Un mese di #Disinformazia

È trascorso un mese dall’uscita di Disinformazia, da quel giorno si susseguono presentazioni e incontri e il testo è già in ristampa.

Mentre sono sul treno che da Livorno (Dio benedica Alessio Quintavalle per questi due bellissimi giorni insieme) mi riporta a casa, Spotify mi regala Time dei Pink Floyd. Mi sembra perfetto per celebrare il primo mese di vita di Disinformazia. Provo a tenere a mente le tappe, le piazze, le facce, le parole che in questi primi 31 giorni mi hanno accompagnato. Le interviste, le recensioni, le foto e i selfie, i biglietti d’aereo e di treno, i libri che mi hanno aperto altre porte, le playlist consumate: ho un piccolo quadernetto nero su sui ho appuntato tutto, un diario del tour del libro. 
Certo è bellissimo vedere il libro che va, la seconda edizione in tre settimane, le copie vendute, le dediche che mi emozionano sempre, ma quello che davvero mi rende contento è il dibattito che si è generato in rete e alle presentazioni. Anche questo è stato un modo speciale per rammendare una comunità che chiede solo di riconoscersi di nuovo e ascoltarsi vicendevolmente.

Perché le persone preferiscono credere a ciò che scrive l’amico sui social network snobbando la scienza? Per quale motivo interagiamo prevalentemente con chi la pensa come noi e vanifichiamo le occasioni di confronto offerte dalla rete? Come si passa dall’essere un utente passivo immerso in un eterogeneo flusso informativo a soggetti attivi e partecipi? Disinformazia prova a tracciare una via affinché ognuno possa suggerire delle coordinate per orientarsi nella mondo della comunicazione. Questa settimana sono stato a Prato, con il mio amico, il sindaco Matteo Biffoni, il segretario del PD Prato Gabriele Bosi, il ricercatore della Scuola Normale di Pisa Diego Ceccobelli e il giornalista dell’Agenzia Dire Carlandrea Poli. Venerdì invece sono stato prima a Cecina nel pomeriggio con Maria Grazia Rocchi e la bravissima Eva Giovannini e la sera a Livorno dove ho incontrato Filippo Cannioto e un altro mio amico: Simone Lenzi.

Sono un po’ stanchino (cit.), ma questo è solo l’inizio. Stasera Benevento, domani Minturno e Terracina. E aumentano ogni giorno le richieste di presentazione. Vi giuro, farò di tutto per accontentare tutti. Per adesso, posso solo dirvi grazie per tutto l’affetto e tutta la stima con cui mi state inondando. Mi sento un uomo fortunato e benedetto.

P.S: Se vi va, qui trovate il podcast della puntata di ieri di Zapping su Radio 1, la parte è quella in cui si parla di comunicazione e fake news. Ancora grazie a giancarlo loquenzi

foto di Alessio Quintavalle