Raccontare un libro
Una volta un mio amico mi ha chiesto: qual è l’aspetto più sorprendente quando si scrive un libro? Non ci ho pensato due volte e gli ho risposto: raccontarlo. Quando vado in giro per l’Italia ( e non solo, come sa chi mi legge) mi sembra di vestire i panni di un moderno aedo, ma non racconto favole o miti, parlo di quello che accade intorno a noi e provo a rifletterci insieme alle persone.
Sono sempre più coloro che per aggiornarsi, accedono ai propri dispositivi elettronici, scorrono velocemente la homepage di alcune piattaforme social e visualizzano dei link. A volte si soffermano e leggono tutto, altre- almeno stando ad alcune ricerche condotte- non vanno oltre il titolo. Raramente si chiedono perché gli vengano proposti proprio quei contenuti, ancor meno si domandano quale sia la fonte e dunque l’attendibilità di quello che leggono. Siamo circondati da aggiornamenti che arrivano di continuo, frammenti di informazioni che per essere compresi necessitano di approfondimento, riflessione e confronto, notizie che potrebbero condizionare alcune nostre scelte, più o meno rilevanti, per quale partito votare, se viaggiare o meno in alcuni posti, se intraprendere o meno una scelta lavorativa, addirittura se sottoporsi oppure no a una terapia medica. Il corretto funzionamento dell’ambiente informativo è alla base della democrazia stessa, come sostengono molti. Un dibattito maturo aiuta l’opinione pubblica. Informazioni incomplete, inesatte o peggio ancora, strumentalizzate rendono vano l’accesso alla conoscenza che almeno potenzialmente la tecnologia ha reso possibile. Quando Internet ha fatto la sua comparsa nelle nostre vite termini come filter bubble, echo chamber, algoritmi e fake news non erano ancora stati individuati, non si potevano immaginare le dinamiche controverse che oggi rendono l’ambiente online difficile da gestire. Le regole, le norme e gli sforzi delle piattaforme sono necessari ma non sufficienti, anche gli utenti devono fare la propria parte, prima ponendo attenzione a queste questioni e poi mettendo in atto comportamenti in grado di rendere la navigazione un’esperienza utile e non dannosa. Con Disinformazia ho provato a evidenziare la necessità di acquisire questa consapevolezza, ho scritto da curioso non per trovare risposte ma per porci domande, per essere utenti sempre più esigenti che non si limitino a subire passivamente la rete. Ne ho parlato in diversi luoghi, una delle ultime tappe che ho descritto qui è stata quella di Livorno, poi sono stato a Benevento, quindi a Minturno e a Terracina. Sono ritornato ancora in Campania, a Marcianise prima e a Piano di Sorrento, poi. Disinformazia ha fatto la spola tra Basilicata e Campania, a Policoro, Sapri, Latronico e Maratea, per poi tornare in Campania, a Padula nella suggestiva Certosa. Ho avuto il piacere di andare anche in Calabria, sulla Sila, a Lorica.
Sono stato felice di parlare di questi temi anche in vacanza perché le occasioni di incontro e confronto non vanno mai perse. Ho rivisto vecchi amici e ne ho conosciuti di nuovi. C’è stato chi mi ha posto delle domande, chi mi ha dato le sue personali risposte, chi probabilmente non ha mai votato come me ma concordava su alcuni aspetti, quello che sembrava distratto e poi ha voluto dire la sua a fine dibattito. A fare da sfondo c’era il cielo estivo, un cielo limpido che sembrava quasi stridere con i nostri tempi, così indecifrabili e incerti. Durante il mio viaggio a tappe ho raccolto suggerimenti, suggestioni, ho fatto tesoro dei consigli, ho annotato alcuni spunti e ho accumulato ricordi di momenti piacevoli. Disinformazia da testo scritto è diventato quasi un racconto corale, un mosaico dove ognuno può aggiungere un tassello. Il tempo è letteralmente volato ma il desiderio di continuare a incontrare persone è ancora lo stesso. Stavolta ho la piacevole occasione di ritornare in Puglia, prima domani alle ore 19 al Docks 101 di Locorotondo con Dino Amenduni, Annarita Digiorgio e Alessandra Neglia e poi domenica a Francavilla (Brindisi). Non ho la cetra con me e non racconto miti, ci confronteremo su quello che accade intorno a noi partendo dal mio compagno di viaggio: Disinformazia.
