BlackBerry Passport: L’Alieno

Riposto, in sequenza, una serie di articoli apparsi originariamente su www.mondoblackberry.com e dedicati alla scoperta del BlackBerry Passport. Probabilmente lo smartphone più originale di sempre.

Incontri ravvicinati del terzo tipo (titolo originale: Close Encounters of the Third Kind) è un film capolavoro del celebre regista Steven Spielberg, che rappresenta suggestivamente un affascinante scenario di contatto con una civiltà extraterrestre. Pubblicato nel 1977 e vincitore di due premi Oscar, è stato inserito nella top 100 dei migliori film statunitensi di tutti i tempi.

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno uno

E così eccolo, è arrivato a casa e adesso è qui sopra il mio tavolo. Il Q10 mi guarda preoccupato ma ha ancora dentro ora la SIM telefonica e forse questo lo fa sentire meglio. L’altro oggetto (l’alieno) è ancora spento, io lo guardo e lui sembra guardarmi di rimando.

È lui, è l’alieno. Lo è persino per me — che ne provo e ne conosco tanti — di tutti i tipi, colori e razze.

Provo a toccarlo — è piacevole — lo sollevo dal tavolo e mi viene da pensare che è davvero largo. E’ sopratutto largo, è pesante? si forse però non come immaginavo. Mentre lo osservo comunque non riesco davvero a immaginarmi come potremo convivere e lavorare assieme.

Provo a portarlo all’orecchio per simulare una chiamata. Mi immagino la scena e comincio a ridere da solo.

Osservo la sua scatola, bella anch’essa e con un look premium che fa molto “manager”, mi colpisce su tutto il bel libretto nero stampato in quadricromia (crepi l’avarizia) che ne spiega la filosofia e illustra le gesture di base con cui interagire con l’alieno.

Sembra tutto così strano e anche vagamente complicato. Che sia stato un errore farlo entrare in casa?

Per ora risolvo ogni dubbio mettendolo in carica. Devo uscire e il Q10 — per adesso — verrà ancora con me.

Stasera a letto mi leggerò Il libretto nero. Domani si vedrà

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno due

È la mattina seguente il primo contatto, mi ritaglio un’oretta da dedicare alla comprensione di questo strano ospite e decido di affrontare il setup e la migrazione dati dal Q10, lancio il wizard iniziale e comincio (non volendolo) a scontrarmi con la tastiera.

L’alieno è ancora senza SIM ma appena connesso al WI-FI inizia l’interminabile download dell’aggiornamento del firmware. In fondo — anche se alieno — condivide i riti dei Blackberry di questo pianeta. Comincerò a comprenderlo?

Scopro — dopo il riavvio — che non posso fare la migrazione dati del device precedente usando il backup fatto con BBlink, perché il Q10 monta un OS in versione superiore (maledetta febbre da leak!) ma non è cosa grave anzi, partire da zero è sempre la strada migliore e poi ho tutto nel Cloud…

Durante wizard e setup primo incontro con le dimensioni. La tastiera ibrida, parte fisica e parte touch mi suona strana. Verrebbe da definirla “per indecisi”.

Si impugna con due mani questo alieno. Almeno per digitare, con una sola (almeno per ora) non ci riesco. Rispetto al Q10 i tasti mi sembrano anche più duri.

Con lo schermo invece è subito amore a prima vista. Non saprei come definirlo, notevole? Fantastico? Forse in questo caso “unico” è la definizione migliore. Mai visto niente del genere. L’alieno è ancora connesso in wifi e il Q10 sta ancora svolgendo il suo lavoro, il suo led rosso fa di tutto per farsi notare (in fondo è lunedì mattina) come se volesse farmi capire che c’è del lavoro da fare. Una rapida occhiata a entrambi e in un attimo e la decisione è presa.

Cambio SIM. Se alieno deve essere, che alieno sia!

È la mattina seguente il primo contatto, mi ritaglio un’oretta da dedicare alla comprensione di questo strano ospite e decido di affrontare il setup e la migrazione dati dal Q10, lancio il wizard iniziale e comincio (non volendolo) a scontrarmi con la tastiera.

L’alieno è ancora senza SIM ma appena connesso al WI-FI inizia l’interminabile download dell’aggiornamento del firmware. In fondo — anche se alieno — condivide i riti dei Blackberry di questo pianeta. Comincerò a comprenderlo?

Scopro — dopo il riavvio — che non posso fare la migrazione dati del device precedente usando il backup fatto con BBlink, perché il Q10 monta un OS in versione superiore (maledetta febbre da leak!) ma non è cosa grave anzi, partire da zero è sempre la strada migliore e poi ho tutto nel Cloud…

Durante wizard e setup primo incontro con le dimensioni. La tastiera ibrida, parte fisica e parte touch mi suona strana. Verrebbe da definirla “per indecisi”.

Si impugna con due mani questo alieno. Almeno per digitare, con una sola (almeno per ora) non ci riesco. Rispetto al Q10 i tasti mi sembrano anche più duri.

Con lo schermo invece è subito amore a prima vista. Non saprei come definirlo, notevole? Fantastico? Forse in questo caso “unico” è la definizione migliore. Mai visto niente del genere. L’alieno è ancora connesso in wifi e il Q10 sta ancora svolgendo il suo lavoro, il suo led rosso fa di tutto per farsi notare (in fondo è lunedì mattina) come se volesse farmi capire che c’è del lavoro da fare. Una rapida occhiata a entrambi e in un attimo e la decisione è presa.

Cambio SIM. Se alieno deve essere, che alieno sia!

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno tre

Siamo alla cronaca del terzo giorno con “l’alieno” che tuttavia inizio a sentire più vicino. Ho anche smesso di guardare il Q10 che a questo punto giace abbandonato sulla scrivania, spento, ormai consapevole del suo probabile destino.

Il primo approccio con le dimensioni è passato. Credo di potercela fare, in fondo non ho mai tenuto nessun telefono nelle tasche dei pantaloni e il passport entra benissimo nelle tasche della giacca. L’alieno è arrivato con una cover posteriore di plastica trasparente e una custodia a libro originale Blackberry, ma — almeno per ora — lo voglio tenere cosi’, nudo come BlackBerry lo ha fatto.

Gli account sono ripristinati, Gmail, Google Calendar e i relativi contatti e grazie a Dropbox e OneDrive ho accesso a tutto ciò che mi serve. Mancano solo le applicazioni e questa terza è proprio la giornata delle “app”.

Prima quelle da Blackberry World. Sono le 10/15 app native che mi occorrono, ne cito solo alcune giusto per soddisfare la vostra curiosità: StuffToDo, WhatsApp, i vari social network, iGrann, Blaq, Noted, gNewsReader e ovviamente… Mondoblackberry!

Sono in treno e la zona è coperta dal mio operatore in 4G. La velocità di download è impressionante, la cosa che noto è che nei punti di passaggio da 4G a 3G il download non si interrompe. La connettività cellulare è promossa veramente e da subito, questo è un terminale che si interfaccia al meglio con le infrastrutture di rete e gestisce perfettamente ogni switch.
Il secondo passaggio è un classico per moltissimi utenti BlackBerry. La creazione della cartella “poco usate” (il nome può variare) dove mettere tutte quelle icone di applicazioni che non si vogliono rimuovere ma che non si utilizzano. Operazione utile per liberare spazio nelle schermate e semplificare l’interfaccia. La Guida, le Esercitazioni e la Configurazione sono esempi di applicazioni che solitamente nascondo in questa cartella di servizio.

E’ quasi certo ormai, nell’alieno inizio a ritrovare i gesti ed i riti della tradizione BlackBerryana. Lo sento più mio e decido di osare l’installazione delle altre applicazioni, quelle che vengono dal lato oscuro.

E cosi tramite Amazon — ma sopratutto Snap (l’ultima beta è veramente ben fatta e piacevole) — installo VLC, Amazon Kindle, AnyDo, Snapseed, VSCOcam ed altre. Sotto, due schermate della ottima appAmazon Kindle che funziona alla perfezione sul Passport.

Sono altre 10/15 le applicazioni Android che utilizzo regolarmente. E anche qui vedo una enorme differenza rispetto al Q10. Sul Passport queste app letteralmente “volano”, saranno i 3 GB di RAM sarà la velocità del processore (o entrambi i fattori assieme) ma il lancio e l’utilizzo di queste applicazioni non mostra differenza visibile tra il Passport ed un “vero” Android. Unico problema sono le applicazioni che richiedono i Google Play Services (Gmail e altre brand Google in specifico). Queste non girano proprio, ed è un peccato.

Le applicazioni che ho installato funzionano perfettamente, sono velocissime e non sembrano neppure consumare troppo la batteria. VSCOcam in particolare è per me irrinunciabile e funziona alla perfezione!

Fuori sta piovendo, guardo fuori dal finestrino e noto che il mio volto — riflesso nel vetro — sorride…

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno quattro

Io e l’alieno siamo insieme ormai da 3 giorni, ma non siamo ancora veramente amici. Ad esempio, sinora le ho studiate tutte per usare la tastiera il meno possibile. E’ l’aspetto che mi sembra più critico di questo BlackBerry, per il resto ormai non più tanto alieno.

Ancora questa tastiera mi spaventa, ed è la cosa che più mi porta a rimpiangere il fido Q10 (a mio avviso la migliore QWERTY di sempre).

Certo, ho già usato la tastiera del Passport, ma non ci ho mai scritto nulla di serio. Niente di impegnativo insomma a parte qualche piccola nota e (varie volte) i miei username e password per accedere a vari servizi. Ho addirittura usato spesso la dettatura vocale (efficacissima peraltro) pur di non scontrarmi con la tastiera ibrida. Il libriccino nero elencava e riassumeva bene tutte le modalità del suo utilizzo, ma il libretto è a casa, chiuso nella scatola.

E così decido di fare come faccio sempre, tutte le volte che voglio imparare qualcosa in fretta. Decido difarci un lavoro “vero” e quindi di provare a scrivere con il Passport l’ultima parte (e correggere il testo restante) di una relazione iniziata con Word sul Mac.

Scarico il file Word da OneDrive e lo apro con Docs To Go. Tastiera ibrida, a noi due.

Il documento Word è abbastanza pesante dato che è più di 8 mb (è composto da testo e immagini) ma il Passport lo apre rapidamente e lo visualizza correttamente formattato. Come d’incanto (e in modo inconscio) mi sorprendo a scorrere il documento facendo scivolare un dito sulla tastiera, in alto e in basso… Funziona! ed è naturale, il gesto è automatico, come se non avessi mai fatto altro nella mia vita, ed è un buon inizio.

La seconda gesture che scopro è il doppio tocco sulla tastiera per far apparire la lente con il cursore di inserimento del testo, anche il doppio tocco è un gesto comodo e naturale. I primi minuti continuo a spostare il cursore di inserimento direttamente toccando lo schermo (come sono abituato a fare sul Q10) ma indubbiamente il sistema è sempre stato poco preciso e scomodo, sul Passport ancora più scomodo dato che lo schermo è infinito.

Anche in questo caso — dopo pochissimo — mi viene naturale far scorrere le dita sulla tastiera per spostare l’inseritore in modo precisissimo. Che dire? Credo di essere ancora al 20% nell’uso della tastiera ma queste prime gesture sono — come prima volta — già molto. Non so ancora se abbandonare definitivamente la definizione di “alieno” ma certamente la tastiera non è da “Alien” ed era forse l’ultimo scoglio. Forse da adesso sarà tutta discesa!

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno cinque

Mi sto rendendo conto che questo alieno ha molto da offrire, intanto in aggiunta alle gesture imprarateieri ho ampliato il mio utilizzo della tastiera e imparato a gestire lo swipe a sinistra per cancellare le parole, lo swipe in basso per attivare la tastiera virtuale, lo swipe verso l’alto per confermare i suggerimenti e la pressione continuata e il tap sulle vocali per maiuscole e accenti… Questa è la tastiera più efficace (e divertente da usare) mai fatta da BlackBerry.

Il Q10 è formattato e finirà nel cassetto, o sulla baia. Ma oggi in particolare mi ha stupito l’efficacia nell’associare l’alieno ai miei oggetti smart di uso comune. Per questo mi è venuto in mente il bellissimo film “Lei” (Her) ho immaginato il Passport come una sorta di A.I.

Il pairing del Passport con il sistema di bordo della mia auto è stato davvero facile. Spesso altri smartphone mi hanno costretto a ripetere la procedura più volte. In questo caso è andata bene al primo colpo. E non solo, per la prima volta posso verificare lo stato della connessione con la vettura con semplicità dato che — a connessione avvenuta — la lockscreen visualizza la marca della mia auto con accanto l’icona di un volante! Geniale, davvero geniale. Da notare che dopo la prima volta l’accoppiamento avviene in modo totalmente automatico. Basta lasciare attivo il bluetooth. L’altra cosa che mi ha stupito è che le voci di feedback dei comandi vocali del Passport passano verso il sistema audio della vettura e vengono riprodotte dagli altoparlanti, esattamente come le telefonate. E’ la prima volta che accade e la mia auto ha visto passare praticamente tutti i Lumia e tantissimi Android di fascia media e alta.

Il successo rende audaci e mi spingo oltre, tentando l’impossibile. Scarico da Snap l’applicazione di controllo della Xiaomi MiBand (un braccialetto attivo che tiene sotto controllo i movimenti di giorno e lo stato del sonno) e decido di tentarne l’abbinamento tramite bluetooth. Perfetto, abbinamento andato al primo colpo, la MiBand funziona perfettamente compresa la vibrazione del braccialetto (per le notifiche) e le relative icone di notifica nell’Hub del BlackBerry, in pieno stile BB10.

Considerando che l’hardware è stato progettato per Android (e la applicazione Android gira quindi non nella modalità nativa) la cosa mi appare davvero “smart”, quasi miracolosa!

Le schermate della app MiBand. Le scritte in cinese dipendono dal fatto che (per pigrizia) ho preso la versione della app presente nel Google Play Store anzichè caricare in sideloading quella tradotta (meglio) dalla comunità Xiaomi.eu.

Peccato per la mancanza della ricarica wireless Qi perchè ho un paio di basi di carica che uso con i Lumia e Android e il vecchio cavo USB è in effetti l’unica cosa poco “rivoluzionaria” di questo (ex) alieno di nome Passport. Ci avviciniamo alla fine del log di 7 giorni e le cose procedono sempre meglio…

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno sei

Il Passport è ormai un dato acquistito, una efficace macchina da lavoro. Il solo HUB — per chi conosce BlackBerry — è la killer feature della piattaforma. Bastano pochi giorni in fondo per scacciare l’ansia da aspetto “alieno”. Quantomeno è un alieno fatto per stare su questo pianeta. Ma BlackBerry non è solo lavoro è anche un oggetto che se la può cavare egregiamente anche negli usi “generalisti”. Questa è la giornata — appunto — degli utilizzi più leggeri e divertenti, quelli che non sono così importanti per l’utenza business ma che contribuiscono a tenere in vita ogni piattaforma. Perchè in realtà ogni professionista (anche il top manager) dopo una certa ora si può trasformare in un cacciatore di Zombie e a volte può avere l’esigenza di sentire musica o fare qualche foto.

A mio parere oggi i mercati business e consumer non sono più due entità separate, quanto due stati variabili di ogni utente, che può trovarsi ora nell’una, ora nell’altra condizione.

Musica

Il player BB10 di BlackBerry è semplice e senza fronzoli, in compenso la cuffia e la riproduzione audio del terminale sono di buona qualità. Il suono è ricco, pulito e cristallino. Buoni bassi e frequenze alte non squillanti. Anche le cuffie sono particolarmente “aliene” per la loro forma, guardandole non credi possano stare sopra le orecchie, tuttavia (almeno nel mio caso) si adattano bene e a differenza di altre cuffie non in-ear resistono senza cadere ad ogni movimento. Il cavo piatto e non a sezione rotonda è perfetto perchè impedisce che il cavo si arrotoli in modo allucinante una volta messe in tasca (per proseguire il paragone, le cuffie Apple sono campioni di arrotolamento indesiderato).

Video

Indubbiamente questo alieno non è il massimo per fruire nel terminale di contenuti video dato lo schermo a rapporto quadrato. Non è il massimo, ma — attenzione — neppure totalmente inadatto. Le bande nere in alto e in basso non mi hanno impedito di guardare due puntate di “The Strain” sul Passport. Per una vita del resto abbiamo guardato i film 16:9 (o i larghissimi cinemascope alla Sergio Leone) sugli schermi 4:3 delle vecchie TV a tubo catodico della nonna, con le bande nere bene evidenti. E siamo ancora vivi. Va semmai detto che non tutti i film scaricati da Internet funzionano correttamente. Nel caso di The Strain ad esempio il player BlackBerry riproduceva il video, ma non l’audio. Scaricato VLC tramite Snap e problema risolto. Le app Android sono a portata di mano e sono una risorsa, perchè non sfruttarle?

Fotografia

Con il firmware attualmente disponibile le foto sono buone anche se lo scatto è lentissimo. La messa a fuoco inoltre lascia a desiderare. Installando l’ultima leak (quella che risolve anche il bug del flickering) la situazione migliora notevolmente. Rimane l’impressione che lo scatto sia ancora più lento rispetto al Q10. In ogni caso nel comparto fotografico questo BlackBerry non impensierirà i Lumia, pur regalandociimmagini con colori equilibrati e poco rumore digitale. Molto efficace e rapido lo scatto HDR che (specie per paesaggi e foto architettoniche o ritratti controsole) restituisce un buon livello di dettaglio.

Esempio in HDR (sopra) e non HDR (sotto) la versione HDR ha piu’ dettagli. sia sullo sfondo che nel soggetto principale.

Esempio di panorama urbano in HDR scattato in 4:3, tutti gli esempi pubblicati sono a risoluzione ridotta. Le immagini in formato quadrato sono 3120 x 3120 pixel, quelle formato 4:3 sono 4158 x 2338

Molto belle, piavevoli e “nuove” le immagini nel formato quadrato in stile Polaroid. Erano presenti anche in altri terminali, ma ammetto che non ci avevo mai prestato attenzione. Sul Passport invece sto scattando quasi tutto in questo formato. In ogni caso la massima risoluzione fisica del sensore si ottiene nello scatto formato 4:3.

Tra l’altro le foto in formato quadrato sono perfette per la schermata di blocco:

Le fotografie viste sulla TV sono ottime e grazie a Miracast, DLNA e WiFi direct, proiettarle su qualsiasi Smart TV con il BlackBerry è molto facile, c’è già tutto di sistema e non serve software aggiuntivo(Android, prendi nota). I video girati dal terminale non sono male, ma è meglio spengere l’autofocus continuo. Piacevole lo slow motion a 60 fps e vi confesso una cosa: possiamo tutti allegramente vivere senza la possibilità di girare video in 4k, formato la cui mancanza non mi pare grave.

Giochi

Non sono un grande giocatore, lo ammetto, neppure con le piatatforme dove il gaming è al top. Sotto questo aspetto posso solo notare che i giochi nativi sono davvero pochini, quelli belli ancora meno. Sono però riuscito a usare correttamente alcuni giochi Android. Tra quelli nativi scaricabili dal BlackBerry World posso citare Call of Dead, NeverMaze, Spiderman unlimited, Robotek e Ice Cubes. E’ chiaro che se il gaming è il vostro pane, il Passport (un BlackBerry in genere) non è ciò che vi serve. Crossy Roadscaricato tramite Snap gira perfettamente e questo rassicurerà molti lettori.

Altro

Con Bamboo Loop (Android) e una pennina capacitiva (da tablet e smartphone in genere) si possono fare disegni e doodle carini. Purtroppo non ho trovato nello store BB una app altrettanto semplice e valida per fare disegni e vignette. Sono tutte o troppo basiche o troppo complesse. La risposta dello schermo alla penna è comunque buona.

Le app del Sole 24 ore e Giallo Zafferano funzionano e si leggono bene, purtroppo quella dell’ANSA non è ottimizzata e si apre a metà schermo. La lettura degli ebook con la app Kindle di Amazon è ottima. Il formato quadrato per leggere ebook e siti web si dimostra vincente. Con gNewsReader consulto infine i mei feed di riferimento, è una app semplice ma fa il suo lavoro.

Batteria

La batteria quasi infinita (l’alieno è forse alimentato da una pila atomica) consente finalmente di avere una vita decente anche lontani da un caricabatterie. Si possono arrivare a coprire anche due giorni veri. Personalmente carico lo smartphone ogni sera comunque (per abitudine) ma con una batteria del genere — se capita di fare tardi o restare fuori — non si hanno problemi. Sopratutto il Passport si può usare! ci si può permettere di fare tutte le foto che si desidera, giocare ed ascoltare musica (anche la radio FM) senza il timore che la batteria crolli e quindi non si possa chiudere la giornata senza un “cicchetto” energetico.

Siamo quasi alla fine. L’alieno mi piace e devo dire che l’uso quotidiano lo sta trasformando in un oggetto terrestre e conosciuto… Una bella esperienza!

Incontro ravvicinato con un alieno: Il giorno sette

Star Wars: Episodio II — L’attacco dei cloni è un film del 2002 diretto da George Lucas. Scritto da Lucas con Jonathan Hales, è il quinto film della saga di Guerre stellari ad essere stato distribuito e ha come protagonisti Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Christopher Lee, Anthony Daniels, Kenny Baker e Frank Oz. Il film è ambientato 10 anni dopo gli eventi di Star Wars: Episodio I — La minaccia fantasma, quando la galassia è sull’orlo della guerra civile.

Affrontiamo per ultimo quello che per molti può essere l’aspetto principale. Il design. Del resto la prima volta che si prende in mano il BlackBerry Passport — estraendolo dalla scatola — non si presta molta attenzione al suo aspetto esteriore. Sembra un paradosso, ma l’aspetto è così diverso dallo standard che ci è difficile gudicarlo, all’inizio ci è troppo alieno (appunto) e per questo non da subito (almeno a me è capitato così) ci si interroga sulle sue qualità a livello di design.

La forma per i BlackBerry (specialmente in questo caso) segue la funzione, secondo il principio di base del design razionalista. Il Passport potrebbe essere stato progettato — appunto — dalla scuola del Bauhaussecondo i canoni della teoria della percezione di Gropius. E’ un tipico oggetto nel quale si legge direttamente un rapporto preciso tra funzionalità e design industriale. Un prodotto industriale nel quale la morfologia dichiara in modo inequivocabile le caratteristiche intrinseche.

Il Passport è un oggetto “distintivo” che non ha timore di collocarsi fuori dal coro, non appartiene all’esercito dei cloni e — per questo — o piace o non piace. In ogni caso suscita attenzione ed interesse anche da parte di chi è avverso ai BlackBerry. E questa è una mossa di marketing molto saggia.

Il Passport in fondo è veramente un device particolare, un ambasciatore che ha il compito di spingere in alto una immagine di BlackBerry sempre più opaca. E’ una dichiarazione di buon design, uno smartphone svincolato dalla “sindrome del rettangolo identico” così in voga da essere oggi dominante in un mercato omologato, dove le uniche variazioni concesse sono i colori, le misure (comunque comprese tra 4.5 e 6 “) ed i materiali (più o meno nobili).

Pochi terminali full touch riescono a mostrare un buon design. Potrei citare alcuni Lumia, qualcheHTC, certamente non Samsung e neppure Apple (giudicando unicamente iPhone 6 e 6 Plus, dato che i precedenti erano migliori) e anche in casa canadese Z10 e Z30 sono campioni di un understatementtroppo anonimo. Il mercato degli smartphone attuali richiama alla mente il citato film della saga di Star Wars, specialmente in quelle scene dove appare la distesa sterminata di robot, tutti uguali.

Al Passport il compito di tornare a far parlare di BlackBerry. Bene o male purchè se ne parli, come si dice nel mondo della pubblicità e anche se il Passport non è il BlackBerry per tutti, spetta a lui il compito di convincere il mercato che l’azienda canadese è ancora in grado di progettare terminali mobili con coraggio e originalità.

Una immagine che speriamo possa trascinare anche i device meno innovativi come il Classic. Il Passport insomma, lo si può anche semplicemente comprare “perchè ci piace” il suo design, a parte tutti i discorsi sulla fredda tecnologia. Dal canto nostro possiamo assicurarvi che è un oggetto che sentirete vostro dopo non più di qualche giorno.

Con questo post termina la serie dedicata all’”alieno”. Speriamo vi abbia fatto piacere seguirla, come a noi ha fatto piacere scriverla.