Merlo
Ora ora ora, risali! E ridi
contento. Ridi, e ride il canto
l’eco nel vento, lo sbadiglio del sole
e una, due, tre parole che sento
giuste giuste sulla punta della lingua
che schiocca e risuona nell’aria
e nel cavo della mano
dolce, come l’imo di conchiglia
con me arenata, giù nel canneto.
Merlo, canta! Ancora in questa stanza
non-finita, sui rami bruni illuminati
(qui sì-qui no) d’occhi verdi e d’oro
ancora canta e con te canta un coro:
un dondolio incerto, turchese
un germoglio senza tempo,
un sentimento acceso,
un sentimento acceso,
e ora uno spento.