Il micromondo

mcdonalds_aeroporto
foto: Mark Ehr

L’Economist dal 1986 pubblica annualmente un indice che valuta il potere d’acquisto in differenti paesi usando come parametro il Big Mac. McDonald’s come strumento economico, ma scopriamo oggi anche come grande normalizzatore sociale di pranzi in aeroporto:

And so, McDonald’s is the great equalizer among us. We are all the same at the airport, no matter what boarding group you’re in. You can eat McDonald’s for any meal of the day at any time of the day. They have more options than you can even dream of. I’m never happier than when I’m eating two hash browns and drinking an iced coffee the size of my torso. This is a portable food. It takes less than a minute to get. When you are eating at an airport, you are eating simply for fuel. You need a quick, carb-heavy meal that is going to knock you out on a flight. You do not need a frittata. McDonald’s is not a meal for all the time and always, but McDonald’s is a hundred percent for airports, the giant hallways of America.

Diciamola tutta: peggiore dei pranzi in aeroporto ci sono solo quelli in autogrill. La maggior parte della gente è d’accordo con questa affermazione, se non fosse che c’è anche chi si trova a proprio agio a mangiare in autogrill, o all’aeroporto. A proprio agio non tanto con il cibo, quanto con il luogo. Esiste una categoria di persone che considera gli autogrill e gli aeroporti come dei luoghi confortevoli e adora passare del tempo in essi. Per una sosta lungo l’autostrada durante la traversata italica di mezz’agosto o per l’attesa di una coincidenza di ritorno dalla vacanza in Thailandia. Io quando viaggio in macchina o devo prendere un aereo odio fare soste, soprattutto quando queste comportano il dover mangiare qualcosa. In autogrill l’offerta è più scarsa sia dal punto di vista della quantità che della qualità; al contrario, gli aeroporti mostrano una più ampia offerta alla quale non corrisponde quasi mai una qualità dignitosa e l’unica cosa che c’è di straordinario è il prezzo. Però sia negli autogrill che negli aeroporti, in certe ore, non si trova un posto libero.

Non dico che autogrill e aeroporti siano la stessa cosa. Dico solo che non c’è molta differenza tra chi sfoglia gli espositori delle audiocassette con la copertina scolorita che ancora si trovano in certi nostri autogrill e chi passa al setaccio qualunque prodotto venduto in un Duty Free convinto di stare per fare l’affare del secolo. E poi torna a casa con scatole di Toblerone e mignon di liquore da regalare alla zia e allo zio.


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