GLUTILE — breve storia degli utili dietro al glutine e al senza glutine (Parte Prima)
Quando mi guardo le mani (mentre scrivo sulla tastiera del pc, ad esempio) mi riconosco per quello che sono veramente: figlio di contadini dell’Appenino meridionale cresciuto nei campi di Carosella.
Bella storia! No non le mani, il Carosella.
Sopravvissuto alle intemperie della modernità, modificazioni genetiche comprese, il Carosella si è riconquistato il suo margine di libertà come grano antichissimo e autoctono proprio delle zone del Cilento e di alcune parti della Lucania. E proprio nella Lucania, un pomeriggio di 3 anni fa, mi capitò una incredibile serata di connubio fra ‘mercato, scienza e contadini sognatori’ (di cui mi ritengo di far ancora parte, anche se non ne avrei più i diritti).


Mi trovavo a Carbone, in Provincia di Potenza.
In una serata di inoltrata primavera si festeggiava il ritorno alla coltivazione del Carosella da parte di molti agricoltori di quell’area della Basilicata. Solo che, come ai vecchi tempi di Rocco Scotellaro, i contadini sedevano nella sala, quasi fossero ospiti, e i Politici e gli Scienziati sul tavolo del dibattito.
Mentre me ne stavo seduto lì fra il pubblico e ascoltavo la annoiata disquisizione politico-scientifica, mi ritrovai a dovermi svegliare perché una delle ricercatrici presenti, provenienti da centri di ricerca quotati, disse più o meno così:
“vi devo avvertire che il Carosella non avrà mercato perché dalle nostre ricerche e dai nostri test presenta tassi di glutine troppo bassi”
Mi risvegliai come avresti fatto anche tu mio caro lettore. Perché io e te lo sappiamo che se c’è poco glutine in un grano potrebbe essere un fattore importante di successo per il grano poiché incontrerebbe i favori del nostro benessere e della nostra salute, giusto!
La ricercatrice continuò la sua presentazione di risultati e intanto i contadini, che erano al mio fianco, iniziarono a sottovociare un tantino di discussione, cose tipo: “ hai visto, il nostro grano non avrà futuro, come dobbiamo fare? E risposte tipo: ma come non avrà futuro, ma se è buono!”
Mi agitavo anche io, manco fossi parte in causa, se non per una radice di appartenenza, ma in me si agitavano pensieri di ‘risveglio’. Quasi quasi alzo la mano, come a scuola, e chiedo la parola. Ma no, è meglio di no. Farei la figura del saputello e di chi ha studiato troppo. Me ne resto muto e poi ci ripenso, studio meglio il caso, faccio passare tre anni e ci scrivo un articolo come questo. E così ho fatto.


E in questi 3 anni mi sono fatto qualche domanda tipo:
ma perché nella mia infanzia agricola e frumentosa non sentii parlare di glutine?
O tipo:
ma perché un prodotto senza glutine costa 5 volte uno con il glutine?
O ancora:
ma esisterà qualcosa che spieghi in modo scientifico l’aumento di intolleranze al glutine e della celiachia in questi ultimi anni?
Alle prime due non ho trovato ancora buone risposte, e per buone risposte intendo che avessero qualche dato che supportasse le ipotesi che avevo in mente, mentre per la terza ho trovato questo importantissimo articolo “Glyphosate, pathways to modern diseases II: Celiac sprue and gluten intolerance” di due ricercatori:
Anthony SAMSEL e Stephanie SENEFF
Independent Scientist and Consultant, Deerfield, NH 03037, USA 2 Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, MIT, Cambridge, MA, USA
Nella tesi sostenuta dai due ricercatori, con dati e analisi, c’è un primo parallelo:
più aumenta nel tempo l’uso del glisofato in agricoltura più cresce il tasso di incidenza della celiachia e delle intolleranze al glutine
Ma facciamo chiarezza con qualche domanda e risposta.
Cos’è il glisofato?
Alcuni punti chiari:
- Il glisofato è l’erbicida più utilizzato nell’agricoltura mondiale nonché il più usato in Italia.
- Il suo successo è stato attribuito (negli ultimi 30) alla sua bassa tossicità per l’uomo (dato non confermato dal prossimo punto)
- Il glisofato è stato inserito solo nel 2015 dall’International Agency of Research on Cancer (IARC) nelle ‘probabili sostanze cancerogene per l’uomo’.
- Il glisofato è ritenuto dalla Prof.ssa Monika Krüger dell’Istituto di Battereologia e Micologia dell’Università di Lipsia un attivatore di modiche genetiche irreversibili sugli animali di allevamento — qui il link del lavoro della Prof.ssa Krüger in lingua tedesca
- Il Glisofato secondo Samsel e Seneff (2013) è correlabile alla ‘epidemia’ (cit. dei ricercatori) dell’aumento delle intolleranze al glutine e delle celiachie nell’intera popolazione mondiale, ma in particolare in North America e in Europa — così si esprimo i due ricercatori “Here, we propose that glyphosate, the active ingredient in the herbicide […] is the most important causal factor in this epidemic”
E chiariamoci le idee anche sul Glutine.
Cos’è il glutine?
Il glutine è un complesso proteico (sarebbe meglio dire: frazione proteica) che si trova in diversi cereali fra cui frumento, segale, orzo, khorasan (cultivar messa commercio dall’azienda Kamut) farro e altri fra cui anche l’avena (sottoposta ad accertamenti perché spesso ben tollerata da chi è intollerante al glutine). …
(QUESTA E’ LA PRIMA PARTE DELL’ARTICOLO)