Com’è andato il 2019 per Bitcoin, criptomonete e tecnologia Blockchain?

Francesco Piras
Dec 22, 2019 · 4 min read

Il 2019 volge al termine ed è tempo di bilanci anche nell’industria Crypto: parliamo di criptomonete, token e tecnologia Blockchain. Sono ormai passati dieci anni da quando Bitcoin iniziò il suo cammino e il 2019 chiude la prima decade di sviluppo del settore Crypto che fonde tecnologia e finanza, e vuole impattare radicalmente nelle nostre abitudini di vita.

Il 2019 non è stato l’anno della svolta, del compimento della promessa rivoluzione Blockchain. Probabilmente perchè così come Roma non è stata costruita in un giorno, non è realistico pensare che un cambiamento di tale portata possa avvenire in breve tempo. Non stiamo parlando solo di gestione del denaro, abitudine consolidata da decenni nell’uso comune, ma parliamo proprio del concetto stesso di denaro: pensare al valore monetario in modo diverso, cambiando il proprio paradigma mentale di riferimento. Un pò quello che internet ci ha costretto a fare con l’informazione.

Se però riprendiamo alcuni dei fatti più significativi del 2019 ci rendiamo conto che l’industria Crypto ha fatto dei passi avanti importanti, ancora non verso l’adozione di massa, ma piuttosto sulla costruzione delle condizioni favorevoli a tale adozione.

Regolamentazione normativa

Nel 2019 abbiamo visto diversi Governi nazionali annunciare o pubblicare la propria normativa relativa alle criptomonete, token e più in generale tecnologia Blockchain, o dei registri distribuiti come spesso viene indicata nel senso più ampio.

In Italia con l’articolo 8 ter del decreto legge 135/2018, poi convertito con legge n. 12 del 11 Febbraio 2019, sono state introdotte le definizioni di “tecnologie basate su registri distribuiti” e “smart contract”. Siamo in attesa di conoscere le specifiche da parte dell’AgID, che è stata incaricata di individuare gli standard tecnici che tali tecnologie debbono possedere ai fini della produzione di effetti giuridici.

Anche la CONSOB ha promesso di introdurre una specifica regolamentazione sulle “cripto-attività” che possa offrire eventualmente un approccio di tipo sandbox, ossia la modalità introdotta dalla legge 58/2019 di conversione del decreto-legge Crescita n. 34/2019, che possa rendere chiaro a tutti i soggetti coinvolti come realizzare attività di impresa legate all’emissione di token.

Germania, Liechtenstein, Albania hanno annunciato nel corso del 2019 le loro normative, nell’ottica di una strategia dichiaratamente favorevole allo sviluppo del settore Blockchain. Da ultimo è di pochi giorni fa la notizia che la Francia, che lo scorso anno aveva pubblicato una sua legge sui token, attraverso la sua Authority ha recentemente concesso la prima approvazione per una ICO (offerta iniziale di token).

Libra la moneta delle corporation

L’evento che ha maggiormente catturato l’attenzione mondiale è stato l’annuncio, da parte di Facebook ed altre multinazionali di diversi settori, del progetto Libra: la nuova moneta digitale che si rivolge ad un pubblico di quasi due miliardi di utenti nell’ecosistema social che vede, oltre allo stesso Facebook, anche servizi quali WhatsApp, Instagram, Messenger.

Libra ha scatenato reazioni contrastanti con forti opposizioni da parte di molti Governi e del sistema bancario tradizionale. Indubbiamente ha definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora su quello che è il controllo e gestione del denaro, scatenando una competizione con le monete fiat (Dollaro, Euro, Yuan, etc.) e con le monete aperte come Bitcoin. Sarà da vedere il prossimo anno se Libra partirà effettivamente o se il progetto verrà bloccato per difficoltà normative o di compliance.

Cina fa l’endorsement della Blockchain

In uno storico discorso il presidente della Cina ha dichiarato che il paese adotterà la tecnologia Blockchain e ne spingerà lo sviluppo, puntando su di essa come uno dei driver tecnologici del paese. Interessante inoltre notare che non ci sono stati riferimenti all’uso monetario di Bitcoin o di altre criptomonete esistenti, quanto piuttosto la Cina ha annunciato che è vicina a pubblicare una propria valuta digitale nazionale, il digital Yuan, che andrà a contrastare Libra e le altre monete digitali nazionali di prossima uscita. Questa mossa sposta lo scenario di competizione monetaria attuale verso l’ambito tecnologico, e crea pressione sull’Unione Europea così come su tutte le principali economie mondiali a competere per la creazione di versioni digitali della propria valuta. Resta da vedere se tali monete saranno basate su una tecnologia blockchain aperta o se saranno controllate e limitate da un ordine centralizzato.

DeFi la Finanza Decentralizzata

Il 2019 ha visto la crescita di quella che è una delle maggiori promesse rese possibili dalla tecnologia Blockchain: la finanza decentralizzata (Decentralized Finance). Con DeFi si intende la possibilità di creare dei contratti finanziari dove non esiste una controparte che possa comportarsi in modo mancante, malevolo o anche semplicemente fallimentare, ma si fa invece riferimento ad uno smart contract, un software attivo tipicamente sulla blockchain di Ethereum, che gestisce il processo in modo chiaro e non falsificabile e crea condizioni finanziarie più convenienti su operazioni relative ad esempio al mercato del lending, borrowing e staking. In sostanza a partire dal dare o ricevere prestiti, o esecuzione di altre operazioni finanziarie, questo potrebbe essere in futuro gestito senza ricorrere ad un intermediario finanziario ma utilizzando un servizio su Blockchain. Questo mercato nel 2019 ha raggiunto quasi 700 milioni di dollari di controvalore, ancora un inezia se paragonato al mercato tradizionale, ma con un trend interessante che costituisce una delle maggiori promesse del futuro.


Originally published at https://notizie.tiscali.it on December 22, 2019.

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