La “Piratebox” una risorsa low cost per il settore education (e non solo)

Cos’è la PirateBox?

Si tratta di un piccolo router dal costo di circa 30€/40€, sul quale viene installato un sistema di software libero che consente di trasformarlo in un minuscolo server in grado di distribuire i contenuti via rete wireless in un’area di circa 50 mt, a velocità dell’ordine di 100 Mbps.

I contenuti vengono predisposti dall’insegnante e collocati in una semplice penna USB, che viene inserita nel router. La cosa interessante è che la PirateBox NON richiede connessione ad internet e per questo rappresenta una soluzione di distribuzione informazioni efficace, anche laddove Internet non vi sia, o sia ad accesso filtrato. Dietro al progetto c’è una community di sviluppatori legati al software libero: http://piratebox.cc/

Il logo “PirateBox”

Come funziona?

Funziona così. Quando arrivi in aula o a casa o in ufficio, prendi la PirateBox, ci connetti la chiavetta USB con il sistema e i contenuti, la attacchi ad una presa di corrente qualsiasi e la lasci lì. Quando inizi a parlare spieghi agli astanti che possono prendere i loro congegni e collegarsi alla rete wireless che si chiama “PirateBox — Share Freely” — e prendere PDF e dispense. Va bene tutto: smartphone, tablet o computer. Chiunque si trovi nel raggio di una trentina di metri con un congegno in grado di percepire una rete wireless è libero di collegarsi. Poi gli spieghi che devono aprire il browser internet e digitare l’indirizzo http://piratebox.lan/

Perchè usare la PirateBox?

I punti fondamentali che rendono la proposta interessante e utile sono:

  • tecnologia leggera e flessibile:
  • costi minimi
  • può essere adattatata ad una varietà di hardware diversi: piccoli router wireless, Raspberry, laptop, device Android
  • consente di portare contenuti multimediali nella tante realtà scolastiche dove di fatto Internet non è fruibile o è fruibile con vari tipi di limitazioni
  • è formativa per gli studenti, che vengono a contatto con le realtà produttive del software libero
  • è formativa anche per gli insegnanti che possono cogliere l’occasione di migliorare la loro confidenza tecnologica lavorando su di un dispositivo relativamente semplice che serve per la didattica
  • è una soluzione “morbida e pervasiva” che non richiede interventi infrastrutturali pesanti nel breve termine
  • consente di creare un nesso fra i valori positivi della cultura hacker, di competenza, collaborazione, velocità, flessibilità e il mondo della scuola

Utilizzi possibili

A scuola ovviamente, tutte le scuole. Per distribuire file e dispense e consultare documentazione HTML (la PirateBox ha un piccolo webserver). Ma anche per professionisti o aziende che abbiamo la necessità di distribuire file e informazioni durante una demo. Una PirateBox nei luoghi di attesa può permettere di scaricare file da leggere per divertimento o a scopo informativo. Molte biblioteche virtuali sono del resto basate sulla PirateBox, insomma gli utilizzi sono illimitati, anche grazie al fatto che è totalmente autosufficiente e non richiede connessione alla rete. I contenuti caricati sono “propagati” direttamente dalla chiavetta USB connessa alla PirateBox.

Perchè questo nome?

La scatola dei pirati (buoni) nasce nel 2011 per opera di David Darts professore all’università di New York. Il concetto dietro l’apparato e il software è semplice, la tecnologia deve essere semplice, non proprietaria e deve essere possibile usare questa tecnologia “leggera” per scambiarsi file (conoscenza) in modo libero e anonimo. Dopo un primo utilizzo ovviamente molto “geek” (ad esempio spopola ai CryptoParties) approda al settore education dove trova reali e concrete possibilità di utilizzo.

Un esempio?

All’ISIA di Firenze (isiadesign.fi.it) è stata presentata una tesi dove una PirateBox era stata adattata come guida multimediale del Museo Etnografico di Firenze. Se volete maggiori informazioni su questa iniziativa se ne parla qui: http://iamarf.org/2015/02/19/la-piratebox-diventa-trybe-al-museo-etnologico-di-firenze/ E’ comunque solo un esempio di un utilizzo possibile (creativo) della PirateBox.