Essere mamma di due femmine
Alcuni dicono che è stupendo ed emozionante, altri mi hanno semplicemente risposto con un “oh povera te!”.
Io non ho ancora imparato bene come si fa a essere una mamma di due femmine…con la prima ero attenta, scrupolosa, diligente nelle regole da seguire tipo ciuccio via a una certa età, deve dormire nel suo lettino, mi devo prendere i miei spazi, voglio anche la distanza fisica. Quando è arrivata la seconda tutto questo non è stato seguito per niente e le promesse che avevo fatto a me stessa: sarò imparziale, incondizionata, gentile, moderna e seguirò sempre quelle regole che tutti osannano..beh.. tutto è stato buttato nel secchio.
Sono arrivate invece le stanchezze, le paure, gli sbalzi emotivi. E’ arrivata l’esperienza dell’allattamento che ha sconvolto i miei ritmi, i tempi, la libertà. Mi ha sconvolto in senso negativo perchè non avevo orari definiti e ho sofferto dolori terribili i primi mesi, e mi ha sconvolto in senso positivo perchè non credevo fosse così totalizzante.
Il mio compagno/marito/ padre delle due bimbe non credo capisca bene cosa significa tornare a casa e vedere la più piccola corrermi incontro e gridare “tetta, tetta, tettaaa!!”
Come lui e anche altri, non credo capiscano cosa significa vedere, sempre la più piccola, cercare il mio contatto, il mio sguardo quando è attaccata, sentire il seno svuotarsi per lei.
Credo invece che la mia bambina più grande lo capisca. Perchè in fondo nonostante la gelosia iniziale e tuttora ancora un po’ evidente, noto in lei un’approvazione che va al d là delle singole parole. Già la più grande. Che poi grande non è poi così tanto. A 5 anni vorresti spaccare tutto quando sei arrabbiata, vorresti far del male alla tua mamma e alla tua sorellina se ti viene negato un giocattolo, ma è solo perchè le emozioni sono più grandi di te e sono ancora sconosciute.
A 5 anni hai gli occhi pieni di lucciole e la bocca piena di sole. I capelli al vento sembra grano, le mai e i piedi si muovono come sospesi, la forza interna tende a crescere e la voglia di scalare la vita è tanta.
Essere mamma di due femmine ti porta inevitabilmente a confrontarti con te stessa, a guardare loro con distacco senza paragoni con te stessa, e a non proiettare la loro figura nel futuro vedendo te stessa com’eri e come sei oggi. Essere mamma di due femmine non deve consentire che ci sia uno specchio tra te e loro. Perchè io sono io e loro per fortuna sono due essere umani bellissimi diversi perfino tra di loro.
Eppure gli sguardi con ciglia lunghe si incrociano spesso, i sorrisi non si nascondono, quei momenti di complicità non si sprecano.
Essere mamma di due femmine significa che un giorno dovrai fare i conti con chi le tratterà da donne perchè donne saranno diventate, e tu dovrai ricordargli la differenza che passa tra il rispetto vero e la possessività.
Avere due figlie significa per me educarle alla consapevolezza della propria femminilità e al valore e alla potenza che questa comporta.
E poi ci sono le magliette rosa, i colori pastello, i fiorellini, la magie delle gonne in tulle, le bambole che piangono, che ridono, che fanno pipì e popò, le collane della mamma, gli occhiali e le scarpe troppo grandi per quei piedini. Ci sono i ricordi della propria madre e di come ti sentivi quando stavi al suo fianco.
E quando le guardo sento ancora sulla pelle il suono della parola “mamma” quando ero io a pronunciarla da bambina.
Essere mamma di due bambine è pensare di poter spaccare il mondo. E’ sapere che la forza dell’amore davvero spacca tutto. E’ sorridere del loro diventare ogni giorno sempre di più.
E’ pensare mettendomi la mano tra i capelli mentre esco per andare a lavoro: “O mio Dio, davvero le ho ridotte così?” …. (mentre dietro si sentono le urla e i pianti per mille infinite sciocchezze. Sapendo che è solo voglia di mamma, ancora una volta)
Allora non potrei mai perdermi l’ultimo bacio e l’ultimo ciao prima di tuffarmi nel caos e nel traffico. Mi giro sempre un’ultima volta anche se piangono o urlano.
Mi vogliono e io voglio loro.
Essere mamma di due principesse è così. Per me.




