Serena come Alì e Jordan? Per me sì.

Serena Williams vince gli Australian Open 2017

L’ex tennista Andy Roddick, di cui ho avuto il piacere di vedere l’ultima partita della carriera nel 2012 agli Us Open, nei giorni scorsi ha rilasciato un’intervista interessante.

L’ultima partita della carriera di Andy Roddick — Us Open 2012

In particolare ha detto che Serena Williams dovrebbe essere considerata tra i migliori sportivi di ogni tempo. Si sportivi, al pari di Alì o Michael Jordan, chiarendo che è fin troppo riduttivo considerarla solo la migliore tennista ogni epoca.

Al di là delle solite battute becere e sessiste, fortunatamente sempre in minoranza, in Rete si aperto un dibattito interessante, anche perché ogni volta si sfiora il concetto di G.O.A.T. (Greatest Of all Time, il più grande di sempre) nello sport, si accendono sempre gli animi dei tifosi e soprattutto di generazioni contrapposte: è più forte Pelè o Maradona? Il miglior tennista è Rod Lever, Pete Sampras o Roger Federer? Chi ha emozionato di più, Ayrton Senna o Gilles Villeneuve?

A ben guardare è Serena stessa che ha aperto questo dibattito a Wimbledon 2016, quando le venne chiesto cosa ne pensava di essere considerata una delle più grandi atlete di ogni tempo, lei rispose chiaramente

I prefer the word, ‘one of the greatest athletes’ of all time”.

Concetto che è stato rilanciato da Nike, il suo sponsor, in questo bellissimo video dopo la vittoria agli Australian Open

Cosa ne penso? Sono assolutamente d’accordo con Roddick e con Serena e vi spiego perché.

Negli ultimi anni sono stati fatti diversi sondaggi: a persone di ogni età e in ogni angolo del pianeta è stata posta una domanda in diverse forme “Chi è il primo sportivo che ti viene in mente?” o “Chi è stato il più grande sportivo di ogni epoca?” e così via.

Incrociando i dati, alla fine ne esce un ristrettissimo Gotha composto da Pelè, Muhammad Alì, Roger Federer e Michael Jordan ai quali si aggiungono Ayrton Senna, Valentino Rossi e pochi altri. Sportivi conosciuti dall’Amazzonia alla Groenlandia, dai nonni e dai nipoti.

Allungando la lista compaiono altri calciatori, come Maradona, Messi e Ronaldo. Ma quel cerchio magico è piccolo e notate come comprenda un solo rappresentante per ogni sport, perché le persone ricordano soprattutto chi ha dato una dimensione totalmente nuova a quella disciplina.

Se, e sottolineo SE, seguiamo questo ragionamento, Serena Williams non ci sta o, meglio, se ci sta lei, ci dovrebbe stare anche Steffi Graf nel tennis come altre atlete di altri sport.

Invece da mental coach e da professionista della comunicazione voglio seguire un altro ragionamento ponendo un’altra domanda “Che impatto ha Serena Williams sulle persone e soprattutto sui giovani?” Enorme. Potente. Pazzesco.

E non mi riferisco all’impatto numerico dei social, che comunque tra Facebook, Twitter e Instagram fa 18 milioni di fan.

Serena ci mette sempre la faccia, Serena prende posizioni anche scomode, Serena è un modello seguito anche da chi non è appassionato di tennis o da chi tifa per una sua avversaria. Serena si racconta quando perde esattamente come quando vince, la conosciamo al di fuori del campo come dentro. Serena è perfetta? Assolutamente no. Ad un modello non è richiesto di essere perfetto, è richiesto di essere chiaro.

E questa posizione gliela riconoscono già tutti gli altri sportivi, come Kobe Bryant ad esempio qui

O come Michael Jordan stesso che le ha fatto un regalo dopo la vittoria ai recenti Australian Open.

E come Serena, ci dovremmo mettere anche Lindsey Vonn, sciatrice che molto probabilmente batterà anche lei ogni record possibile di vittorie. Lindsey ha avuto negli ultimi quattro anni infortuni che avrebbero messo a tappeto la maggior parte degli atleti, anche “campioni”, ma che invece sono diventati la sua piattaforma di grandezza.

Lei come Serena è una leader, una motivatrice, un esempio per tanti.

Ecco perché Roddick ha ragione, ecco perché per me ci devono stare entrambe in quella classifica e ecco perché credo dovremmo rivedere ampiamente le modalità di queste classifiche.

Al di là della fama, anche momentanea ad esempio di qualche calciatore, dobbiamo andare a vedere quanto uno sportivo incida nel suo sport e nelle persone, quanto uno sportivo sia in grado di creare una “coda lunga” di cambiamento.

Serena, Lindsey, grazie.