Che cos’è veramente l’IMU?
Il 16 dicembre è stato l’ultimo giorno utile per pagare l’IMU e la TASI con tante polemiche su l’enorme quantità di tasse che si abbatte sulle famiglie nel periodo natalizio. Non c’era migliore occasione quindi per tornare a parlare di tasse e continuare a scrivere del mio disperato tentativo di capire non solo che cosa stiamo pagando ma soprattutto il perchè.

In “ci siamo mai chiesti che cos’è l’IVA?” ho cercato di spiegare (per primo a me stesso) che cos’è l’IVA, partendo dalla lettura del libro di Giuseppe Bortolussi “Evasori d’Italia”. Ora ci riprovo con l’IMU e l’ispirazione mi è venuta dopo aver letto “I quadranti del cashflow” di Robert Kiyosaki, un libro che ha cambiato radicalmente il mio modo di vedere l’economia.
“Secondo me non ha senso concedere alle persone esenzioni fiscali perchè perdano soldi e passino la vita con i debiti. O dire che la loro casa è un attivo quando invece è un passivo che ruba soldi ogni giorno.” (Robert Kiyosaki).
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#1. Tutto è cominciato con l’ICI.
L’ICI era l’Imposta Comunale sugli Immobili istituita nel 1992 dal governo Amato. Il governo Berlusconi nel 2008 decide di abolirla sulla prima casa, cioè la prima abitazione di cui si viene in possesso nel comune di residenza. Nel corso della legislatura poi è stata avviata la riforma del federalismo fiscale approvata nel 2011 che prevedeva tra le tante cose l’accorpamento di tutte le imposte comunali in un Imposta Municipale Unica, IMU, nella quale confluiva anche quello che era rimasto dell’ICI (cioè quella sulle seconde case e su tutte le altre categorie di immobili non esentati). L’intento era quello di accorpare tutte le imposte comunali sotto un unica voce, non era quindi un intervento di riduzione fiscale ma solo di semplificazione.
In quello stesso anno il governo Berlusconi cade e il processo legislativo di definizione dell’IMU resta così sospeso. Il nuovo governo Monti ne approfitta e nel 2012 trasforma l’IMU in una vera e propria imposta sulla prima casa più pesante della vecchia ICI.
#2. Che cos’è l’IMU.
L’IMU è un imposta sugli immobili di tua proprietà, riscossa interamente dal Comune. Il 16 dicembre è scaduto il pagamento della seconda rata, (il pagamento viene rateizzato con un acconto da versare a giugno e un altro a fine anno.)
Ecco come si calcola:
- si parte dalla rendita catastale degli immobili posseduti.
- si applica un rivalutazione del 5%
- si applica un determinato moltiplicatore in base alla tipologia di immobile
- si applica un aliquota fissata dal governo ma modificabile entro certi limiti dai comuni che possono dunque alzarla o abbassarla
#3. Che cos’è veramente l’IMU?
L’articolo 53 della nostra costituzione afferma
“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
L’IMU è un imposta sulla proprietà di beni immobiliari, cioè lo Stato ti chiede, in quanto possessore di un’abitazione, di pagare un imposta. Le imposte generalmente si calcolano su un reddito o su una rendita. Il reddito è quello che guadagni lavorando, la rendita è quello che guadagni da un investimento.
L’IRPEF è un esempio di imposta sul reddito che prevede il versamento allo Stato di una parte del tuo stipendio mentre la tassazione delle attività finanziarie è invece un esempio di imposta su una rendita. Sono imposte che si calcolano “in ragione della capacità contributiva”, cioè più sei ricco più paghi. Anche l’IVA in realtà, nonostante venga applicata sulle spese, colpisce indirettamente il reddito, perchè ovviamente più sei ricco e più spendi. (anche se nella realtà non è proprio così).
Detto questo, tu la casa come la considereresti? In un tuo ipotetetico rendiconto finanziario dove la inseriresti? tra i redditi o tra le rendite? La casa ti genera un reddito mensile? Eppure nella dichiarazione IRPEF bisogna calcolare il reddito della propria abitazione e sommarlo allo stipendio per ottenere il reddito complessivo sul quale pagare l’imposta. Ma la casa non genera un reddito, nè mensile, nè annuale, nè considerando qualsiasi altro riferimento temporale.
La casa non genera un reddito, però è una rendita. Dunque, quanti soldi guadagni ogni anno dal possesso della tua casa? Immagino che anche tu non abbia nessun guadagno, ma anzi solo spese, tasse, bollete, e magari stai anche pagando il mutuo. Non so per quale motivo è opinione comune che possedere una casa significa avere una rendita, (ovviamente faccio riferimento alla casa dove abiti, se hai una seconda casa in affito, quella si che genera una rendita)
La casa in cui abiti non ti fa gudagnare niente anzi sono tutte spese. Quindi l’IMU non mi sembra nè un tassa sul reddito nè sulla rendita ma, visto che la casa è una spesa mi sembra più un imposta sui consumi, come l’IVA.
Rispetta il principio di progressività? Si perchè se uno ha tanti soldi può comprare tante case, ma l’acquisto di una casa non è proporzionale al reddito, perchè non si può vivere senza una casa, tutti ne comprano una e tanti la comprano con un mutuo (cioè non hanno i soldi per comprarla e chiedono un prestito).
Tu mi dirai “I ricchi comprano case più grandi dei poveri”
E’ vero che se compri una villa, anche se con un mutuo vuol dire che qualche soldo ce l’hai, in questo senso allora si può vedere una tassazione indiretta sul reddito, giusta osservazione, ma io direi meglio che i ricchi comprano non case più grandi ma case di un’altra categoria.

I beni immobili sono suddivisi in diverse categorie in base al loro utilizzo, ad esempio possono essere edifici commerciali (categoria C), edifici pubblici come una scuola (categoria B) o ad uso abitativo (categoria A). All’interno della categoria A si distinguono i diversi tipi di abitazioni, ad esempio i palazzi signorili rientrano nella categoria A1, le ville nella categoria A8, un classico appartamento in categoria A2.
I ricchi, in quanto ricchi comprano gli immobili di categoria A1, A8, A9. Se si abolisce l’imposta sugli immobili solo per la categoria A2 si fa una riduzione fiscale nel pieno rispetto dell’articolo 53 della Costituzione (così come aveva fatto il governo Berlusconi nel 2008), perchè si esclude da questa riduzione chi è proprietario di una categoria di immobili di alto valore, i ricchi.
Il punto è che, per quanto riguarda la casa dove vivi, non c’è nessun collegamento tra ricchezza e proprietà di un immobile. Il fatto che tu stia comprando una casa non vuol dire che stai aumentando la tua ricchezza, ne che stai facendo un investimento.
#4. L’IMU è un imposta patrimoniale?
Si, perchè è una tassa sui beni immobili e il patrimonio è il complesso dei beni, mobili e immobili, che una persona possiede, quindi l’IMU è un imposta patrimoniale.
Molti politici soprattuto in questo momento di crisi economica hanno portato avanti l’idea di aumentare le patrimoniali per far pagare la crisi ai ricchi. Come argomentazione si citava appunto l’articolo 53 della costituzione per ricordare che alla spesa pubblica bisogna contribuire in maniera proporzionale al proprio reddito.
E’ vero, i ricchi hanno più soldi di quanti gliene servono, altrimenti non sarebbero ricchi. Ma l’idea sbagliata che sento dietro questo desiderio di tassazione è quello di ridistribuire i soldi dei ricchi ai poveri. Dovremmo invece convincere i ricchi a spendere le loro ricchezze e non spaventarli, il motivo di una patrimoniale dovrebbe essere quello di evitare l’accumulo di soldi tipico dei ricchi.
I poveri o più in generale i non ricchi hanno ben poco da accumulare, spendono tutto o quasi tutto per la loro sopravvivenza e per il loro intrattenimento. I ricchi per loro natura tendono ad accumulare una gran quantità di soldi che spesso per pigrizia depositano in banca o per furbizia nascondono da qualche parte e queste sono enormi ricchezze sottratte all’economia, sono potenziali stipendi per potenziali lavoratori.
Alla fine l’obiettivo è sempre quello, ridistribuire la ricchezza dai ricchi verso i poveri. Non mi piace però questo sistema di andare fisicamente a prendere i soldi dei più ricchi per metterli in mano ai più poveri, preferirei invece spingere il ricco a investire in un azienda, magari ad aprire lui stesso una piccola attività che anche se resterà a conduzione familiare senza assumere dipendenti lo impegnerà sicuramente a spendere i suoi soldi.