Fenomenologia del guru della rete

Ovvero di come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (cit.)

Una tranquilla domenica mattina di Febbraio, una di quelle mattine con tempo grigio, da brunch e quotidiano e chiacchiere, è stata sconvolta da una notizia bomba.

La più famosa fashion blogger italiana, ed una delle dieci più importanti al mondo, ha fatto la bulla ad Harvard ma, siccome è bionda e quindi di default scema, ha postato una sua foto con un cappello da cowboy e fingendo di leggere un libro che risultava capovolto. Prontamente la notizia viene ripresa dall’elite culturale della rete che mette questa losca figura alla berlina. Che cavolo, è bionda, si occupa di moda e vuole rappresentare il nostro paese all’estero. Shame on her.

La bionda, che evidentemente a rompere alcuni schemi prefissati si diverte molto, era ad Harvard perché invitata da quegli sprovveduti di americani a raccontare la sua carriera, il suo modello di business e a farne un caso di studio insieme ad un altro paio di mezze figure del fashion system. Ora è indubbio che Harvard non può competere con i nostrani atenei, nei quali i guru imperversano sette giorni su sette, così com’è indubbio che il mondo della moda sia tutta una straordinaria messa in scena per poveri sciocchi frivoli.

Ma, perché c’è sempre un ma, un colpo di scena era in agguato. Una cosa che nemmeno Agatha Christie dei giorni migliori avrebbe saputo prevedere.

Il libro non era al contrario. Ebbene si, il codice a barre non era quello dell’editore ma quello della catalogazione della libreria di Harvard, codice posizionato sul frontespizio del libro.

Tralasciamo il vezzo italico di essere invidiosi di chi ha successo invece di ammirarne le capacità e di prendere esempio e concentriamoci sulla sostanza. Come si muovono i Guru della rete? Quali sono le loro caratteristiche? Andiamo con ordine:

  1. Il Guru è sarcastico perché beating the shit out of people is illegale (cit.)
  2. Il Guru sentenzia
  3. Il Guru non verifica perché ha ragione a prescindere (cit.)
  4. Il Guru è severo perché il riso abbonda sulla bocca degli stolti e sorridere è demoniaco (cit.)
  5. Il Guru non deve mai dire mi dispiace (cit.)
  6. Il Guru può contare su schiere di seguaci che non lo leggono ma lo condividono a prescindere
  7. Il Guru subito dopo aver emesso la sua sentenza passerà annoiato ad altro tema lasciando che i paria discutano sulla verità del Guru e sulla realtà delle cose (cit.)
  8. Il Guru non ha un ROI convenzionale da dimostrare
  9. Il Guru non segue mai i suoi follower, loro seguono lui ciecamente
  10. Il Guru è una figura retorica

Cosa ne pensate? Se avete delle integrazioni a questa modesta lista, fatele pure: è open source ☺

ps: ho sparso un po’ di citazioni da libri, film, per gioco. Anche queste sono open source.

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