Lobby Monitor #15 — Blob

L’ultima settimana ci ha regalato diverse “perle” (ironico) sull’attività dei lobbisti, a seguito dell’apertura della stanza dedicata ai rappresentanti di interesse in vista della sessione di Bilancio a Montecitorio.

La “stanza dei lobbisti” di Montecitorio.

Ecco un blob della settimana, ma per fortuna c’è anche chi la dice e la pensa diversamente.

Corriere della Sera, 29 novembre 2017

Sul Corriere della Sera del 29 novembre 2017 un deputato del gruppo Misto, da anni impegnato nella battaglia per la regolamentazione del lobbying, la chiama, con humour e disincanto, «dark room». (…)

A Montecitorio la stanza dei lobbisti è operativa, controllata a vista da un nugolo di commessi: una gabbia dorata, con divanetti, pc e password «lobb2017», che dovrà contenere l’esuberanza del piccolo esercito di «portatori di interessi»

Un lobbista citato nell’articolo: «Mah, sono venuto a vedere. Ma non credo che questa sala sarà frequentatissima. Chi fa lobbying ad alto livello non ha bisogno di venire qui» (ci mettiamo anche del nostro eh..)

Una deputata del M5S: «Diversi parlamentari sono stati eletti con i soldi dei lobbisti». Eccoli i lobbisti senza patentino, circolano liberamente, ridono e danno pacche sulle spalle ai deputati: ex assistenti e soprattutto ex parlamentari, con libero accesso. Come Italo Bocchino, che lavora per la società di Alfredo Romeo. Un deputato del Movimento 5 Stelle è schifato: «Una volta si è avvicinato uno dei farmaci: l’ho cacciato». Un altro deputato, del PD, racconta: «Ne ho sfiorato uno una volta, di lobbista. Dopo 5 minuti ecco un messaggio su WhatsApp con l’emendamento riscritto».

Per fortuna c’è una deputata del PD: «Vado a incontrare ora uno di Wind. Dicono che il termine di 30 giorni, messo per porre fine alla truffa delle bollette da 28 giorni, non è chiaro. Lo ascolterò, ma gli dirò che, 30 o 31 giorni, si devono pagare 12 mensilità».

La Stampa, 29 novembre 2017

Su La Stampa altre dichiarazioni “curiose” di opinionisti e parlamentari.

La stessa deputata del M5S di cui sopra afferma «Aaaah finalmente quando andrò in bagno non sarò più costretta a fare lo slalom tra i lobbisti accampati fuori dalla commissione Bilancio».

“Non c’è un’aria di grande cambiamento, a sentire i deputati, molti dei quali sono convinti che sta alla coscienza dei singoli parlamentari accettare o meno che le aziende entrino nel lavoro del legislatore”. [n.d.r.: Non è solo convinzione: è semplicemente così].

Un deputato di Sinistra italiana, si ferma a parlare con un signore che lo indossa: «E’ un sindacalista…Mi rifiuto di chiamare lobbisti anche i sindacalisti» dice con il tono di chi non vuole cedere alla foga purista di chi immagina il Palazzo non assediato da interessi privati o di categoria. «Non si possono definire allo stesso modo, con il termine lobbisti, le aziende che cercano i propri tornaconti e i sindacati o i rappresentanti di categoria delle imprese come Confindustria che firmano i contratti collettivi di lavoro».

La Notizia, 29 novembre 2017

Anche La Notizia ha parlato della Sala per i lobbisti di Montecitorio, con particolare focus sui divani in pelle.

Lobbisti “recintati”, “isolati”: questa la maggior innovazione posta dalle nuove norme di Montecitorio secondo un noto rappresentate del M5S famoso per un suo “dagli ai lobbisti” lo scorso anno, nel video del Sole 24 Ore.

Per non parlare poi dei tweet a seguito delle notizie dell’apertura della sala, sui quali ci si può sbizzarrire:

.. e tante altre amenità.

Non solo uscite a vuoto

Per fortuna nella giornata del 28 novembre non ci sono state solo dichiarazioni infelici.

Le interviste a professionisti del settore come Gianluca Comin (Sky TG24), Antonio Iannamorelli (anche lui su Sky TG24), Mariella Palazzolo (su GR1 Rai, ma anche sulla rubrica su Huffington Post #lobbynonolet), Valentina Colucci (Mediaset), e il servizio su Rai2 al TG serale del 28 novembre hanno messo in una luce positiva il lavoro dei lobbisti/rappresentanti di interesse che (senza stancarsi mai di scriverlo) svolgono un ruolo importante nello scambio di informazioni tra società civile e mondo politico/istituzionale.

E da seguire la puntata di Report (Rai 3) lunedì 4 dicembre, con un approfondimento sul registro dei lobbisti di Bruxelles e interventi di esperti italiani del settore. Per fortuna, non solo critici.

Altre notizie dal resto del mondo

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Il Canada ha una nuova commissaria speciale per il lobbying: Nancy Bélanger, ex vicepresidente dell’ufficio, sostituisce l’irlandese Karen E. Shepherd (Newswire.ca)

Più di 6000 lobbisti (seimila, di certo non possono stare tutti nella stessa stanza..) hanno lavorato sulla riforma fiscale USA nel 2017 (The Hill)

Tutte le mosse della potente lobby del cibo americana (Politico)