Bernie Sanders e il suo discorso di 8 ore del 2010: parole ed emozioni a prova di macchina

Ho fatto leggere 124 pagine di discorso al mio Pc così non sono stato costretto farlo io

Le parole di Sanders incrociate con le sue emozioni

La rivoluzione gentile di Bernie Sanders è stata raccontata da Rosa Fioravante che, con il suo libro “Bernie Sanders — quando è troppo è troppo” ha raccolto i principali discorsi che il senatore del Vermont ha fatto, negli ultimi anni della sua carriera politica. Nei giorni scorsi, Rosa è stata in Toscana a presentare il suo libro. Il volume, edito da Castelvecchi (15,00 €, 192 pagine) presenta, tra le altre cose, una sintesi di un discorso-monstre di otto ore e mezzo con il quale il socialista più autorevole d’America tentò di bloccare un accordo tra Casa Bianca e Partito Repubblicano che, in cambio del l’approvazione del budget federale, teneva al loro posto gli sgravi fiscali per i più ricchi.

Il discorso è lunghissimo e mentre veniva pronunciato, nel dicembre 2010, ha mandato in tilt i server dello streaming del Senato americano. La sua versione *.pdf in A4 consta di 124 pagine. Per questo, un po’ per ridere, un po’ sul serio, ho pensato di sottoporlo ad un paio di programmi per capire, almeno, di cosa accidenti ha parlato Bernie Sanders e quali emozioni ha suscitato.

Il procedimento che ho usato è disponibile qui.

Le indicazioni che dà la macchina sono controintuitive, almeno. Un discorso di ostruzionismo da 8 ore non è una cosa da niente. Soprattutto, in teoria, ha un forte carico emotivo. Probabilmente, molti potrebbero sostenere che un discorso del genere deve avere toni alti e deve essere molto rabbioso. Tuttavia, nonostante il sistema non riconosca la maggior parte delle emozioni in gioco (come biasimarlo, visto che si è letto 124 pagine in pochi minuti) il discorso di Sanders è stato tutto sommato gioioso.

L’istogramma è chiaro: ci sono stati anche rabbia, paura e disgusto, ma il buon Bernie ha fatto un discorso propositivo, attivo e rispettoso, nei confronti tanto di Casa Bianca che di Partito Repubblicano. Questa indicazione è confermata anche da un altro parametro, la polarizzazione delle parole di Sanders. Infatti, come dimostra l’istogramma che metto qua sotto, il tono delle parole dell’attuale candidato alla nomination democratica è stato, generalmente, positivo.

Sarebbe interessante, a questo punto, fare due cose: raffinare ulteriormente l’analisi del discorso del dicembre 2010 e, soprattutto, prendere tutti i discorsi di Sanders e vedere se c’è una linea comune. Mentre data journalist e scienziati di tutto il mondo si impegneranno in questo sforzo titanico, io mi limiterò a fare il tifo sperando che a Novembre sia lui a sfidare i repubblicani per la corsa alla Casa Bianca.

Cliccate qui per il discorso (file *.txt) e per tutte le altre elaborazioni