Sul femminile di sindaco, ovvero perché si dice sindaca ma non piloto
Allora, rispieghiamolo per l’ennesima volta.
In Italiano esistono temi in -a (il poeta) che sono maschili e derivano da sostantivi maschili della 1 declinazione latina, a loro volta spesso derivati da temi in -eta della prima declinazione greca, sempre maschili.
Non si può dire poeto, perché poeta è maschile già di suo e non prevede uscite in -o, mai, in nessun modo. Il femminile è poetessa.
Esistono poi in italiano
sostantivi maschili in -a (il camionista, il pilota) che originariamente erano solo maschili, ed oggi, per derivazione secondaria, hanno dato origine a sostantivi femminili omografi, cioè scritti nello stesso modo (il pilota/la pilota).
La pilota, in questo caso, è sempre e comunque sostantivo femminile diverso da quello maschile.
Il suo genere non è legato all’articolo che lo precede, perché l’articolo non determina mai il genere del sostantivo, semmai è il contrario, e non c’entra nulla il “caso”, perché la lingua italiana non ha casi, al contrario delle lingue flessive come latino, greco e tedesco. Per giunta il caso fa parte della sintassi, mentre il genere è parte della morfologia.
Esistono poi i nomi in -o, come sindaco, che al femminile, se si vuole declinarli correttamente, devono formare femminili in -a. Per cui: il sindaco/la sindaca, avvocato/avvocata.
Il presidente/la presidente è un caso diverso: si tratta di un participio presente del verbo presiedere, quindi di per sé già di nascita a due uscite e con tema -e, uguali per maschile e femminile.
I nomi in -e maschili, come infermiere, hanno il femminile di solito in -a (infermiera), per cui assessore dovrebbe fare assessora.
Professore invece ha come femminile professoressa, che però in origine aveva accezione negativa e comica (come presidentessa e avvocatessa) poi persasi nel tempo con l’uso comune, come è successo per dottoressa. Si usa però dottore anche per le donne quando è titolo di studio (dottore di ricerca).
Se decidete di usare “sindaco” rivolto ad una donna, state usando il sostantivo maschile “sindaco” come apposizione del nome. In questo caso non è necessario che l’apposizione concordi con il genere del sostantivo a cui è riferito, e l’articolo concorda in genere numero e caso con il sostantivo che fa da apposizione (Per cui si può correttamente dire “il sindaco Raggi”). Se invece decidete di usare “la sindaca Raggi” usate come apposizione un sostantivo femminile, ovvero sindaca, ma non si può in ogni caso mai dire “la sindaco Raggi”.
Questo è quanto, fatevene una ragione.