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Sempre più gruppi Facebook, soprattutto quelli in cui si ritrovano i professionisti del web, stanno iniziando a utilizzare la regola del ‘no link’, ossia il divieto di postare o usare link all’interno dei post del gruppo.

Per qualcuno è difficile adeguarsi a questa policy: “Stare su Facebook senza usare link? Ma è una contraddizione!”

Eppure, dopo una lunga frequentazione di questi gruppi, vi dirò, è utile.

1- Limita il fenomeno “metti il tuo link e fuggi”, che affligge la maggior parte dei gruppi (vedo stimati professionisti usare i gruppi in questa modalità. Ogni volta che pubblicano un post sul blog scattano i post con link in tutti i gruppi a cui partecipano. …


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Tra i vari ‘tipi’ che si incontrano sui mezzi di trasporto c’è anche lui. Quello che tu chiede un’indicazione, ma, evidentemente, la tua faccia non lo convince mica tanto, così chiede conferme anche ad altri, poi, non fidandosi nemmeno di loro, torna da te per una nuova conferma. La tua risposta non placherà, comunque, la sua ansia.

Sei al capolinea Mancini, la signora ti si avvicina è chiede “scusi, questo va a Flaminio?”. Notare che la direzione è correttamente riportata sul display del tram e che, essendo la linea Mancini-Flaminio è ovvio che la metà sia quella. Ma rispondo lo stesso “si, va a Flaminio”. Lei mi guarda, guarda di nuovo il foglietto su cui ha le sue indicazioni e poi si gira verso un altro passeggero: “ma va a Flaminio, questa?”. Anche lui, ovviamente, risponderà di si. La signora ci guarda e continua “siete sicuri?”. “Si, signora, la linea è Mancini-Flaminio e ora siamo a Mancini”. …


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Le riconosci subito quando salgono sul bus. Vogliono sembrare a loro agio, ma lo leggi nei loro occhi che non sanno bene cosa fare. Di solito viaggiano in coppia, forse per farsi coraggio.
Sono le ‘signore bene’ che sono costrette dalle avversità del destino a prendere i mezzi pubblici.

Ascoltarle vi potrà regalare le perle migliori.

  • C’è quella convinta che esista la “lobby delle badanti. Perché loro hanno il doppio stipendio”.
  • Quella che mette un foglio davanti all’autista, mentre lui è impegnato in una curva a gomito, chiedendo: “dov’è questa via?”, …


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Avete presente uno dei clichè tipici degli amanti dei libri di carta ad ogni costo? Il primo è “ma vuoi mettere l’odore della carta?”
Segue il “Ma così non c’è più quel momento di contatto, sai quando sul bus leggi e quello di fronte guarda la copertina, magari lo ha letto anche lui e se ne inizia a parlare?”

L’unica volta che mi è successa una cosa del genere la persona che avevo di fronte mi ha svelato l’assassino… Quindi, grazie, ne faccio anche a meno.

La verità è che da quando ho il Kindle mi capita spesso un’altra scena sui bus.
Si libera un posto, io mi accomodo, tiro fuori dalla borsa il kindle e apro il mio libro.
A questo punto, dopo poco, mi arriva una domanda, mediamente a pormela sono signore/i dai 60 in sù: “Scusi, ma quello lì, è un libro? Uno di quelli nuovi?”. Allora inizia lo spiegone “Sì, è un libro, solo che ne contiene quasi 100. E no, non è un libro nuovo, visto che sto leggendo Shakespeare, ma è un modo diverso di leggere”.
Molto spesso lo mostro, per fargli vedere che non è vero che con l’e-reader dopo 3 minuti ti stanchi la vista (se usi l’ipad è un altro conto), e per mostrare quella cosa fantastica che è il decidere di che grandezza devono essere i caratteri, in modo che anche chi vede meno possa leggere, senza essere schiavo delle edizioni. …


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Ogni tanto mi prende la sindrome da “ufficio informazioni”. Vedo un poveretto che chiede insistentemente ad un’autista del bus “lei va a Termini? Ma ci va qualcuno?!?”. Allora mi avvicino e spiego che è sul lato sbagliato. Indico il punto in cui si trova la fermata giusta e le linee che può prendere. In quel momento altre 5 persone si sono messe in fila per avere informazioni su dove prendere il loro bus.
P.s. venerdì 14 novembre — Sciopero 4 ore indetto dalla sigla sindacale USB.
Tra le 10 e le 14, sono a rischio le corse di autobus, tram, filobus, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Termini-Giardinetti e Roma-Viterbo.


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La mia vita sui mezzi pubblici.
Come tutto ebbe inizio

Quando ci fu l’allarme Sars abitavo a Roma da qualche anno, in quel periodo vivevo a Torre Gaia e per andare all’università prendevo il trenino dei Laziali, che arrivava da Grotte Celoni. Un’umanità variegata e, per lo più, pigiata in quei vagoni che, come mi spiegò una volta un signore romano, risalivano ai tempi di Roma Città aperta.

Dicevo, che eravamo tanti, dì diverse età e provenienze. Io avevo la tosse.
Una mattina venni presa da un attacco di tosse. Bastò quello per creare il vuoto intorno a me. Il vuoto e… Un posto a sedere.

Viaggio sui mezzi pubblici da sempre. Quando avevo 4 anni il controllore volle appurare che io potessi viaggiare gratis, così mi portò al palo su cui una placchetta indicava l’altezza che, per l’Atc, segnava il passaggio nell’età col biglietto.
Tornai da mia madre felice e tronfia “hai visto mamma, mi sono messa in punta di piedi”.
Per fortuna nonostante quello stratagemma non ero ancora abbastanza alta. Evitammo la multa. …

About

Francesca Minonne

Credo fermamente nelle buone maniere. Ma solo dopo il terzo caffè. Cervello in fuga all'estero. Ha lasciato me qui. Su Twitter. Soluzioni a pagina 46

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