La mente attiva

Trasformare la mente sembra una cosa a dir poco estenuante, a dirla tutta impossibile. Eppure lo abbiamo già fatto nelle nostre vite, chi più, chi meno. Se pensate ai momenti cruciali nella vostra vita, di grande cambiamento interiore, potrete riconoscere che, qualsiasi mutamento sia avvenuto, è partito dal fatto che avete messo in discussione qualcosa dentro di voi: certezze, ideologie, relazioni, modi di pensare.

Questo stato di fermento è dato dallo scetticismo, quando viene puntato all’interno; siamo soliti farlo esternamente (almeno si spera). Dentro, purtroppo, lo facciamo poco e, quando accade, pensiamo il cambiamento sia avvenuto da sè, non vediamo con chiarezza cosa lo abbia reso possibile. Una volta compreso che quella fase non è stata casuale e vediamo l’efficacia dello strumento che l’ha resa possibile, possiamo decidere di utilizzarlo più spesso, oppure, idealmente, di usarlo sempre.

Chi mette in discussione l’esterno spesso viene chiamato consapevole, in realtà è solo critico. Ben vengano menti critiche e attive, s’intenda, se manca la critica esterna non possiamo sperare in un movimento più profondo. La consapevolezza è proprio il passo successivo, è un faro puntato all’interno, un’osservazione delle dinamiche dei nostri pensieri. Le due non si escludono, anzi si corroborano a vicenda.

La consapevolezza ci libera dai nostri pregiudizi e dai nostri punti fermi. La libertà ottenuta ci rende più attivi, intelligenti, creativi e pieni di energia.

Quando siamo cambiati abbiamo fatto questo: siamo stati consapevoli (dieci anni fa, per esempio) per un periodo di settimane o pochi mesi e poi, per un intero decennio, abbiamo avuto una mente assopita. E’ molto facile, in un periodo così lungo, il ricrearsi di nuove certezze e modi di pensare stagnanti, la creatività ci abbandona, ripetiamo vecchi schemi. Questo non può trasformare la mente, ma solo modificarla superficialmente.

Ci attacchiamo al passato, a ciò che abbiamo letto, visto e capito della vita e poi buonanotte a tutti. Seppure la validità delle comprensioni fosse incontrovertibile, fermarsi vuol dire spegnere la mente.

Se, invece, non solo accendiamo, ma teniamo acceso questo faro, dentro di noi, e mettiamo in discussione ciò che vediamo continuamente, allora trasformare la mente non solo è possibile e facile, ma è un’attività che riserva molte sorprese, una quantità inesauribile d’energia e una passione creativa fertile.

Allora una trasformazione della qualità della mente è possibile, utile e incredibilmente pratica nella quotidianità. E’ l’attività del cervello ad essere speciale e non il cervello in questione. Chi ha una mente attiva non è speciale, ma fa qualcosa di speciale. Quel qualcosa lo possiamo fare tutti.

germana di paolo

(CC-BY-ND)

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