Visitare Trieste? Il Walking Tour è il modo migliore!

Ecco come funziona (e perché vale la pena sceglierlo)

Erano anni che sognavo di vedere Trieste, e i racconti di chi già c’era stato non facevano altro che amplificare questo mio desiderio. Finché nell’estate del 2016 le vacanze a Grado -che è a un tiro di schioppo da Trieste- non mi hanno offerto l’occasione per colmare la lacuna: ci sono andato, e vorrei raccontarvi com’è stata per me -chissà mai che vogliate andare anche voi, un paio di dritte potrebbero tornarvi utili.

Il Castello di Miramare

Anzitutto merita almeno una foto questa meravigliosa residenza asburgica abbarbicata su un promontorio a strapiombo sul mare che in molti hanno eletto a simbolo della città (anche se dista una manciata di chilometri): si arriva generalmente da Ovest, dalla Strada Costiera Triestina, e bisogna stare attenti a imbroccare la svolta (a destra) giusta perché non è poi così ben segnalata.

Noi ci siamo andati all’apertura e siamo riusciti a parcheggiare (a pagamento) a pochissimi metri dalla porta d’ingresso, ma già intorno alle 10 lo stretto vialetto che la raggiunge era pressoché inaccessibile e i parcheggi completi (col rischio-fiancata sempre in agguato), quindi per risparmiare un po’ e se non avete problemi, vi consiglio di lasciare la macchina sulla strada, prima della svolta, e incamminarvi.

Lo spettacolo all’arrivo ripaga di tutta la fatica fatta..

il Castello di Miramare, vicino a Trieste (© Alessandro Fumagalli)

Una volta varcato il cancello potete passeggiare liberamente nel parco e scattare qualche foto o sedervi all’ombra su una panchina, oppure se volete entrare nel Castello c’è un biglietto di ingresso (gratis per chi ha la FVG Card); c’è anche un’audioguida, a pagamento per tutti, che vi conduce tra le stanze “cum grano salis” -ma confesso: io non l’ho presa.

In un’oretta potete riuscire a cavarvela, saltare nuovamente in macchina e ripartire alla volta del centro di Trieste.

Piazza Unità d’Italia, un salotto senza pari

Un’altra cartolina che prima o poi abbiamo visto tutti è questa

foto “Panorama” di Piazza dell’Unità d’Italia a Trieste (© Alessandro Fumagalli)

uno splendido, enorme spazio affacciato sul mare, e non puoi capire quanto è grande fino a quando non ci passeggi “dentro”. Da lì, o meglio dall’Ufficio Informazioni Turistiche che si trova nella via a sinistra del Palazzo del Lloyd (ora Palazzo della Regione Friuli-Venezia Giulia), parte anche il Walking Tour di Trieste, ossia una visita guidata -con audioguida- ai luoghi simbolo della città.

Trieste Walking Tour

Qui urge una precisazione: in genere evito le audioguide, perché sono fin troppo dettagliate e ora della fine mi annoio ad ascoltarle (e le spengo, e perdo spiegazioni magari importanti), invece questa è fatta benissimo, mai verbosa ma anzi capace di interagire con l’ascoltatore (le voci fanno anche qualche simpatica battuta, e seguendo uno stile di “botta-e-risposta” non ti stancano).

Morale della favola, vi straconsiglio il Trieste Walking Tour (anch’esso compreso in FVG Card); per noi poi era un’esigenza: con una moglie incinta al settimo mese era indispensabile muoversi assecondandone il ritmo -ma con una guida “reale” questo non sarebbe stato concesso.

Trieste Walking Tour ci ha permesso di fare un salto nel tempo lungo 2.000 anni, dalla Tergestum dell’Impero Romano alla città imperiale (la terza per importanza) degli Asburgo che ancora oggi è dominante; e fascinosissima!

Alla scoperta di Trieste -attraverso i suoi monumenti

E’ così che abbiamo scoperto la basilica barocca di Santa Maria Maggiore, con la sua irta scalinata e la piccola San Silvestro a fare quasi da “valletta”; ancora l’arco di Riccardo e via della Bora, dove il tipico vento triestino soffia praticamente sempre (ma per fortuna non sempre con la stessa, notoria e notevole, intensità).

Santa Maria Maggiore e, più piccola alla sua destra, San Silvestro (© Alessandro Fumagalli)

Un’altra salita ci ha condotti alla Cattedrale di San Giusto, nata dalla fusione di due vecchie chiese vicine in una sola e per questo caratterizzata da ben 5 navate (!). Inoltre ha un portale dalla storia davvero curiosa: è infatti il “riciclo” di un fregio romano che, scalpello alla mano, è stato arricchito di qualche dettaglio che lo ha attualizzato -anche se le iscrizioni rimaste incise tradiscono la sua reale origine :)

La Cattedrale di San Giusto, magnifico esempio di continue stratificazioni storiche (© Alessandro Fumagalli)

E’ il punto più alto della passeggiata, comunque non impossibile, e proprio lì accanto ci sono il Castello di San Giusto (altro simbolo di Trieste, che però noi non abbiamo visitato), i resti del foro romano e il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale -che ebbe proprio Trieste tra i luoghi più contesi.

Dopodiché si scende verso Tor Cuchema (ultimo segno rimasto della cinta muraria che difendeva la città fino al Medioevo) e il teatro romano di Trieste, che doveva essere una figata: praticamente un balcone adagiato a una collina -per risparmiare materiale e fatica, come facevano gli antichi greci- e affacciato sul mare.

Da lì si punta la zona delle antiche saline, tutta quadrotta con le sue strade ortogonali, e si incontrano i monumenti a Umberto Saba e a James Joyce (due scrittori-cantori della città e delle sue meraviglie, oltreché delle sue anime in continua contraddizione), inframezzati da Piazza Sant’Antonio, che è stata realizzata nel 1934 interrando l’ultima parte del Canal Grande con le macerie della Città Vecchia e -secondo una leggenda- con i resti di una vecchia nave torpediniere austriaca.

Il Canal Grande? C’è anche a Trieste, non solo a Venezia :) (© Alessandro Fumagalli)

Il Walking Tour riporta poi verso il centro, passando da Piazza della Borsa, teatro Verdi -una Scala in miniatura- e Galleria Tergesteo (che custodisce l’orologio in legno fermo alla data della sua inaugurazione) oltreché dal Ghetto ebraico, cui si accede da una porta strettissima: la sua posizione, molto vicina al cuore della città, la dice lunga rispetto all’importanza della comunità ebraica a Trieste, e non è un caso se nel 1938 Mussolini scelse proprio questa città per promulgare le leggi razziali.

E si torna nella meravigliosa Piazza dell’Unità d’Italia, altro luogo ricco di storia: è stato il salotto buono della città da quando divenne “porto franco” dell’impero asburgico, e per questo visse un periodo di grande ricchezza. E’ chiusa su tre lati da splendidi palazzi, oggi sedi istituzionali, e sul quarto dal mare, con vista sul Molo Audace, dal nome del cacciatorpediniere italiano che per primo arrivò a Trieste il 3 novembre 1918, e segnò la conquista della città.

In più, nelle vicinanze..

Trieste non finisce lì, ma ha ancora molto altro da raccontare. A esempio, a due passi due dallo Stadio (dunque se volete andarci, seguite le indicazioni col pallone) c’è la Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento nazista in Italia dotato di forno crematorio; di quel che è successo lì dentro si sa poco, perché spesso le detenzioni erano temporanea anticamera alla deportazione in Polonia (o in Germania) oppure finivano col martirio del prigioniero, ma c’è una sala ricca di video-testimonianze e di pannelli esplicativi che raccontano bene alcuni aspetti della pagina più infame nella storia della Seconda Guerra Mondiale. Una visita la merita di sicuro, anche perché l’ingresso è gratuito.

l’ingresso della Risiera di San Sabba: le pareti in cemento durante la Guerra non c’erano, ma penso esprimano bene i sentimenti di chi si avviava a varcare la soglia di questo campo di concentramento (© Alessandro Fumagalli)

Sempre lì vicino ci sono la Foiba di Basovizza e la Grotta Gigante, che noi -un po’ stanchi della giornata- non siamo riusciti a vedere; ma chissà: magari ci torneremo e colmeremo questa lacuna.

Anche perché, al termine di questa visita a Trieste, una curiosità ancora mi è rimasta: riuscire a sentire il respiro della città restando lì qualche giorno, per capire la sua anima di confine e di miscellanea di tante culture e di provenienze diverse. Non posso, insomma, dire di conoscere Trieste, ma solo di averla vista; e per quel (poco) che ho visto, l’ho trovata davvero graziosa ;)

Spero di non averti tediato più di tanto; se invece il racconto di questo viaggio ti è piaciuto, che ne dici di mettere il tuo “mi piace” ?

Se invece hai qualche domanda, o (possibilissimO..) ho scritto qualche castroneria, oppure hai visitato Trieste anche tu e l’hai vista sotto un’altra luce, ti andrebbe di raccontarmelo con un commento?

Un’ultima cosa: se usi le immagini, potresti farmi la cortesia di indicare che sono stato io a scattarle? Grazie in anticipo ;)