Quella volta in cui ho parlato con una margherita fluttuante.

Ok. Questa è una di quelle cose che devi per forza raccontare a qualcuno. Premetto subito che non mi drogo, perlomeno non ho preso alcun tipo di allucinogeno prima di scrivere questo pezzo. Parliamo di tecnologia. Nel particolare di VR. Virtual Reality. Esatto quella cosa che quando ero piccolo (classe 1981) sembrava a un passo dalla sua realizzazione e che invece è sfociata in Piero Angela che saltellava all’interno di un corpo umano.

Qualche tempo fa ho acquistato un Gear VR. Si tratta di un accessorio esclusivo sviluppato da Samsung in collaborazione con Oculus (quella società che lanciato il suo progetto su Kickstarter ha poi venduto tutte le sue expertise a Facebook, la quale ieri ha annunciato di essere al lavoro sul teletrasporto. Ripeto non sto prendendo droghe è tutto vero). Di base è un casco molto simile a Oculus Rift, ma portatile e in grado di funzionare solo in sinergia con un modello della Samsung (per la precisione i modelli sono due, Samsung Galaxy Note 4 e Galaxy S6, quello che sto provando io). Il vantaggio di questa versione sviluppata dalla mega corporation coreana è che non ha bisogno di un pc ultra performante per funzionare e soprattutto non necessita di alcun filo (uno dei downside più impellenti della sua controparte originale).

Ora arrivo alla margherita, abbiate pazienza. Ebbene ho acquistato l’oggetto in parte anche spinto dalla recente lettura di un libro in cui la VR è il centro focale: Ready Player One di Ernest Cline. Non farò alcuno spoiler, limitandomi a dire che è un libro da leggere, soprattutto per chi, come me, ha un problema a lasciar andare gli anni 80. Per contestualizzare aggiungo anche che nel libro l’umanità vive in una sorta di grande universo virtuale chiamato Oasis (una sorta di Facebook, più precisamente il suo erede visto che nel racconto si dice che il social di Mr Z. è stato acquistato da Oasis). Le persone preferiscono questo mondo virtuale a quello vero perchè quest’ultimo è diventato invivibile (Global Warming anyone?). Il mondo virtuale non è solo migliore di quello reale ma di gran lunga più esteso (e personalizzato secondo il gusto degli utenti). Sta per arrivare la margherita. In questo mondo le persone comunicano solo attraverso degli avatar che sostituiscono il proprio corpo assente nella VR. In Oasis si può essere qualsiasi cosa. Un robot, il proprio eroe dei fumetti, un samurai e perchè no, un enorme margherita fluttuante. Ci sono quasi.

Oggi mi sono “ricollegato” con il mio Gear VR perchè era un po’ che non lo utilizzavo e volevo vedere se qualcosa era cambiato, per meglio dire, aggiornato. C’era in effetti qualcosa di nuovo. Si chiama “Oculus Social Alpha”. Immediatamente effettuo il download. Il maledetto casco tende ad appannarsi e sono costretto a sfilarlo ogni tanto. In teoria c’è una mini ventola ma con il telefono scarico probabilmente non funziona correttamente. Non appena aperto c’è un problema. Devo aggiornare un altro paio di applicazioni prima di cominciare. Effettuo l’update. Mi trovo in una specie di Penthouse con una piscina e un panorama indefinito. Mi guardo un po’ intorno fino a quando davanti a me compare un menu con delle “stanze” un po’ come capita quando si entra in una lobby di un MMPORG (un gioco di ruolo online per chi non mastica il dizionario nerd/italiano/nerd). Le stanze sono tutte vuote. Alcune hanno il logo di Vimeo altre quello di Twitch (lo youtube dei video-gameplay per semplificare). Dirigo il mio sguardo verso l’unica stanza “viva” (il gear vr ha un sistema di puntamento con un mirino al centro dello schermo, quello è il nostro “cursore”, basta premere sul lato del casco per interagire. Il track pad è anche touch ed è possibile sfogliare i contenuti come fosse un touchscreen). Sono finalmente dentro. Mi trovo davanti un enorme telefono piantato in una foresta di funghi giganti. Sullo schermo sta andando a volume ribassato un video di una ragazza che sta costruendo una sorta di miniatura. Forse qualcosa riferito a World Of Warcraft, ma non sono sicuro. Accanto allo schermo c’è una chat che scorre, con tutti i commenti degli altri utenti che stanno guardando il video. A questo punto sento una voce.

  • Hey Humo Risk, hi…

Rimango in silenzio. Humor Risk è il mio Nick name. Ma nessuno di solito mi chiama in questo modo perchè raramente lo utilizzo in contesti “vocali”. Qualcuno mi sta chiamando. Continuo a guardare lo schermo. Forse è una chat vocale. Prendo coraggio.

  • Hi…
  • This way man!

Improvvisamente mi viene in mente che mi trovo in un contesto Virtuale. Lo spazio intorno a me è esplorabile a 360 gradi. Lentamente volgo lo sguardo alla mia sinistra. C’è una margherita sorridente. Sta fluttuando nell’aria.

  • What’s up man?
  • a……
  • What?

Sto parlando con una margherita fluttuante in un’enorme cinema ornato di giganteschi funghi colorati davanti un mega telefono (brandizzato indovinate come?). Va tutto bene Giacomo. E’ solo una dannata chat room. Solo un po’ più surreale del solito.

  • Good, Man, I’m sorry, it’s just that…I saw there was a new update and…(continuo in italiano) e mi sono detto, voglio vedere di che si tratta!

La margherita ride fragorosamente. Nel frattempo mi accorgo che dietro di “lei” c’è una testa cubettosa in stile minecraft. E’ anch’essa girata verso di me. Sta ridendo. Riesco a capirlo perchè ogni volta che ride delle mini onde sonore compaiono sotto la sua bocca.

  • Si lo so amico. Anche io. Ieri stavo qui a guardare un po’ di roba e sono stato letteralmente spedito fuori di qui. C’era solo un messaggio che diceva “DEVI FARE L’UPDATE!”

Ride fragorosamente. Rido anche io. Il tipo ha un tono del tipo “hey dude” un po’ sbiascicato, probabilmente si è fatto qualche canna. O forse parla solo molto lentamente ma propenderei più per la prima ipotesi. Conversiamo del più e del meno. E’ incredibile ma in pochi secondi mi sono abituato alla situazione. Voglio dire, non mi sono abituato a parlare con delle margherite fluttuanti, ma non mi sento più strano, e soprattutto non ho quel tipo di imbarazzo che avrei se mi trovassi dentro una stanza con 3 sconosciuti, di cui uno indossa un costume da sorridente margherita. Mi ritrovo ad ascoltare un tipo di cui non sono nulla (scusate, non ricordo neanche il suo nick, ma capitemi, per me era una margherita fluttuante) quando a un certo punto un teschio compare dietro la margherita (lo so, se volete fermarvi e prendere fiato, guardare fuori dalla finestra, potete farlo). Sto guardando la margherita ma la mia attenzione è focalizzata sul teschio. Spontaneamente mi viene da fare un saluto al nuovo arrivato.

  • Ehilà!

La margherita, che stava parlando si ferma. Mi guarda.

  • What…mi hai chiesto quanti anni ho? (lost in translation..)
  • Eh…no..io..no, ecco veramente c’è un tipo…si insomma..un tipo dietro di te. E’ apparso ora.
  • oh…hey amico. Pensavo fossi andato per sempre!
  • No. No ci sono (ride).
  • Questo posto è una ficata (la testa minecraft)

Rido. Ridiamo tutti. Sembriamo Beavis and Butthead. A un certo punto margherita chiede di cambiare video. Tutti insieme facciamo si con la testa (o meglio con il nostro avatar). Testa di Minecraft si prodiga nel cambiare canale. Ora siamo davanti a una specie di canale di auto. C’è una strada. Siamo all’interno di un auto in soggettiva. Non è un videogioco però. E’ reale. I ragazzi (non so le loro età ma mi è parso di capire che hanno intorno ai 25 anni) commentano. Nel sottopancia c’è scritto “6–7 novembre”. Margherita prende la parola.

  • Oh…deve essere un video di qualche giorno fa…
  • Cosa?
  • Si…qualche giorno fa…
  • No..voglio dire…che dici amico…
  • Si…ehm

Prendo la parola.

  • Eh, no. Oggi è il 5 (passata la mezzanotte)…
  • Oh…(silenzio)…ahahaha, dovete sapere che si insomma, sono stato qui dentro un sacco di tempo…molto tempo…vengo dal futuro amici!

Tutti ridono, me compreso. Testa di Minecraft prende la parola.

  • Beh si perchè siamo come in Inception, un minuto qui dentro sono ore nel mondo reale!
  • Eh già!

Ridono di nuovo. Mi guardo intorno. Sto completamente flippando. Mi viene da ridere, e non so perchè. Guardo i miei “amici” che continuano a chiacchierare. Per sbaglio premo un pulsante e vengo espulso dalla chat. Repentinamente rientro. Di nuovo vedo i miei compagni di avventura. C’è silenzio. Nessuno parla. Per un secondo margherita fluttuante si gira verso di me. Ma rimane in silenzio. Guardo il nickname sopra la sua testa. Non ricordo. Forse. Forse non è lui. Forse ho sbagliato chat-room. Nella fretta devo aver sbagliato stanza. Nessuno parla. Mi adatto anche io a quello strano silenzio virtuale. Sullo sfondo una ragazza dai capelli rosa sta giocando a qualche assurdo gioco di ruolo. Lentamente mi guardo intorno. Premo il pulsante di uscita. La batteria si sta scaricando. Sono fuori. Back to reality. Mi guardo intorno.

  • Devo scrivere. Devo raccontare a qualcuno di quella volta in cui ho parlato con una margherita fluttuante.

Allego qui sotto alcune foto delle stanze virtuali. Così almeno posso provarvi di non essere pazzo. Credo.