Discorso di fine anno, 2015

Carissimi italiani, italiane, nobili, conti e contesse, padroni e servi della gleba, è terminato l’anno 2015 dopo la nascita di Berl.. pardon, di Cristo. E’ stato un anno complicato sotto molti punti di vista: un anno in cui si è corso dal primo gennaio fino al trentun dicembre per ottenere sempre il massimo, da se stessi e dagli altri; un anno in cui noi italiani ci siamo resi conto di quanto (poco) contiamo a livello mondiale. Nell’anno di Expo, l’italia mette in mostra le sue bellezze al mondo, e per questo manda in missione diplomatica Matteo Renzi e soprattutto sua moglie Agnese, per la quale giunge voce che la seconda guerra di Troia sia scampata per un soffio.

Il 2015 è stato l’anno del presidente Mattarella: il vostro illustrissimo sottoscritto che sta tenendo quest’inutile discorso era là sotto, al quirinale, nel momento della proclamazione, a prendere la pioggia insieme alla sua di allor fidanzata che probabilmente ha cominciato ad odiarlo proprio da quel giorno. Ebbene, quella è stata l’unica manifestazione pubblica che si ricordi di questo presidente della Repubblica silenzioso, che stasera verrà riesumato dalla bara in cui si trova per raccontare una storia di speranza e di felicità a tutti gli italiani. Non credetegli! Parla con la voce del nostro illustrissimo premier Matteo Renzi, che nelle sue mirabili imprese e capacità sovrannaturali ci ha detto di essere riuscito ad aggiungere, per quest’anno che verrà, addirittura un giorno in più a Febbraio. Incredibile!

Cari italiani, care italiane, Renzi è il perfetto prodotto del nostro paese e del nostro tempo: un paese che per vent’anni ha idolatrato / odiato Berlusconi, e che ora si ritrova la versione sinistrorsa (?) dello stesso Berlusconi, al quale, al di là di ogni considerazione politica, bisogna dare il merito di aver saputo unire e rappresentare un Paese molto più di un Mondiale di Calcio: perché di Grosso e Materazzi campioni del mondo non se ne ricorderà nessuno, ma di un Silvio che fa le corna a Bush ce ne ricorderemo ( e ce lo ricorderanno ) a vita.

Un breve pensiero verso la persona dell’anno, secondo il Time: Angela Merkel. L’anno scorso, se non ricordo male, furono gli Ebola fighters, i dottori che rischiavano la propria vita per salvare le persone. La Merkel, invece, rischia la vita dei Greci per salvare la propria. In pratica, la stessa cosa.

Ma basta parlare di cose superflue! Parliamo alle cose serie. Belen è single! SINGLE. Capite? Italiani single di tutto il mondo, unitevi ( compresi i due pirla della pubblicità, ovviamente ). Belen è di nuovo single! A voi cosa interessa di non avere un lavoro, un tetto dove dormire, un pasto caldo alla sera! Belen è di nuovo single!

Altra cosa seria. Quest’anno è uscito l’iPhone 6S! Il miglior iPhone di sempre! Fatemi un favore: anche se ora che avrò finito questo discorso saranno già uscite altre dodici versioni, supponiamo per un momento che l’iPhone 6S sia ancora l’ultima versione di questo entusiasmante, corroborante, paleogenetico telefono. A voi cosa interessa di non avere un lavoro, un tetto dove dormire, un pasto caldo alla sera! L’importante è avere un iPhone 6S in tasca per poter guardare le foto di Belen Rodriguez che, ve lo ricordo, è di nuovo single!

Passiamo per un attimo a livello personale: il 2015 è stato un anno intenso. Un anno in cui mi sono rimesso in gioco: lavorativamente, sentimentalmente, sportivamente. Un anno in cui ho abbandonato la bicicletta per la corsa, perdendo quell’abbondante quantità di chili che le altrettanto abbondanti pastasciutte di Moriondo e le pizze di Spontini hanno contribuito a farmi prendere. Un anno in cui avevo pochissimi obiettivi: dimagrire, arrivare ad un buon livello di forma, imparare un po’ di Javascript, fare qualche progetto personale, e leggere più o meno un libro a settimana.

Dimagrire: check. 
Buon livello di forma: check. 
Un po’ di Javascript: check. Progetti: Subcino, Xmas, MailSafest e i germi dei prossimi progetti, check. 
Se per 40 libri su 53 settimane si può considerare più o meno un libro a settimana, check.

Posso dire di avercela fatta. A che costo? Qualche relazione sociale, probabilmente. Ho sicuramente mancato molti doveri di amico, di fidanzato, di figlio. Per l’anno prossimo, migliorerò: è uno dei miei obiettivi.

Infine, ho anche guadagnato la consapevolezza che alcune persone non fossero meritevoli di essere mie amiche / conoscenti; a loro dico: Mi dispiace di avervi annoiato con la mia esistenza
Ma, come ho detto a qualcuno, ci vogliono anche queste persone; sono uno stimolo a voler fare sempre meglio: meglio di loro, sicuramente, ma soprattutto meglio di se stessi
Perché non sono felice se loro sono tristi, ma sono felice sapendo cosa si sono persi.

Buon 2016, miei cari!

Alessandro “Giacomo Leopardi” Piana

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