Così scendeva la sera
e inondava di porpora il grano

il dorso delle colline serpeggiando
fendeva in un momento il cremisi
sauro oscuro
dei pensieri, o del pianto.

Così salivo, la sera,
fra le ginestre e i pini

e un nido di roverelle accanto
custodiva il tepore sul labbro
e la parola 
fra i fiori, o nel vento.

Forse per sempre
forse allora soltanto
scendeva la sera
e le dolci stelle, su in alto,
fortuna ha scosso

e tutt’altro.

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