OK GO, una band virale.

E’ da poco stato pubblicato il nuovo videoclip della band Ok Go realizzato a gravità zero. Cosa? Si. A gravità zero. Nello spazio? Non esattamente. A bordo di una aereo in grado di salire e scendere a tale velocità da lasciare una piccola finestra (circa 27 secondi) nella quale lasciare i suoi passeggeri (la band e la troupe) in assenza di gravità. Il video è fantastico e merita la visione immediata (nel caso non sia già finito svariate volte nel vostro feed).

Particolare da non sottovalutare a livello di comunicazione (e a livello di equilibrio tra le mega corporation social) il video è stato lanciato l’11 febbraio su Facebook (nativamente) ottenendo 45 milioni views e successivamente su Youtube fermandosi alla misera cifra di 225k views (dall’account ufficiale).

Ma se girare un video in assenza di gravità vi sembra folle allora è meglio fare un piccolo ripasso sugli Ok Go. Perchè di follie è fatta la loro musica.

1998–2002 — Get over it

La band viene fondata nel 1998 dall’incontro tra Damian Kulash e il bassista Tim Nordwind. Dopo il primo album OK GO del 2002 le cose sembrano cominciare ad andare per il meglio. Il singolo Get Over It entra in classifica e la band viene ospitata a Top of the pops. L’animo virale però è ancora assente. Il video di Get over it è ancora vecchia scuola, abbastanza poco originale e omologato al videoclip stile MTV. Malgrado questo trova comunque i suoi estimatori viene nominato “Best video” dalla rivista Q Magazine. Nel frattempo il singolo entra a far parte della colonna sonora di “Triple play 2003” e Madden NFL entrambi prodotti da EA SPORTS.

2005 — A million ways

Il secondo album dal titolo Oh NO! viene registrato in Svezia a Malmoe. E’ ancora una volta un singolo (A million ways) a spingere la band verso il successo. Stanco dei solito videoclip, Damian preferisce fare qualcosa di più “raw”. La sorella di Trish Sie prepara una coreografia e il gruppo realizza un video semi-amatoriale nel cortile di casa. Il video è un successo e viene scaricato da oltre 9 milioni di persone. La band comincia a diventare molto ricercata per le sue doti coreografiche (e per la musica naturalmente) e si esibisce anche nel celebre show USA MADTV (la nemesi del SNL)

2006 — Here it goes again

A questo punto la band decide di battere il ferro finchè è caldo e l’anno successivo realizza un video per l’altro singolo dell’album “Oh No”, “Here it goes again”. Questa volta decidono però di alzare il coefficiente di difficoltà. La coreografa ufficiale è sempre la sorella di Damian, la location però si trasferisce in un open space pieno di tapirulan. Il video viene messo su Youtube dove diventa istantaneamente un cult raccogliendo la bellezza di 52 milioni di views (il video è stato poi tolto dal canale ufficiale, ad oggi il nuovo upload è oltre i 30 milioni)

Le parodie si sprecano, anche i Simpsons ne fanno uso, ma il mio spoof preferito rimane quella del duo Nobody’s Watching

Qualcuno dubita della loro capacità, ma gli Ok Go, senza paura si esibiscono live agli MTV Music Award

Trish Sie viene premiata con un Grammy Award come “Best Shor-form Music Video” e la canzone Here it goes again finisce praticamente in qualsiasi videogioco dell’epoca (Rock Band, Guitar Hero 5 and SSX on Tour)

2010 — This Too shall Pass

Arriva il terzo album e malgrado il successo Damian e compagni non vogliono smettere di stupire. Il loro formato è oramai chiaro. Canzone orecchiabile, una coreografia impeccabile, centinaia di comparse, costumi strani e un unico piano sequenza.

Nel 2010 esce il singolo This Too Shall Pass e gli OK GO realizzano il video che potete vedere qua sotto.

Non paghi, pensano di girare una seconda versione del video, per l’occasione denominata: Rube Goldberg Machine version. Cos’è una Rube Golberg Machine? Una macchina in grado di portare a termine task molto semplici in un modo alquanto difficile. Vi ricordate la scena iniziale di Ritorno al Futuro? Il piano sequenza segue una di queste macchine servire del cibo scadente al povero Einstein (Dai questa volta la citazione a Ritorno al futuro ci stava, una delle poche volte…). Gli Ok Go affascinati da questo meccanismo realizzano un piano sequenza in cui il pezzo viene eseguito in corrispondenza di un complicato meccanismo di leve e carrucole. Il video sembra un “one shot”, ma ho i miei dubbi. (guardate quando la pallina entra nel piccolo teatro, li c’è puzza di taglio).

Il passo successivo è Needing Getting, dove più di mille strumenti vengono suonati per circa due miglia in una zona desertica fuori Los Angeles. No non avete capito male. Gli strumenti sono infatti stati messi lungo un tragitto di due miglia e l’auto passando “suona” il pattern abilmente precostituito. Beh bando alle ciance. Ecco il video (girato in partership con Chevrolet)

Per il video successivo la Band decide di rallentare, ma solo in fase di registrazione (l’intera clip viene girata a ralenti per poi essere velocizzata in fase di montaggio).

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