Piccola

#1x33 #piccola

Una casetta piccolina, come quella in Canada. Quella della canzone.
È esattamente come la immaginavo quando scrivevo di lei, sul mio computer seduta al Cafè Azul.

Ha il tetto che spiove, è colorata, ha le finestre grandi rispetto alla dimensione delle pareti.
Basta guardarla per un attimo per capire che è sicura, forte e nulla la muoverà da dov’è, anche se è piccola.
Penso per un attimo a me, penso che ci assomigliamo un po’, adesso che ci siamo incontrate.
La guardo, brilla talmente tanto alla luce del sole che quasi sembra pulsare. Forse sta pulsando veramente.
È un ritmo pieno, luminoso, contagiante .. se fosse una canzone sarebbe “Con te partirò” di Andrea Bocelli.

Che poi si può partire con una casa, si può fare un viaggio?
Con lei potrei farlo, penso. 
Viaggerei insieme di notte, quando tutto il mondo dorme. Andremmo a vedere altri pianeti, altre galassie.
Sarebbe come un’astronave per esplorare i mondi che ancora non sono fatti di materia.

Una cicogna si posa sul tetto, fa un suono che ricorda quasi il mio nome e mi riporta qui.
Sento i miei piedi che appoggiano sul terreno umido, vedo le nuvole bianche che sembrano quasi fosforescenti con il blu del cielo dietro. Respiro. Guardo i muri rosa e gialli. Guardo la ruota di legno del mulino al suo lato.
Sento il sole caldo che mi accarezza, pare dirmi “sei a casa”.

La guardo e penso: Ti aspettavo.
E lei mi guarda e mi dice: Anche io.

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