Città Sostenibili: Orti Urbani E Idee Green

foto da huffingtonpost.com

Una delle parole più alla moda di questi tempi è resilienza, termine d’origine latina che in ecologia e biologia sta a indicare la capacità di una materia vivente di autoripararsi dopo una lesione. Un ecosistema è resiliente se in grado di resistere ai danni prodotti da un evento naturale straordinario o da quelli conseguenti all’intervento dell’uomo (disboscamento, inquinamento, cambiamento climatico).

Declinato ad altri ambiti, il concetto si amplia di significati. Affrontare lo stress e traumi uscendone rafforzati è resilienza psicologica, mentre la resilienza di strumenti informatici indica la capacità di garantire un servizio nonostante l’usura, e ancora un edificio è resiliente se il materiale di cui è fatto è grado di assorbire energia di deformazione elastica.

Resilienza Green: Ricetta Anticrisi

In generale, forse, la resilienza fa tendenza perché apre a una speranza in periodi di crisi economica, sociale, di valori, di occupazione e via dicendo. Tutte cose che negli ultimi anni non sono mancate, insomma.

Un atto di resilienza alla crisi diffusa, che sta raccogliendo consenso mondiale, è il ritorno ai vecchi mestieri e in particolare all’agricoltura. Nel lavorare la terra ci riappropriamo di una cultura millenaria e di un concetto di tempo dettato dai ritmi della natura. Non solo, l’agricoltura è una fonte di reddito pulita, offre occupazione, è un’attività aggregativa, garantisce materie prime sane ed è anche un antistress e un antidepressivo perfetto.

La Stanford University ha da poco pubblicato uno studio in cui si prova che chi cammina in mezzo a traffico e cemento tutti i giorni subisce un calo nell’attività celebrale rispetto a chi si concede regolari passeggiate nel verde. La minor attività celebrale influisce direttamente sulla depressione, l’ansia, il pensiero ripetitivo e le emozioni negative.

Quindi, per ritornare all’origine ecologica della parola resilienza, portare in città verde e agricoltura serve a ripristinare, purtroppo ancora in piccola parte, il fondamentale ruolo della natura per l’uomo da diversi punti di vista.

Città Verdi e Urbanizzazione Sostenibile

Le città, storicamente luoghi di opportunità per chi veniva da zone rurali e periferiche, sono sempre più popolate da persone povere. Secondo i dati FAO 2,5 miliardi di persone vivono in aree urbane, di queste 250 milioni non hanno i mezzi per nutrirsi regolarmente. L’espansione dei territori urbanizzati inoltre è responsabile della perdita di biodiversità, inquinamento, erosione del suolo.

Per garantire condizioni di vita adeguate e cibo a sufficienza la FAO supporta progetti diagricoltura urbana sostenibile in 20 diversi paesi al mondo.

Grazie anche all’attività di organizzazioni internazionali la pianificazione di aree verdi e coltivabili in città rappresenta in questo momento un’opportunità reale per 800 milioni di persone impiegate in attività di agricoltura urbana e periurbana.

Orti Urbani e Orti Sociali

I primi a sperimentare gli orti urbani furono i londinesi nel Dopoguerra, quando il governo lanciò una campagna per la creazione di community garden che contribuirono all’autosufficienza alimentare di piccoli gruppi in un momento di estrema povertà.

Foto da: thehort.org

Anche nel presente Londra offre un esempio virtuoso in ambito green. Nella capitale si coltivano più di 350 mila orti sociali, merito di una passione radicata per il giardinaggio, ma anche dei generosi contributi dell’amministrazione comunale che distribuisce prestiti a fondo perduto (fra le 5 mila e le 20 mila sterline) destinati ai cittadini che vogliono realizzare un pocket park, letteralmente un giardino tascabile.

In Italia il primo orto urbano concesso direttamente dalle istituzioni viene introdotto a Brescia, nel 2004. A partire dal 2010, grazie ad una legislazione più orientata al verde rispetto al decennio scorso, le superfici coltivate nelle città italiane e messe a disposizione dai comuni ai cosidetti hobby farmer crescono di circa un milione di metri quadri all’anno. Sono oltre 3 milioni i contadini amatoriali che oggi usufruiscono di un appezzamento di terreno in comodato d’uso gratuito nelle città dello Stivale, di queste l’81% si concentra nel Nord Italia.

Guerrilla Gardening: gli Attivisti con la Zappa

La sensibilizzazione verso l’ecologia passa anche attraverso atti di guerrilla gardening, si definiscono così le azioni di protesta pacifica, a volte al limite della legalità, che storicamente hanno permesso di ottenere alcune importanti rivoluzioni verdi nelle più grandi metropoli del mondo.

Nella city per eccellenza, New York, i community garden del Lower East Side nati negli anni ’90 hanno fatto scuola. Aree marginali e degradate della città sono state centri di sperimentazione grazie all’iniziativa popolare. Nel quartiere noto come Alphabet City artisti e abitanti si sono riappropriati, occupandoli, di spazi pubblici creando orti e giardini sociali ancor oggi curati dalla comunità.

Fra le più bizzarre iniziative di guerrilla gardening resta celebre quella che coinvolse 1000 abitanti della città danese di Guldbergsgade, che in una notte trasformarono uno spazio abbandonato nel centro cittadino in un rigoglioso giardino. A Berlino si contano oltre 100 orti sparsi nella capitale, anche questi sorti in aree dismesse e occupati da creativi ed ecologisti. Spesso tali iniziative vengono poi regolarizzate dalle autorità, diventando un patrimonio per la città.

Diverso il caso di eventi estemporanei come Reclaim the Streets, forse la più grande manifestazione di guerrilla gardening mai organizzata, che il primo maggio 2000 vide diverse migliaia di giardinieri improvvisati invadere piazza del Parlamento a Londra e occuparla con piante, fiori e ortaggi.

E in Italia? I Nuovi Germogli

Fra i progetti innovativi e gli sforzi dedicati ad una rinascita verde per le città, l’Italia negli ultimi anni sta riconquistando un po’ del terreno perso. Grandi designer e progetti all’avanguardia da un lato, piccoli ma ingegnosi creativi dall’altro, insieme alle prime aziende pronte ad investire in sostenibiltà, stanno creando a pochi chilometri da noi le basi per un futuro promettente.

Foto da: stefanoboeriarchitetti.net

Il Bosco Verticale a Milano

Il Bosco Verticale, edificio che svetta nello skyline milanese da poco più di un anno, si è appena guadagnato il titolo di miglior grattacielo al mondo per il 2015 secondo il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, organismo di riferimento internazionale del settore edile. La motivazione del premio, ultimo di una serie di riconoscimenti, riguarda la capacità di “rispondere al bisogno umano di contatto con la natura”.

Lo Studio Boeri che firma il progetto si era posto come obiettivo la creazione di unecosistema sperimentale. Sui balconi che corollano le due alte torri di cui si compone la struttura, trovano spazio quasi 800 alberi e 19 mila essenze vegetali. Anche i materiali impiegati per la costruzione dell’edificio hanno ottenuto il più alto grado di certificazione energetica.

Planbee.bz, il Crowfounding Civico fa Fiorire le Città

Il risvolto sociale non è secondario in questo discorso e da qualche tempo, come in ogni settore in cui si favorisce la partecipazione collettiva, la rete e le possibilità di condivisione attraverso i social network assumono un ruolo centrale per la realizzazione di importanti progetti.

Planbee.bz è una piattaforma di raccolta fondi messa online da pochi mesi. A contraddistinguere il progetto, tutto italiano, è una dichiarata missione civica ed ecologica. La prima campagna, andata a buon fine con la raccolta di oltre 20 mila euro, ha permesso la riqualificazione del Giardino dei semplici di Firenze, un orto botanico del ‘500 danneggiato dalla tromba d’aria che colpì la città lo scorso anno. Altri due progetti attendono finanziatori: l’ampliamento dei Giardini Dipinti di Firenze, i primi orti sociali italiani situati in pieno centro storico e la creazione di una Olfattoteca, una serra olfattiva per la conoscenza di piante e fiori dedicata in particolar modo ai non vedenti.

Adotta una Zolla di Ecor-NaturaSì

Dall’unione di forze fra Ecor (importante distributore all’ingrosso di prodotti biologici) e NaturaSì (principale catena italiana di supermercati bio) nasce il progetto Adotta una Zolla. Lo scopo, con l’aiuto del web, è sostenere il lavoro dei produttori bio italiani con una vera e propria adozione. Oltre al valore etico dell’operazione, i sostenitori a distanza ricevono dei buoni da spendere nei negozi NaturaSì. Non ci si sporca le mani di terra, ma la qualità dei prodotti è garantita.

Sostenibilità alimentare, attivismo ecologista, salvaguardia del paesaggio ed estetica, socialità e condivisione, queste come abbiamo visto sono le parole chiave che ci guidano verso un rinnovato interesse per la terra, la natura e i suoi ritmi, senza costringerci ad abbandonare le città. Non è un’idea nuova, ma un processo che oggi si arricchisce di innovazione e che, un domani, potrebbe fare la differenza fra un mondo senza futuro e un futuro sostenibile.