Follonica, è il caso di fare un po’ di sano moralismo buonista alla faccia di Salvini
Come vivere in una società, per sfigati, a.k.a quei due che hanno chiuso due rom nella gabbia dei rifiuti del parcheggio del Lidl

A quanto pare, in Maremma abbiamo un problema con il rispetto delle minoranze, dello stato di diritto e con la modernità in generale. Qui c’è un pratico manualetto per fare in modo tale che la Maremma diventi un posto civilizzato.
La legge vale per tutti (soprattutto per noi bianchi di origine italiana battezzati in Chiesa)
La regola numero uno per vivere in una società democratica è quella che le leggi — soprattutto quelle che non ci piacciono — si rispettano. Qui c’è l’articolo 605 del Codice Penale, tanto per dare un’idea di quello che è stato commesso a Follonica:
Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni.
La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso:
1) in danno di un ascendente, di un discendente, o del coniuge;
2) da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.Se il fatto di cui al primo comma è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni quattordici o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni.
Se il colpevole cagiona la morte del minore sequestrato si applica la pena dell’ergastolo(3).Le pene previste dal terzo comma sono altresì diminuite fino alla metà nei confronti dell’imputato che si adopera concretamente:
1) affinchè il minore riacquisti la propria libertà
2) per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura di uno o più autori di reati;
3) per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore.
Sfido chiunque a sostenere che il fatto in questione a Follonica rientri nel punto due delle attenuanti. Ma, chiarito il fatto che non si sequestrano le persone semplicemente perché ci va, conviene passare al passaggio successivo, ovvero quello che nella società anche i più emarginati e disagiati hanno dei diritti. A Follonica lo dovrebbero sapere bene, visto che da quelle parti ha prevalso il “no” al referendum costituzionale dello scorso dicembre.
Cosa recita l’articolo 2 della Costituzione più bella del mondo?
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Indovinate un po’, cari miei amici? Anche i rom sono uomini. Se proprio ci tenete a saperlo, c’era un tizio che la pensava esattamente come voi sugli zingari. Dopo aver iniziato un piccolo conflitto regionale senza perché, si è suicidato in un sotterraneo di Berlino nella primavera del 1945.
Tornando alla nostra Costituzione, dove trovate l’eccezione contro rom, ciclisti neri e altre minoranze? Ovviamente, da nessuna parte. Sapete perché? Perché i Costituenti gli orrori del nazismo li avevano visti, vissuti e combattuti e si impegnarono per costruire una società migliore di quella che aveva permesso a Mussolini e Hitler di commettere i crimini che avevano commesso in Europa.
Ché poi, se proprio non ci va di riconoscere dei diritti ai rom o ad altre minoranze, ci pensa il Consiglio D’Europa, un’istituzione che fa dei diritti umani la propria missione nel Continente Europeo a imporceli. Questa istituzione fu fiorentemente voluta da quel buonista comunista di Winston Churchill che voleva evitare — pure lui — che i crimini nazisti si ripetessero.
Riguardo ai diritti delle minoranze, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, quella cosa che garantisce che il nostro governo rispetti i nostri diritti individuali, ha detto abbondantemente la sua aggiungendo un protocollo addizionale (il XII) alla Convenzione che anche noi abbiamo firmato, il cui articolo 1 recita:
Il godimento di ogni diritto previsto dalla legge deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o di altro genere, l‘origine nazionale o sociale, l‘appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita o ogni altra condizione.
2. Nessuno potrà essere oggetto di discriminazione da parte di una qualsivoglia autorità pubblica per i motivi menzionati al paragrafo 1.
Il che significa che nel giorno in cui dovremmo costruire dei villaggi per i rom, sterilizzarli forzatamente o ucciderli con il fuoco, il nostro Paese potrebbe essere internazionalmente umiliato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo perché violerebbe un principio considerato cardine nell'evoluzione storica del nostro continente.
Chi è che ha fatto stermini di massa in passato?
Di solito non sono i regimi democratici a provocare genocidi e stermini di massa. Di solito lo fanno le dittature. Vi ricordate il piccolo conflitto regionale di cui sopra? Si chiamava Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo, tra il 1939 e il 1945, sono morti milioni di persone. Adolf Hitler ha ucciso più di 10 milioni di persone (4 erano zingari) nei lager, i giapponesi hanno commesso nefandezze in Cina e Corea del Sud di cui si vergognano ancora a parlare in pubblico, mentre noi italiani abbiamo rimosso quello che è accaduto nei Balcani e in Africa (dove abbiamo cominciato a divertirci almeno dal 1936). La risposta nei Balcani alle nostre atrocità, sul finire della guerra, sono state le foibe.
E qui emergono un paio di lezioni. La prima è che dalla pulizia etnica non fuori mai nulla di buono. Quando uno mette in moto la giostra dell’atrocità, non è che il carosello si fermi con uno schiocco di dita: vendette e odio continuano a scorrere e a morire sono sempre, invariabilmente, i più deboli, tra cui i nostri compatrioti istriani.
La seconda lezione che emerge è più interessante. Ci dice che per organizzare uno sterminio su vasta scala ci vogliono una burocrazia, una motivazione e un regime che non tollera sfumature al suo interno, ma che è finalizzato all'obiettivo: compiacere il leader, purificare la razza o altro. Il regime che descrivo è per sua stessa natura paranoico. Questo significa che anche i più quieti servitori del regime possono finire invischiati in vendette di palazzo, nell'antipatia del funzionario superiore e, nel tempo di uno schiocco di dita (o di un timbro), ritrovarsi su un carro bestiame diretto verso qualche remota località a fare la fine di ebrei, zingari e omosessuali.
Un po’ di ipocrisia borghese, per favore
Quando si perde una partita storica (e il razzismo ha perso, checché ne dica Donald J. Trump) bisogna starci. Anche se si crede che Mussolini o Hitler siano stati i migliori politici della storia, bisogna farsene una ragione: hanno perso, uno è finito a testa in giù a Milano (discutibilmente) e uno si è suicidato nel suo bunker, per non farsi prendere dai comunisti.
Per cui, una volta che si è perso, bisogna sgombrare il campo perché dopo 10 milioni di morti nei lager e altri milioni causati direttamente e indirettamente e dopo una sconfitta militare eclatante, è evidente che, pur credendoci, si era dalla parte sbagliata.
Per questo, il segreto è chiudere il becco, leggere, che so, i trattati di Lombroso di tanto in tanto, accarezzarli se proprio ci si tiene, ma nasconderli molto bene e non parlarne mai in pubblico. E se proprio la si pensa così, stare lontano dai social.
Queste regole sono molto basilari ma aiutano a migliorare la vita della comunità trasformandola in un qualcosa che assomigli a una società ordinata e rispettosa di tutti. Non è difficile, se ci proviamo.
