Dall’Osservatore Romano ai social, la Santa sede riorganizza i suoi media. Per raggiungere efficacemente un pubblico localizzato in tutto il mondo, con lingue e percezioni diverse tra loro. La sfida.

http://www.lettera43.it/it/articoli/media/2017/09/13/pure-al-vaticano-serve-la-comunicazione-integrata-per-il-suo-brand/213615/

Il binomio tra Vaticano e comunicazione è inscindibile: non dobbiamo pensare solo alle doti comunicative dei vari pontefici, che variano sulla base delle inclinazioni personali e dello stile del loro magistero, ma anche alle strutture che si occupano di diffondere il messaggio religioso a tutto il mondo.

UNA ISTITUZIONE EX NOVO. Una struttura, quella della comunicazione vaticana, che è al centro di un processo di riforma sotto la guida di monsignor Dario Edoardo Viganò. La segreteria per la comunicazione è stata istituita il 27 giugno 2015 con la Lettera apostolica in forma di Motu proprio “L’attuale contesto comunicativo”: non una mera unione fra dipartimenti preesistenti, ma “una istituzione ex novo”, come ha ricordato lo stesso papa Francesco in un discorso all’Assemblea plenaria della segreteria nel maggio 2017.

«UN PO’ DI VIOLENZA BUONA». Con un’inaspettata definizione delle componenti essenziali per la buona riuscita di un processo di riorganizzazione: «Riforma è dare nuova forma alle cose, organizzarle in altro modo, si deve fare con intelligenza, con mitezza, ma anche, permettetemi la parola, con un po’ di violenza buona».

L’impegnativo e appassionante progetto di evoluzione, che riguarda i principali mezzi della Santa sede (dallo storico quotidiano L’Osservatore Romano alla Radio Vaticana, passando ovviamente per i canali social ufficiali), è stato al centro di un dibattito ospitato il 4 settembre alla Luiss Guido Carli di Roma.

FOCUS SULLE NUOVE AUDIENCE. Monsignor Viganò ha infatti deciso di coinvolgere il Centro X.Ite dell’ateneo (diretto da Michele Costabile) per la ricerca “Comunicazione e tecnologia: modelli e casi di intermedialità dinamica”, coordinata dai docenti Simona Romani e Paolo Peverini. Lo studio è volto ad approfondire gli aspetti più rilevanti del processo di riforma in corso, con un focus particolare sull’identificazione delle nuove audience, l’impatto delle nuove tecnologie su produzione e distribuzione dei contenuti e l’integrazione della comunicazione.

PIÙ DI UNA RAZIONALIZZAZIONE. Il concetto di “comunicazione integrata” viene spesso citato senza però indagare davvero sul perché sia diventato così cruciale per ogni professionista. Integrare, come nel caso del percorso intrapreso dalla Segreteria per la comunicazione del Vaticano, è molto di più di una semplice razionalizzazione delle funzioni per fusione o ridenominazione.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.