua, non era un animale immaginario, ma reale… Era molto feroce, ma Anatolio conosceva tutti i trucchi per farla stare buona.”

La Tigre di Anatolio di Guia Risari, illustrato da Giulia Rossi, pubblicato da Beisler Editore, è una prima lettura che ha molti ingredienti per piacere, divertire e far scattare identificazione. C’è l’amicizia con gli animali, c’è il travestimento (ma questo lo scoprirete alla fine), c’è la fantasia allo stato puro, l’immaginazione che valica quell’impercettibile confine tra reale e fantastico tipico dell’infanzia.

Durante tutto il racconto, gli adulti sono pochi e marginali, più illustrati che raccontati.

Guia Risari è bravissima nell’innesto dell’assurdo nella quotidianità, come lo è nel lasciare spazi e interstizi di “non detti” che scatenano l’immaginazione!

Tutti i bambini hanno un animale preferito o una specie preferita, d’altronde tigri e bambini s’incontrano spesso nella letteratura per ragazzi. Non ci stupisce quindi che Anatolio abbia scelto come animale totem questo possente felino, coraggioso, amante della libertà, archetipo della natura selvaggia.

Chi ha amato Salgari non potrà che essere d’accordo.

Tutto è possibile con la fantasia, la fantasia è scevra da pregiudizi e l’immaginario può essere nutrito con molte suggestioni.

Sapevate che un giovanissimo R.M. Rilke per un periodo fu segretario dello scultore Auguste Rodin? Un giorno gli domandò: << che cosa l’ha reso l’artista che è?>> e Rodin rispose: <<vada allo zoo e studi gli animali>>. Lo scultore probabilmente voleva che il giovane poeta entrasse in contatto con l’energia primèva degli animali.

Con questa energia primèva era certamente in contatto J.L. Borges nella cui scrittura e vita ci sono sempre state le tigri, gli animali che più lo impressionavano e interessavano sin dall’infanzia e che gli comunicavano un’idea di bellezza e potenza. Ne L’artefice, e non solo, dedica loro un capitolo nel quale racconta la sua passione e fascinazione per questo felino:

Nell’infanzia praticai con fervore l’adorazione della tigre: non la tigre fulva degli isolotti del Paranà e della confusione amazzonica, ma la tigre a strisce, asiatica, reale, che possono affrontare solo gli uomini di guerra, in una torre in groppa all’elefante. Restavo per ore e ore davanti a una gabbia del giardino zoologico , amavo le grandi enciclopedie e i libri di storia naturale per lo splendore delle loro tigri[…]”.

Di certo Anatolio, come tanti bambini, con quell’energia è in contatto!

Il libro è adatto ai bambini dai 5 ai 7 anni per una lettura autonoma.

Buona lettura!