Se il Capo dello Stato si piega agli Stati Uniti

Forse il titolo è un po’ un’esagerazione, ma credo sia opportuno sottolineare come, nel corso del tempo, l’Italia sia stata protagonista di numerosi episodi che avrebbero dovuto minare i rapporti tra il nostro paese e gli USA; uso il condizionale perché ciò non è affatto avvenuto. L’Italia numerose volte non si è imposta per favorire i propri interessi o ciò che riteneva giusto.

Possiamo prendere due esempi relativamente recenti: la strage del Cermis e il caso Abu Omar.

Il primo riguarda un aereo americano con a bordo due membri dell’USAF che nel 1998 tranciò i cavi di una funivia uccidendo le 20 persone che erano a bordo. L’equipaggio fu processato negli Stati Uniti e assolto dalle accuse di omicidio.

Il secondo invece riguarda il rapimento di un Imam su suolo italiano da parte di agenti della CIA, con probabile compiacenza (se non vera e propria assistenza) dei servizi segreti italiani. Questo episodio va ad inserirsi nel più ampio contesto della pratica delle extraordinary rendition, rapimenti in territorio straniero da parte di agenti americani di sospetti terroristi, che vengono portati in paesi terzi per essere interrogati con metodi più o meno ortodossi.

Si sa, gli Stati Uniti, quando si tratta di azioni militari raramente agiscono in un contesto legale chiaro e definito, ma ci si aspetterebbe che questo non avvenisse anche con i propri alleati.

Tuttavia, perché tirare fuori questioni vecchie di decenni? Semplice, il nostro Capo dello Stato ha concesso una riduzione della pena a uno degli agenti della CIA coinvolti nel rapimento di Abu Omar, come fatto anche precedentemente dallo stesso Mattarella e da Napolitano nei confronti di altri agenti coinvolti nel caso.

Ritengo che in nessuno stato che rispetti se stesso, la propria indipendenza, potrebbe avvenire qualcosa di simile.

Qualcuno crede sarebbe possibile qualcosa di simile in Francia? La risposta è semplice: no. I francesi tengono incredibilmente al rispetto delle prerogative del loro stato, cosa che non si potrebbe dire degli italiani e così gli Stati Uniti (e perché non qualsiasi altro paese a questo punto?) si sente legittimato a fare ciò che vuole sul nostro territorio, o anche nel nostro spazio aereo, come per quanto avvenuto nella strage di Ustica. L’aeronautica in quell’occasione è arrivata a negare le stesse funzioni e prerogative per cui è nata consentendo a aerei stranieri, che fossero americani, francesi o libici, di scorrazzare liberamente nei cieli della nostra penisola e questo ha portato all’abbattimento accidentale di un aereo di linea e la morte di 81 persone.

Unico evento in cui l’Italia si discostò da questa sottomissione agli USA fu il dirottamento dell’Achille Lauro: dei terroristi islamici avevano dirottato una nave da crociera italiana, l’Achille Lauro per l’appunto, e ucciso un ebreo di nazionalità americana presente a bordo, dopo varie vicissitudini i terroristi raggiunsero l’Italia, in particolar modo la base aerea di Sigonella, dove operavano e operano tuttora gli americani. L’allora Presidente del Consiglio Craxi ordinò ai carabinieri di circondare l’aereo e difenderlo dai militari americani, che invece volevano prenderne il controllo, successivamente altri carabinieri giunsero in aiuto e i terroristi furono presi in consegna dalle autorità italiane.

Credo che d’ora in avanti dovremmo prendere ad esempio quest’ultimo episodio, cercando di ritrovare il rispetto per il nostro paese che è mancato dal secondo dopoguerra a oggi se vogliamo che gli altri paesi ci rispettino veramente.