Non permettiamo che l’Italia assomigli ai paesi dell’ex Unione Sovietica per favore

Cosa ci aspetta se il fascismo non verrà arginato nei prossimi anni

Alla vigilia del San Valentino del lontano 2006, l’oligarca kazako, Altynbek Sarsenbaiuly, fu trovato morto nella sua auto con un proiettile in corpo. A seguirlo, nell’oltretomba anche la guardia del corpo e autista. Sarsnbaiuly (Sarsenbaev, a seconda della traslitterazione) fu ucciso. Sarsnbaiuly era un leader dell’opposizione che stava denunciando uno scandalo di corruzione in Kazakistan. Sebbene alcuni arresti siano stati fatti dopo la sua morte e alcune persone siano state persino condannate, non si sa bene chi abbia ordinato l’uccisione di Altynbek Sarsenbaiuly.

L’Italia non è immune a omicidi eccellenti rimasti senza colpevoli. Eppure, dagli Anni ’70 abbiamo fatto dei progressi. I progressi che abbiamo fatto, soprattutto in termini di stato di diritto, rischiano di essere cancellati dalla nuova ondata di destra. La nuova ondata di destra sta, apertamente, sdoganando il fascismo come strumento di identità e di mobilitazione. Quello che, però, cambierà, rispetto al 1922, è che non sarà una manifestazione di piazza a installare un uomo forte al potere, ma delle elezioni regolari, con voto segreto. I capi del governo non indosseranno nessuna camicia nera, ma delle normalissimi giacche con delle normalissimi cravatte. Si comporteranno da leader democratici, ma la loro democrazia sarà soltanto una finzione.

I leader che verranno sembreranno forti. In realtà, saranno molto deboli. Per tenersi al potere, faranno apparire le pratiche clientelari che ancora caratterizzano la vita pubblica di alcune parti d’Italia una forma presentabile di politiche di welfare. Garantiranno alcuni diritti, tuttavia staranno attenti a fare sì che nessuno si prenda troppe libertà. La libertà che verrà concessa sarà discrezionale e, a seconda della contingenza, verrà concessa o meno, in modo da bilanciare l’esigenza di mantenersi al governo con quella di salvare la faccia. Così è come funziona l’ex Unione Sovietica dove, ogni tanto, scoppia anche qualche guerra civile.

I leader, infatti, saranno sempre e comunque sotto ricatto. Potranno, magari, avere dei poteri enormi nei confronti dei loro cittadini. Tuttavia, le loro decisioni dovranno essere concordate chi gestisce i loro voti sul territorio. Le elezioni, per quanto finte, dovranno comunque essere disputate e nessuno di questi leader vorrà avere sorprese nello scarso segreto dell’urna. I leader diventeranno, così, dei presidenti eterni che non faranno quasi nulla di strutturale rifugiandosi nel maquillage nella paura di urtare uno di quella pletora di portatori di interessi che lo mantengono al potere.

Non è un modello così lontano. Così, secondo quello che traspare dal racconto dei media, comincia a funzionare l’Ungheria di Orban. Così — e lo vediamo in questi mesi — funzionava il Venezuela di Chavez. E non ci sarà neanche un intellettuale di livello Giovanni Gentile a determinare una visione: la cultura politica di questi nuovi uomini forti (alla Orban) è quella di mantenersi al potere. Come, se non peggio, dei loro successori. Quando (e se) tutto questo si verificherà, l’imperfetta riforma della costituzione firmata da Mariaelena Boschi (che io ho votato) sembrerà una grande opera di ingegneria istituzionale. Non è un caso che Giorgia Meloni parli in continuazione di riforma in senso presidenziale della Repubblica.

Questo destino, se mai dovesse avverarsi, non verrà sancito dalle prossime elezioni. Ci vorranno anni, decenni. Forse una generazione. Ma quando il meccanismo si sarà innescato, quando le forze spirituali del Paese si saranno assopite, sarà difficile risvegliarle e spiegare che è meglio vivere in un Paese dove gli oppositori non vengono uccisi per strada e dove, per esempio, l’assistenza sanitaria è un diritto, non un favore di un dignitario locale.

Io spero che non succeda. Non vorrei che i miei figli nascano e passino la loro infanzia in un paese così. Eppure, la tolleranza che certi atteggiamenti fascisti stanno trovando mi fa venire i brividi. Il dramma è che non ho idea di cosa possiamo fare per impedirlo.

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