La cultura digitale è.. cultura (bufale e dintorni)

Molto spesso voliamo troppo alto.
Mettiamo in atto iniziative per “promuovere la cultura digitale” ma alla fine ci parliamo addosso: insomma, non arriviamo a chi NON usa il “digitale”.

Forse questo succede anche perchè pensiamo alla cultura digitale come a un qualcosa di completamente differente dal concetto di.. cultura.

Cultura s. f. 
L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza (..) 
Dizionario Treccani

Vi faccio un esempio pratico.

Prendiamo, giusto per generalizzare, la generazione di persone che hanno più di 35 anni. Come me.

Se dovessimo trovare un tratto comune nel loro rapporto con i media, quale sarebbe? Facile (forse): ha a che fare con concetti di autenticità delle fonti.

Traduco: fino a pochi anni fa, i (mass) media tradizionali avevano queste caratteristiche:

  • erano pochi, limitati e controllati (nel bene e nel male);
  • venivano considerati — più o meno — autorevoli;
  • non era necessario verificare l’autenticità delle informazioni.

Certo, noi sappiamo tutto su agenda setting, propaganda, ecc.
Ma se una TV diceva: “è morto Totò”, Totò era morto. Punto.

La moltiplicazione di canali e di attori che comunicano ad una massa di persone (io stesso comunico, tu anche) ha messo in crisi questo modello, lo sappiamo.

Qual è il risultato, nel concreto?
Uno strappo culturale che ha portato persone di cultura eccellente,
a pubblicare bufale su internet.

Negli ultimi giorni ho letto post di persone conosciute e stimate,
che diffondevano la notizia della morte (falso) di un personaggio famoso.
Oppure un fatto assolutamente — purtroppo — irreale.

Non è un fatto di età,
ma di (nuova) cultura. 
Non esiste una cultura digitale, 
contrapposta a una “non digitale”.

Esiste invece un concetto di cultura che — come tutte le cose — si trasforma ed è costituito da nuove abilità, fra cui troviamo in particolare due aspetti:

  1. aspetto mentale: capacità di non credere a tutto quello che viene scritto (“l’ho letto su Facebook”);
  2. aspetto tecnico: capacità specifica nell’individuare le fonti, nel valutare il grado di affidabilità, nel cercare la notizia su Google, nel cercare soprattutto una immagine su Google (per smascherarne l’autenticità), ..

Come creare quindi una cultura (digitale) che riesca a coniugare il diritto sacrosanto alla multiplicità delle fonti con la veicolazione di informazioni autentiche?

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