Si scioglie il miele del vespro
sul colle sferzato dal vento:
occhiuto il villaggio sorride
come un figlio che corico presto.
Ogni parola s’è fermata sull’uscio
e tinge le fronti d’esitazione;
anzi è con gioia che scopro -passo passo-
un fico ruminale e la sua assoluzione.
Occhiuti focolari ridenti sulle gole
colgono dal rivo gli estremi raggi di sole
mentre i tigli distesi nell’eterno
nascondono come un segno, o una visione:
parabola della vita frale sopra il nulla
ti specchi lentamente sospesa e senza verbo
nelle acque di marea a ottanta metri buie.