Dalla comunicazione di massa all’architettura dell’informazione

Francesca Caprioli
Aug 24, 2017 · 2 min read

Sin da piccola avevo una grande passione per la comunicazione, la scrittura e la tecnologia. Rimanevo stupita di fronte alla televisione (spenta) cercando di capire come degli esseri umani erano riusciti a fare tutto questo, a far uscire immagini, suoni e storie da quella scatola. Leggevo i quotidiani e i settimanali sin da piccola (8–9 anni) e alle elementari disegnavo a mano il nostro giornale di classe! La scelta all'università della facoltà fu abbastanza scontata (e — secondo me — azzeccata): Scienze della comunicazione. Oggi ci sono delle alternative forse anche più “performanti”, ma alla mia epoca era una delle cose più innovative sulla piazza della formazione. Dopo una tesi in giornalismo sociale e una qualche timida collaborazione con giornali e riviste, mentre lavoravo per un ufficio stampa, arrivo all’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) dove oltre ad avere delle rubriche sulla rivista cartacea dell’ente e aggiornare il sito con lanci d agenzia di settore scritti da noi, mi occupavo anche di progetti integrati di comunicazione: progettazione dei siti del gruppo, stesura dei testi, ideazione campagne di comunicazione, brand identity ecc. Nel frattempo, la mia passione per le nuove tecnologie e per i contesti informatici cresceva. Ho iniziato a interessarmi delle smart cities, arrivando a scrivere dei dossier (e poi di un libro) per il Sole 24 ore sul tema. Uscita dal mondo Anci, sono capitata, veramente per caso e da sola, a un summit a Bologna organizzato da Architecta. Ho scoperto che quello che avevo tentato di fare all’Anci in modo empirico e ancora embrionale aveva un nome: architettura dell’informazione. Quasi quasi… perchè non farlo in modo consapevole e sistematico e trasformarlo nella mia nuova professione? Dopo 3 anni e ancora tanto da apprendere, dopo un master alla IULM di Milano in UX design e Architettura dell’informazione, posso dire che questa scelta è stata azzeccatissima, una sintesi perfetta di quello che mi ha sempre appassionato e che ho studiato. Ora sono consulente per il Gruppo Espresso e per altri enti. Ho fatto parte del team che ha riprogettato la nuova homepage di Repubblica, mi sto occupando del redesign di un sito di informazione femminile, ho collaborato con l’Agid per un portale di servizi per il cittadino e ora sono anche su Medium, per leggere, e perchè no scrivere, storie su questo interessante settore.

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