ON/OFF, Jake La Furia e Luca Sofri, car sharing e socialismo reale, Lacan, decalogo, serie tv.
Un pezzo commissionatomi da Alberto Motta in persona: inizialmente intitolato “Ecco perché ve ne dovete andare tutti affanculo”.
Ehi! Sei anche tu un tipo ON / OFF? Io sì. E sono così in ogni campo della vita: nelle relazioni sentimentali, nel sesso, lo sono stato nell’adolescenza con le droghe, ancora oggi con il divertimento, con il lavoro, con le piccole quotidiane arrabbiature e le piccole quotidiane felicità, con i momenti tristi e quelli allegri. Per me non esiste un bicchiere di vino: esiste una bottiglia di vino da finire, anche solo. Non esiste un rapporto equilibrato con il lavoro: o mi comporto da psicopatico fino a dormire in ufficio o in redazione, oppure perdo mesi della mia vita girando documentari assurdi senza alcun riscontro economico. Ritrovo quel riscontro economico e lo investo in cene, feste a casa mia, casse di Prosecco, il tutto con relativa facilità, solo pochi mesi ancora dopo. Per me non esiste guadagnare il giusto e fare una vita tranquilla. Esiste guadagnare tanto fino alla prossima esplosione.
Se la gente non viene ai concerti, se i cd non li vuole pagare, non è che l’Italia è un Paese di merda, siete voi che fate cagare. Era questa la frase esatta che non mi tornava in mente la sera del 31 ottobre: eravamo io, Alberto Motta, Francesco Tenaglia, Ivan Carozzi e Giorgia Polo al bar picchio di via Melzo. Cercavo di spiegare, non ricordo più bene perché, la mia soglia di sopportazione prossima allo zero per Luca Sofri, il Post, un certo modo di porsi, un fighettismo arricciacazzi o bagnafiche (di sinistra, decisamente, RaiTre di Fazio, jovanottaro del cazzo) che accomuna un arco che va da non saprei dove, ma sicuramente fino ai neuroni buttati nel cesso da tanta gente perbene ad accapigliarsi su Giulia Innocenzi bocciata all’esame di giornalismo. Non so perché mi sia venuto in mente Jake La Furia, ma mi sento in fede di dire che quanto ha ragione, se leggo i dati pubblicati qualche mese fa dall’ottimo Giornalaio:
«Linkiesta», gravata da costi del lavoro insostenibili, continua a perdere 1 milione di euro all’anno [ed al terzo anno siamo dunque in rosso di 3 milioni di euro complessivamente], «Lettera43», pur a fronte di una crescita dei ricavi del 30% rispetto all’anno precedente aumenta le perdite accumulando anche in questo caso 1 milione di euro di rosso in bilancio. «Il Post» di Luca Sofri, ma sempre più di Banzai, quasi raddoppia i ricavi ma aumenta le perdite del 33% raggiungendo un buco di 480mila euro e «Blitz Quotidiano» resta stabile nei ricavi ma all’aumentare dei costi di produzione perde 142mila euro nel 2012. Non sono ancora disponibili i dati di «Affaritaliani» di Angelo Maria Perrino ma si tenga conto che l’utile del 2011 era stato di soli 2.500 euro.
Applicate la rima di Jake La Furia al contesto sopracitato.
Il car sharing di Car2Go a Milano mi appare sempre più come un’eredità deforme del socialismo. Da ragazzo pensavo a soluzioni per la mobilità semplici, auto del popolo, lasciate in strada con le chiavi inserite nel quadro. L’educazione e il senso civico della popolazione avrebbero fatto il resto: nessuno avrebbe osato rubare un’auto del popolo, tutti ne avrebbero avuto somma cura. Quella mia illusione, deformata dal capitale, ha oggi preso forma di una carta di credito, una applicazione e una Smart. Una vittoria non alata, deforme, storpia, cieca e mutilata che purtroppo vedo solo io.
“Più spregevoli sarete, meglio andrà”.
Dieci belle e sciocche cose da veri uomini
Leccare i limoni appena tagliati
Mangiare peperoncino intero scopo inutile prova di forza
Riparare da solo impianto elettrico, prese, cavi
Masturbarsi una volta al giorno
Tutti i miei amici e conoscenti guardano serie tv, io no. Breaking Bad, Game of Thrones, The Wire. So i nomi pur non avendone mai visto un minuto di quelle serie. Le serie sono come i personaggi del primo Grande Fratello: sai che esistono anche se non vuoi. Più volte mi è capitato di chieder loro, ai miei amici “Ma quando le guardate? Dove lo trovate il tempo?”. Prendiamo Breaking Bad per esempio: 5 stagioni, 62 episodi di circa 45 minuti l’uno. Sono 2790 minuti in totale, equivalenti a circa 46 ore. Tutto Game of Thrones equivale a 1650 minuti, ovvero 27 ore. The Wire: 3600 minuti, 60 ore esatte.”Ma guarda che poi quando inizi non riesci a fermarti, il tempo lo trovi”. Io penso sempre a della gente che non scopa, non legge più, non esce più, ma DEVE guardare quelle serie, prigioniera dello schermo come in Videodrome. Epperò lo so, che poi scopano, escono, vivono. Ma allora come fanno? Nessuno è ancora riuscito a darmi una spiegazione valida. Io continuo a chiedermi cosa abbiamo tagliato nelle nostre vite, anzi, cosa abbiano tagliato loro dalle loro vite, per fare spazio alle serie tv. Cosa facevano prima che ora non fanno più?
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