La seconda Dote Lavoro non si scorda mai

Per la serie: tutto il mondo mi deve e nessuno mi paga, ora scrivero’ della mia seconda esperienza con Dote lavoro. Finita male, abbastanza male.
Avendo gia’ svolto una prima Dote senza aver trovato impiego, ma con la speranza riaccesa, avevo comunque considerato una seconda prova.
Ero positiva ed avevo solo da guadagnare perche’ tutto cio’ mi poteva inserire in un percorso lavorativo. Ma in che cosa consiste la Dote lavoro?
Dalla regione Lombardia, finanziato e voluto, chi ne ha diritto fruisce di servizi al lavoro e formazione (compresi corsi)
Il progetto e’ erogato da un operatore accreditato (pubblico o privato) per un valore minimo di circa 3.000 euro.
Se l’operatore e’ efficiente, riuscira’ ad ottenere maggiore percentuale di nuovi impieghi, quindi piu’ punteggio ed avra’ la possibilita’ conseguente di una “superiore spartizione di Doti”. Ed e’ per questo che ai disoccupati con piu’ qualifiche conviene farsi aiutare dalle agenzie che supportano il progetto. Perche’ nello scambio tutti e due ci guadagnano. 
Si perche’ il “dotato” specializzato e’ maggiormente preso in considerazione dal sistema.
Chi, invece, e’ inserito nella banca dati non gode di molta considerazione, anche se loro ti dicono che ti richiameranno. Succede anche questo: il centro per l’impiego si occupa maggiormente di burocrazia ovvero di pratiche e carte per il disoccupato, mentre le agenzie (gli operatori accreditati) di essere sul mercato. Per questo i colloqui con gli operatori del centro per l’impiego sono anch’essi divenuti chimera.
Premetto una cosa grave che mi èsuccessa, qualche settimana prima di intraprendere la prima Dote Lavoro: nel centro per l’impiego nel quale mi ero recata, l’operatrice non mi fa sapere che esiste per me, disoccupata ed inattiva, la possibilita’ di intraprendere il progetto ( Dote Lavoro) pur avendole domandato delucidazioni. Tutti quelli che hanno frequentato i corsi con me hanno saputo dal centro per l’impiego (di un altro paese) di Dote Lavoro. Questo a dimostrazione che non tutti si e’ lavorato bene.
Che il centro per l’impiego abbia falle poco importa: esistera’ sempre con i suoi dipendenti fissi e con le sue aule per ospitare insegnanti per i corsi di Dote Lavoro. E’ il disoccupato che non trae giovamento ne’ dai corsi (mai finalizzati al lavoro) ne’ dalla proposta in se’ che serve piu’ che altro per questi operatori accreditati. Questo l’ho capito per mia esperienza e non vuole andare contro la buona idea. 
Veniamo al racconto sulla seconda esperienza con “Dote lavoro” (che non si scorda mai).
L’operatrice di un’agenzia, affidata a me, poco consapevole del suo ruolo, poteva impegnarsi meglio invece non ha fatto niente
La sua agenzia aveva tutti i documenti che occorrevano (quelli del centro per l’impiego) che attestavano gli impieghi svolti, i miei dati, poi era anche in possesso del mio cv ricreato. C’era solo bisogno di risfogliare le carte consegnate. 
Quando la nuova addetta, nel primo colloquio mi chiese quale fosse stato il mio ultimo impiego, le avevo risposto candidamente che era stato quello come cameriera in una pizzeria, pagata fuori busta. L’ultimo lavoro svolto in nero per due serate. 
Lei mi aveva chiesto il mio ultimo lavoro, non il mio ultimo lavoro regolare (cioe’ con contratto)
Quando qualche giorno dopo, per telefono, mi ha aggredita dicendomi che avevo mentito sul lavoro svolto, capii quindi che non si era premunita di leggere i miei documenti e mettere i puntini sulle i come fanno quelli che hanno le carte alla mano. Ma perche’ dire che avevo fatto la cameriera? Perche’ era vero! Era stata una fugace esperienza, ma sempre buona per essere inserita anche nel curriculum. Perche’ mi e’ stato detto dall’operatrice precedente con cui avevo svolto la prima dote: “Piu’ metti cose, piu’ hai la possibilita’ di far vedere l’impegno, l’esperienza…”.
Non ho mentito: era stata quest’ultima impiegata che non aveva letto i miei documenti per motivi a me ignoti. 
Quando questa mi ha chiamata aggredendomi, mi ha spiazzata; son rimasta incapace di replicare a caldo. Perche’ mai mi e’ capitato di esser stata attaccata con fare saccente, in un modo atto a screditarmi. 
Mi son sentita colpita con l’azione e l’intenzione da parte della ragazza che urlando al telefono, probabilmente, voleva farsi ascoltare da chi le era vicino. La Dote Lavoro era “stata sbagliata” e quindi mi e’ stata annullata. Volevo avere solo una seconda chance, non perdere tempo.
Ma chi sono gli operatori accreditati? E davvero le agenzie interinali, polifunzionali svolgono sempre bene e con dedizione il loro impegno?
Non tutte le ragazze d’agenzia sono pressapochiste e disattente. 
Ne ho conosciute alcune di portate per il mestiere, certamente partecipi ed empatiche. 
Comunque presso l’altra sede della stessa agenzia, mesi seguenti, svolgo un colloquio con una signora con piu’ “pratica” (almeno per eta’). Spiegatole su richiesta dell’errore in cui son capitata mi ha detto: “Eh… ma lei l’aveva gia’ fatta la Dote…” Ho preso respiro ed ho capito tutto. Ho lasciato al silenzio miglior risposta e l’ho solo guardata negli occhi con fermezza. Se avessi parlato anziche’ ragione avrei avuto torto, molto torto.

Faccio presente che ho riferito il peccato e non il peccatore e che non voglio essere dissacratoria nei confronti delle agenzie tutte.
Rispetto la professionalita’ altrui ed anzi, a mio tempo, ho consigliato a chi era nelle mie stesse condizioni precarie, la suddetta agenzia.
Sono del parere che debba essere data sempre una seconda possibilita’ e mi auguro che si lavori per un buon conseguimento. 
E’ chiaro che come meritano gli altri, debba meritare pure io.

Francesca