Perchè il cv non mi è servito

Cento sfumature di Milano

Nonostante abbia inoltrato più di novecento curriculum (dal 2014) sia grazie alle spontanee candidature, sia per mirate posizioni aperte, solo una volta ho ricevuto risposte concrete. Quella volta, cioè tre anni fa, è stata per merito di un noto supermercato con cui ho svolto sia un colloquio di gruppo, sia uno individuale. Ma non è valso poichè come spiegato anche in questo contesto, il noto super con la doppia S, ha il vizietto di fare colloqui e selezioni ogni tre per quattro, attivando meccanismi strani per far lavorare solo sparuti gruppi di miracolati con la manna dal cielo!
Nessun portale online che ha il mio cv, mi ha aiutato nel trovare lavoro: solo un’agenzia si è fatta avanti (ma questo perchè qualcuno che lavorava precedentemente nel posto in cui oggi lavoro io, gli ha dato il mio nome, a dimostrazione che le cose facili fanno comodo). 
Per me non è stato produttivo il tempo impiegato con cv ed agenzie o con portali online, però la colpa è principalmente mia.

Ma è mai possibile che una risorsa volenterosa come me, che cerca anche basse professioni, non viene presa in considerazione e che le agenzie non mi chiamino piu’ da Febbraio, nonostante io sia iscritta ancora ai loro portali?
Da quando, invece, prendo la bici e giro per la mia città, per quel che posso, appendendo il mio biglietto da visita, ho avuto più contatti e non è servito il curriculum europeo.
La presenza e la mia volontà, sono state le prime credenziali, il resto è stato possibile grazie al mio spirito di adattamento.

Dai bar, ai negozi, ai ristoranti, ho potuto appurare di essere stata almeno ascoltata. Ogni avvicinamento è stato in qualche modo felice e formativo, non virtuale e scoraggiante. Mostrandomi per quel che sono, ho capito quale poteva essere l’alternativa alle agenzie. 
In ogni caso non basta: oggi la mia città ha appesi ovunque biglietti scritti bene, anche belli, in cui signore tutto fare, hanno l’attenzione ed opportunità. E come posso competere con questo tipo di “professionalità”?Comunque i dati parlano chiaro: il 90% delle persone trova impiego grazie all’arcaico ed efficace metodo del passaparola e grazie alla comunità. 
Non funzionano i cv in formato europeo in pdf, piuttosto è utile la credibilità online in canali come linkedin ecc. 
Mi è stato detto all’epoca, nel 2015, ad un colloquio per Dote Lavoro, che i social non erano mezzo usato per selezionare, che era meglio il cv (difatti nell’esperienza con Dote, c’era “la costruzione del cv”); così mi son lasciata trasportare, pensando che anche quella cosa nuova potesse darmi i benefici sperati.
Ho capito sulla mia pelle che un pezzo di carta perfetto non viene preso in considerazione e che altre carte giocano in favore del candidato, anzi della persona.
Me lo fece capire uno chef e gestore di un bel ristorante, a Milano. Egli non si soffermò sul cv, mi parlò, mi concesse del tempo: mi propose di fare la hostess di cassa, ma rifiutai perchè non avevo intenzione di lavorare quattordici ore! Cioè, avrei dovuto trasferirmi direttamente sul posto di lavoro, non dormire e reggere ritmi stressanti per non godermi ciò che avrei guadagnato. Ed inoltre quattordici ore è schiavismo, non lavoro. Ma almeno, facendo quel colloquio capii che dovevo parlare con la gente, che volevo mettermi alla prova e che avevo tutta la volontà di mettermi al lavoro.
Ritorno al portale numero uno per annunci e posizioni a cui candidarsi, sempre lo stesso. 
Mentre il numero delle mie domande cala, non vedo l’ora di uscire fuori, sfidare “le tutto fare”, proponendomi per una cosa sola, ma fatta bene.
Pedalo con insaziabile speranza: la vita è adesso, non perdo tempo e non mi scoraggio. Non so stare immobile senza fare nulla.

E tu che stai leggendo, sai se stanno cercando da qualche parte?

Francesca